Tempo instabile con probabili schiarite, Zingaretti e Crescentini: "Siamo diventati pesaresi"

Il cast del film con il sindaco Ricci 5' di lettura 24/03/2015 - Presentato in anteprima mondiale a Los Angeles, Tempo instabile con probabili schiarite esce oggi in anteprima nazionale a Pesaro, alla presenza del regista Pontecorvo e dei suoi protagonisti: Luca Zingaretti, Carolina Crescentini, Andrea Arcangeli oltre al produttore Marco Valerio Pugini di Panorama Films Ricci

"Ringrazio la Regione Marche e il regista Pontecorvo per averci dato questa possibilità - commenta il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci - sono rimasto molto colpito dal film perché é uno dei pochi dove si sente parlano in italiano con cadenza pesarese. Cagli emerge in tutta la sua bellezza e anche il paesaggio circostante. Speriamo che questa produzione sia una delle tante che possano avvenire nel nostro territorio"

"Quello che ci ha più colpito è stata la morbidezza dell'ospitalità pesarese - commenta Luca Zingaretti - quì a Pesaro c'è una qualità della vita altissima, se uno si fermasse a ragionare si renderebbe conto che questa è un'oasi felice. E poi il fatto che ti fai una passeggiata e stai al mare. A me è venuta voglia di ritornarci e faremo una cosa assieme al sindaco più avanti. Abbiamo scelto Pesaro per l'anteprima del film, non solo per una questione di omaggio per chi ci ha ospitato ma anche perchè ci piaceva tornare quì.

"Ci sono tanti elementi della storia del film in questa città - aggiunge il regista Pontecorvo - la bicicletta, il baseball, i mobili, una serie di cose che erano giuste per raccontare questa storia e sono correlate con la storia. A Pesaro ci siamo trovati benissimo, il mare, l'ambiente, la quiete, tutto era positivo. I protagonisti hanno dovuto studiare il pesarese e imparare la giusta "cantilena", come ci racconta Carolina Crescentini:

"E' stato difficile perchè quando eravamo a Roma abbiamo avuto un dialect coach di Fano ma la loro cadenza è differente. Allora abbiamo dovuto imparare il pesarese che ha una cadenza più lieve. Io mi sono trovata proprio bene a Pesaro perchè quì ci hanno adottato. La sera me ne stavo spesso al mare da sola a leggere e scrivere e ho visto i bambini in giro in bici con i pattini e scopri il privilegio di chi vive in provincia e ha una vera infanzia, a Roma questo non è possibile".

Il film, girato tra Pesaro, Cagli e Fano, ha mosso una troupe di 60 persone che si è fermata per 5 settimane nel nostro territorio ed ha coinvolto 600 tra professionisti, comparse, attori, elettricisti etc.

Costato circa 2milioni di euro, il film racconta la storia di due amici che trovano il petrolio nel cortile della loro cooperativa sull’orlo della bancarotta. Una miscela esplosiva che fa saltare tutte le regole: amicizie che si rompono, matrimoni in frantumi e tutto il paese in subbuglio. E' una commedia, una sarcastica metafora dei vizi, dei difetti ma anche delle virtù dell’Italia di oggi.

SINOSSI

Siamo al confine tra la Romagna e le Marche, all’interno di una cooperativa che produce divani e che si trova sull’orlo della bancarotta. I soci fondatori sono due amici, Ermanno e Giacomo. Ermanno ha una moglie, Elena, ed un figlio, Tito, 17 anni, che vive immerso nel mondo dei comics giapponesi. Giacomo è stato sposato con una tedesca ed abita solo con Gabriele, il figlio di 18 anni avuto da lei, che vive per il baseball. Una notte Ermanno e Giacomo, scavando un buco in cortile per nascondere dei fusti che costerebbe troppo smaltire, fanno una scoperta strabiliante: dal sottosuolo esce petrolio. Questo evento straordinario farà esplodere contraddizioni e conflitti e metterà a nudo il lato peggiore dei nostri protagonisti. Come spiega l’esperto ingegner Lombelli, la strada dello sfruttamento del pozzo è complicata e costosa e la cooperativa, così come i due amici e l’intero paese, si spacca in due sul da farsi.

Per Ermanno è la fine di un sogno e di un’amicizia. Dopo molti scontri, incertezze e scetticismo la costanza viene premiata: un potente getto di petrolio schizza verso il cielo. Gli interessi in gioco però sono troppo grossi. L’amministrazione comunale vuole entrare nell’affare ed Ermanno, che pur essendo diventato capo del comitato “No Petrolio” si ritrova anche ad essere anche proprietario del pozzo, per aver in un momento di pietà aiutato Giacomo, è profondamente contrario perché teme che si possano accaparrare il progetto. ( nel frattempo era passato dalla parte di chi il petrolio non lo voleva, teme che possa accaparrarsi il progetto.) Giacomo invece è di diverso avviso. Una grossa multinazionale gli ha proposto di comperare tutto e Giacomo vuole vendere. Lo scontro tra gli amici è senza esclusioni di colpi. Alla fine la maggioranza dei soci decide di vendere.

Ermanno è distrutto e affranto nel paese non lo possono più vedere. Ma il cambiamento arriva grazie al rilancio della cooperativa da parte di Tito il figlio tanto bistrattato da Ermanno. I due arrivano finalmente a spiegarsi. Ma un giorno accade qualcosa di inimmaginabile: il petrolio finisce. Ermanno non riesce a crederci. E’ l’amico Giacomo a spiegargli l’accaduto: iI Lombelli sapeva della possibilità che il petrolio finisse, per questo dovevano vendere. Ermanno è stato tenuto all’oscuro perché non avrebbe mai accettato né compromessi con il comune né di dare una fregatura alla multinazionale. Perciò lo hanno escluso… Ermanno ha infatti un grosso difetto che non riesce a togliersi: è troppo onesto.








Questo è un articolo pubblicato il 24-03-2015 alle 14:41 sul giornale del 25 marzo 2015 - 1766 letture

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