Immigrati...basta con la disgregazione delle famiglie, agevoliamo i ricongiungimenti! Il punto...di Francesco Taronna

Parcheggiatori abusivi 2' di lettura 17/03/2015 - Un parcheggiatore abusivo appioppa un cazzotto ad un signore urbinate mandandolo in ospedale. Ovviamente stava lì con regolare nonpermesso a riscuotere il nondovuto in cambio di un servizio che non serve ad alcuno e mai richiesto.

Le istituzioni, oltre a riscuotere l'obolo tramite il parchimetro, non ci garantiscono sicurezza e per evitare taglieggiamenti tutti pagano. Dicono che non sia obbligatorio ...vero...ma chi poi ci garantisce dalle eventuali ipotetiche ritorsioni? La società pubblica che gestisce il parcheggio e riscuote le somme versate dai fruitori ? No! Il Comune? No! Le Forze dell'Ordine? No! Siamo lasciati alla mercè di questi "ospiti". Qualcuno afferma che una volta entrati qualcosa devono fare per sopravvivere, piuttosto che rubare, spacciare o sfruttare la prostituzione meglio che chiedano l'elemosina e taglieggino i cittadini tranquilli. Si perchè ormai si tratta di attività lucrose che garantiscono redditi superiori a quelli di un lavoratore dipendente non qualificato, magari immigrato anche lui, il quale però ha la "sfiga" di dover pagare le tasse. Questi hanno garanzie superiori a quelle dei loro connazionali inseriti, non pagano alcuna prestazione, hanno persino il posto fisso dove operare e non sono soggetti a licenziamenti, mobilità o altro.

Sulla rete a me è capitato di leggere che alcuni di questi si inseriscono fra le macchine e fanno i loro bisognini innaffiando le portiere ed i vetri magari delle auto di chi non ha lasciato quella che loro ritengono la giusta mercede, mi è capitato anche di leggere di auto segnate lungo le fiancate......oppure come è capitato a me....mentre attraversavo a piedi il parcheggio del Carducci, uno di questi mi ha affiancato, come ormai è diventata consuetudine, chiedendomi se andavo via e dove era la mia macchina. Alla mia risposta negativa mi si è piazzato davanti per impedire il mio cammino e costringermi a rivelare l'arcano. Ero semplicemente un pedone che stava attraversando il piazzale, non avevo l'auto. Il tizio si sentiva preso per i fondelli e mi ci è voluto "unbelpo" di sangue freddo per evitare lo scontro....

Dicono che sono nostri fratelli ed anche io convengo ma quando davanti all'ingresso dell'ospedale li ho visti che se le suonavano tra di loro per problemi di territorialità, con sangue che colava copioso dalle bocche e dai nasi, con fuggifuggi di cittadini terrorizzati, li ho sentiti un tantino meno fratelli ed avrei preferito che chi è preposto a garantire la legalità e la sicurezza dei cittadini regolari, ripeto regolari quindi indigeni ed immigrati, avesse impedito il loro arrivo e che li trattase da ospiti non del tutto graditi e li rispedisse dai loro cari.

Basta con la disgregazione delle famiglie, agevoliamo i ricongiungimenti!

A presto!






Questo è un articolo pubblicato il 17-03-2015 alle 08:30 sul giornale del 18 marzo 2015 - 2863 letture

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