Cecconi (M5S): "Oggi scopro che chiedere chiarimenti alla Magistratura sarebbe degno di una querela"

Andrea Cecconi 4' di lettura 05/07/2015 - “Oggi scopro che chiedere chiarimenti alla Magistratura sarebbe degno di una querela, stando alla dirigenza della Provincia.” Ha commentato così il deputato Andrea Cecconi l’annuncio della Provincia di aver dato mandato all’ufficio legale per sporgere querela contro di lui con l’accusa di calunnia e diffamazione.

“Tutti sostengono che l’operazione si potesse fare mentre i fatti hanno dimostrato che così non è. Altrimenti né la Corte di Ancona né le Sezioni Riunite di Roma avrebbero detto il contrario.” “Poi c’è questa corsa a darmi dell’ignorante – continua Cecconi – ma io qualcosa me la sono studiata prima di rilasciare dichiarazioni e ho scoperto che esistono dei precedenti giudiziari secondo i quali fingere volontariamente il rispetto del patto di stabilità comporti un danno erariale all’ente e alla collettività degno di essere sanzionato.” A questo punto il deputato si concede qualche spiegazione sulla vicenda contabile incriminata. “L’istituto della cartolarizzazione è stato utilizzato dallo Stato e vi fanno ricorso molte amministrazioni locali, nonostante già nel 2006 la Corte dei Conti ne abbia stigmatizzato l’utilizzo affermando che ‘le operazioni di cartolarizzazione sono costituite dalla loro scarsa trasparenza e dalla cosiddetta sovracollateralizzazione’ ossia eccessivamente rischiose per l’amministrazione. Nella cartolarizzazione immobiliare, il proprietario (la Provincia) cede i propri immobili a una società veicolo (Valore Immobiliare) la quale per finanziare tale acquisto s’indebita, emettendo titoli obbligazionari.”

“Vi sono poi aspetti peculiari della vicenda – prosegue Cecconi – che continuano a sfuggire ai nostri Amministratori, nonostante siano stati già sottolineati dalla Corte. Stando alle Sezioni Unite, infatti, la Provincia ha ‘intrapreso l’operazione di cartolarizzazione con intenti ambigui ed elusivi rispetto ai vincoli di finanza pubblica’, in quanto l’anomalia, sempre secondo la sentenza, sta nel fatto che la Provincia sia il socio unico della società Valore Immobiliare in favore della quale eroga un rilevante contributo e presta garanzie per i rischi connessi alla vendita degli immobili. Così articolata, l’operazione risulta essere diseconomica, concretizzando una sostanziale forma di indebitamento a breve per un ente già in forte difficoltà nel rispettare il patto di stabilità.”

Poi sintetizza: “Per dirla con più chiarezza, la Provincia nel 2012 crea Valore Immobiliare, ci mette a capo Gattoni, il ragioniere tanto stimato, e la carica di 4,5 milioni di euro di immobili. La Valore Immobiliare accende un mutuo pari a 4,5 milioni con un tasso di interesse stellare per versare nelle casse della Provincia il valore degli immobili. Il problema sorge nel momento in cui le garanzie per l’erogazione del mutuo le presta la stessa Provincia, la quota per il pagamento dei soli interessi sul mutuo la eroga sempre la Provincia e gli immobili sono per la maggior parte invenduti.”

“Questa viene definita dai nostri amministratori una cartolarizzazione ma anche agli occhi dei meno attenti somiglia più ad una cantonata dato che il rischio è tutto della Provincia (cioè dei cittadini) che per ora sborsa più di 300.000 euro per gli interessi e se malauguratamente gli immobili non verranno venduti dovrà risarcire anche la banca. Come se non bastasse – aggiunge, infine, il grillino – si premurano anche di dirci che per elaborare questo magnifico piano di alienazione sia persino stata pagata la consulenza di una azienda specializzata. Spero che non vogliano anche gli applausi.”

“La Corte dei Conti non ha dato un’altra interpretazione alla norma – dichiara, smentendo così le parole di Domenicucci – esistono altri precedenti identici negli anni in cui sono state contestate questo tipo di manovre. Questa operazione, che Amministratori e dirigenti sostengono e proteggono, a mio modesto parere non fa assolutamente gli interessi dei cittadini. Tutt’altro: ha causato dei danni e potrebbe causarne altri che ricadranno sull’equilibrio precario dell’ente, mettendone a rischio la sopravvivenza.” “Probabilmente per questi signori preoccuparsi dei danni subiti dalla collettività non è cosa da farsi e va immediatamente fermata. Si dà il caso che io non la pensi così ed è per questo che ho depositato un primo esposto e ne sto elaborando un secondo. Proprio perché non sono un tecnico e voglio vederci chiaro di fronte a una classe di Amministratori che subisce sanzioni e viene bellamente rieletta.” Spiega il deputato.

Quanto alla prospettiva della querela, poi, specifica: “Sono molto sereno e penso che sia parte del mio lavoro di deputato del MoVimento 5 Stelle fare ogni cosa in mio potere per difendere gli interessi dei cittadini. Qui ci sono degli Amministratori che millantano grandi successi per poi essere sanzionati dalla Magistratura. Ammetterete che qualcosa non torna.”


da Andrea Cecconi
Deputato Movimento 5 Stelle





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-07-2015 alle 01:56 sul giornale del 06 luglio 2015 - 1285 letture

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