Immigrati all'Hotel Principe, Arrigoni: 'Non si tratta di razzismo, tuteliamo il nostro paese'

3' di lettura 10/11/2014 - Si continua ad avere memoria corta da queste parti, e pur di giustificare scelte scellerate e il proprio interesse in materia di immigrazione, in molti cercano di propinare queste scelte facendole passare per "inevitabili" come una cattiva medicina per i cittadini oltre che indolori.

La verità invece è che indolori non sono, soprattutto per le tasche dei contribuenti e se solo si prova a contestare con i fatti quanto illustratoci dalle varie cooperative e associazioni smontando le tesi dei buonisti, si diventa automaticamente razzisti. Ho le spalle grosse nell'eventualità e credo di sopravvivere comunque, ma mi preme chiarire dei punti: in primo luogo, lo stipendio, il salario si percepisce a compenso di un lavoro, di una prestazione fornita a un datore di lavoro o a un ente dietro regolare contratto ove si sono state pattuite di comune accordo condizioni e cifre da erogare come compenso tra le parti. Non mi pare che sia questo il caso, dato che gli "ospiti" arrivano e vengono ospitati e forniti di vitto e alloggio di tutto punto senza fornire alcuna prestazione.

E' doveroso precisare inoltre, che gli "ospiti" sul lungomare pesarese all'Hotel Principe, non provengono da zone di conflitto, ma ovviamente sostenere questa tesi, fa breccia più facilmente nelle resistenze dei cittadini raggirandole. Il contributo di solidarietà erogato a persone indigenti, è un'altra cosa, ma non si capisce perché non possono essere considerate persone indigenti quelle persone anziane che dopo aver lavorato una vita, e dopo aver pagato il dovuto sino all'ultimo centesimo, percepiscono una pensione insufficiente alle loro necessità e non vengono ospitate in alcuna struttura alberghiera gratuitamente come non percepiscono il contributo statale di 35€ al giorno previsto per gli "ospiti".

Ovviamente queste persone come i cassintegrati, gli esodati o i licenziati sono cristiani, ma hanno la grave colpa di essere italiani, e l'italianità si sa, fa passare in secondo piano il diritto del cittadino.... In fondo se sei nato in Italia e fino ad oggi hai lavorato per avere un futuro, da oggi è giusto che una volta pagato per tutta la vita la solidarietà non sia per te come avresti diritto in qualunque paese civile con gli attributi, ma per chi si presenta alla frontiera.

Facciamo un rapido calcolo: 35€ giornaliere a persona, una struttura come i centri di prima accoglienza ne raccolgono 1000, quindi percepiscono 3500 €....Pensate che con le convenzioni, gli acquisti all'ingrosso, in cucina e quant'altro venga speso tutto l'importo in giornata? Ora moltiplicate per 31 giorni, e poi per tre (mesi) che è il tempo medio di soggiorno (che molte volte viene prolungato oltre i limiti di legge), quanti soldi girano attorno all'accoglienza, e soprattutto dove finiscono?

Quella del fatto che chi arriva usa l'Italia come passaggio per raggiungere le famiglie in altri paesi è solo una macro gigantesca fandonia, in quanto i trattati europei sottoscritti a Dublino anche dal nostro paese asserisce che il clandestino, il rifugiato, il profugo o chiamiamolo come volete, una volta sbarcato in un paese non può lasciare i confini dello stesso per nessuna ragione, rimanendo però in carico allo stato che ha fornito accoglienza e prima assistenza. A conferma di ciò, sono tanti gli immigrati che raggiunta l'Austria o la Francia con treni, autobus o mezzi propri, sono stati respinti o riaccompagnati in Italia.....

Tutto questo non si tratta di razzismo, si tratta di cercare di mettere un freno e a tutelare il proprio paese e la propria gente smettendola di farsi prendere per il naso.


   

da Fabio Arrigoni
Coordinamento Provinciale FdI Pesaro Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-11-2014 alle 18:08 sul giornale del 11 novembre 2014 - 1767 letture

In questo articolo si parla di attualità, immigrati, pesaro, alleanza nazionale, Fabio Arrigoni, fratelli d'italia

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve ? https://vivere.me/abjl





logoEV
logoEV


.