Vivere a 4 Zampe: microchip e Anagrafe. Per i cani sì, per i gatti no

Vivere a 4 Zampe, controllo delle nascite 2' di lettura 08/02/2015 - Ebbene sì, anche i cani e gatti hanno una loro anagrafe nazionale. Si tratta di un database in cui vengono inserite le informazioni relative agli animali d'affezione e ai loro rispettivi proprietari. Un modo utile per controllare la presenza di cani e gatti sul territorio, per contrastare il fenomeno dell'abbandono e per facilitare il ritrovamento degli esemplari smarriti.

L'Anagrafe Canina Nazionale è un registro di tutti i cani identificati con microchip o tatuaggio in Italia. Questa banca dati viene alimentata dalle singole anagrafi regionali.

Tuttavia, se per i cani l'applicazione del microchip è obbligatoria dal 2008 (Ordinanza Ministeriale del 06/08/2008 ; L.R. Lazio 34 21/10/1997), per i gatti (e per i furetti) è una decisione che spetta solamente alla volontà del proprietario.

Oggi iscrivere il proprio cane all'Anagrafe Canina Nazionale è ritenuto da qualunque proprietario premuroso una necessità, oltre che un obbligo: grazie al microchip infatti è possibile risalire al proprietario, pur tutelandone la privacy, e in questo modo è più facile ricongiungersi ad un cagnolino che si è smarrito, per esempio. Invece, quando si tratta di gatti abbandonati non viene nemmeno in mente la possibilità che questi possano avere un microchip, e solo un veterinario o il volontario di un rifugio particolarmente scrupolosi andrebbero a verificare la presenza del microchip in un gatto randagio.

In genere i veterinari non consigliano nemmeno l'applicazione del microchip ai gatti, non perchè non tengano al benessere di questi animali, ma proprio perchè l'Anagrafe Felina in Italia non è ancora una realtà riconosciuta e molta strada si deve fare in questo senso.

Un paese che intende realmente tutelare il benessere degli animali forse dovrebbe partire proprio da questi provvedimenti basilari e imporre l'obbligatorietà del microchip anche nei confronti dei gatti. Questo tipo di controllo - unitamente ad un'efficace azione di controllo delle nascite - rappresenterebbe un grande passo avanti che potrebbe facilitare e favorire il lavoro svolto dai numerosi volontari che ogni giorno si oppongono al randagismo felino, una vera e propria piaga.


di Arianna Baccani
redazione@viverecivitanova.it







Questo è un articolo pubblicato il 08-02-2015 alle 12:57 sul giornale del 09 febbraio 2015 - 940 letture

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