Galleria Art065: “Liberi Nudi” dell’artista veneto Paolo Smali

“Liberi Nudi” dell’artista veneto Paolo Smali 4' di lettura 09/04/2015 - L’Associazione Culturale Art065 propone, presso la Galleria Art065 in via Giordano Bruno 65 a Pesaro, l’evento espositivo “Liberi Nudi” dell’artista veneto Paolo Smali dedicata al tema del nudo. Sarà presente l’artista.

“Liberi Nudi”

Chiaro non è se con l'opera d'arte si debba convivere o piuttosto accontentarsi di ammirarla brevemente e ancora se si possa convivere con la rappresentazione “nuda” di un altro da se; cosa questa soggettiva, quanto il dialogo, intimo, con se stessi. Altrettanto evidente, che, ai giorni nostri, la qualità pittorica è decisamente sottovalutata rispetto al messaggio, al contenuto teorico di un'opera d'arte. Con queste tre riflessioni introduciamo la mostra dedicata “ai corpi umani”, al “nudo”, al tema così detto della “figura”: corpi dipinti con il linguaggio della tradizione pittorica veneta, intesa come dominio della forma attraverso la luce evocata dalla materia. Corpi maschili e femminili alla ricerca di un dialogo discreto e poetico, tra spettatori e attori messi a nudo: humanitas semplicemente. Questa esposizione è la libera testimonianza del poter dipingere, corpi nudi, con sapienza e intelligenza, sempre. Gesti e pose di modelli e modelle che non sono “temi” veri e propri ma spesso semplici situazioni, dove il corpo illuminato è di per se simbolo di vita in contrapposizione all'oscurità, alla morte. Esseri umani nudi, non oggetti, non di moda (“un corpo nudo non può essere alla moda” P.Smali), non corpi risolti con canoni geometrici e poco naturali, ma bensì immagini di quotidianità, semplici gesti di persone vive che diventano simboli pittorici; di una tradizione nostra e “un pò” rinnovata, quel tanto che basta, per rimanere “liberi nudi” oggi.


Paolo Smali nasce a Belluno nel 1969. Del 1983 la sua prima esposizione pubblica. Iscritto all'Accademia di Belle Arti a Venezia nel 1987, si diplomerà nel 1991 in pittura, con una tesi dedicata al suo maestro Luigi Tito (1907-1991). La Fondazione Bevilacqua la Masa gli affida un'atelier di Palazzo Carminati dal 1993 al 1996.e iniziano le collaborazioni con gallerie italiane e straniere. Affianca alla pittura l'arte incisoria. Vive e lavora a Venezia nell'Isola della Giudecca.

...L’ironia in arte mi interessa poco, quando dipingo quel che dipingo non ho paura di non essere ironico e nemmeno di essere contemporaneo, anche se la parola contemplativo mi piace di più...i minestroni culturali non mi saziano, li annuso da lontano ma confesso di non invidiare i tanti autori che li cucinano per poi farli mangiare ai tanti, la cui unica colpa è di aver fame... Faccio fatica e non ci riesco, ad immaginare il nostro Michelangelo “africano” ed ancor meno il Rembrandt “islamico”...il nudo, ad esempio, questo tema che ha fatto impazzire tutti i pittori che mi hanno preceduto (...e spero qualcuno di quelli che verranno); Il volume, la luce che solo un corpo racchiude ed esprime, sono un vero nutrimento per tutti coloro che ritengono l’arte un vero oggetto spirituale della nostra vita. In arte la parola “spirituale” precede e segue un’altra parola, “realizzazione”, azione in cui l’idea si deve trasformare in “saper fare” dunque in cosa concreta, solo così può diventare per diritto un’opera d’arte, oltre le mode e gli episodi più o meno buoni della vita. In questo secolo di sfortune artistiche più drammatiche che ironiche, io mi sento ancora europeo e meno globale, più pittore, più poeta e “tecnico”, fedele a quel senso greco della parola tecnè, che a dispetto di tutto e di tutti vuol dire arte...

...Dipingo nudi, nude, figure e figurine, ambienti e piccoli pretesti pittorici, sento qui la mia dimensione, il tempo, la carne, la luce sopra la materia che cerco di governare al meglio. Per questo ho bisogno di tempo, di vita, che è molte cose, tra queste la qualità della materia, grumi e velature non sono la stessa cosa, essere dentro o essere sopra vuol dire cosa diversa. Guardo tutto, tutto con molta attenzione, mi concentro molto sul gusto, lo riconosco, ma scopro che non lo si può inventare o prendere in prestito, Tiziano ad esempio, la sua “Venere”, sensuale, modellata, velata, “pulita” e così tanto erotica da osare una mano sul sesso, un cagnolino, un vaso, una cassapanca sul fondo, nuda come un pensiero bellissimo, è bellissima perché è gustosissima...fatta di gusto, con gusto, veduta ma inventata. Qualcuno insegnava a Corot, “...vai davanti alla natura (anche alla propria!) e cerca di imitarla il più coscienziosamente possibile ma con grande ingenuità...” trovo molto qui dentro, molto più che in mille volumi e mille filosofie...


   

da Galleria Art065






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2015 alle 05:00 sul giornale del 10 aprile 2015 - 3563 letture

In questo articolo si parla di arte, cultura, Liberi Nudi, artista veneto, Paolo Smali

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