Bombe chimiche nel tratto di mare antistante Pesaro: incontro pubblico

bombe chimiche nel mare 3' di lettura 10/11/2014 - Martedì 11 Novembre alle ore 21,00 presso la sala della circoscrizione in Baia Flaminia, piazzale Europa 16, si terrà un incontro pubblico, organizzato dal Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche e dal Movimento 5 Stelle pesaresi, sugli sviluppi seguiti alla presentazione dell'esposto collettivo presentato alla Procura che chiede di accertare la presenza di bombe chimiche nel tratto di mare antistante Pesaro.

Da alcune settimane è stato presentato alla Magistratura un esposto firmato da oltre 100 cittadini pesaresi che chiede di fare luce sulla presenza di residuati bellici tossici nelle acque del mare cittadino. Una corposa documentazione ne testimonia da tempo la presenza. Il gruppo consigliare comunale del Movimento 5 Stelle ha presentato una interrogazione comunale in questo senso.

A tanto interesse è seguita una presa di posizione negazionista e piuttosto preoccupata, per eventuali ricadute sugli interessi della categoria, da parte delle cooperativa Piccola Pesca del porto di Pesaro e che addirittura paventava "interessi da parte di qualcuno" nel creare allarmismo. Il CNBAC ha prontamente e pubblicamente invitato il gruppo di pescatori rappresentati dalla cooperativa a un incontro pubblico finalizzato ad illustrare tutta la documentazione prodotta e a rassicurare la categoria, visto che non solo non risentirebbe di eventuali operazioni di bonifica, anche perchè nell'area indicata la pesca è interdetta, ma ne trarrebbe vantaggio dissipando qualsiasi dubbio in merito. Purtroppo all'invito non è seguita nessuna risposta.

Contrariamente ai colleghi pesaresi, anziani pescatori gabiccesi hanno rilasciato interviste in cui si confermano i ritrovamenti in mare di ordigni chimici, dichiarazioni registrate da una inchiesta dell'Università di Urbino e pubblicate sul sito accademico. La pericolosità di tali ordigni, a distanza di tanti anni dal loro smaltimento, è un altro degli aspetti che vanno accertati.

Infine è' bene chiarire che nessuno, tranne la comunità pesarese, potrebbe trarre vantaggi economici da operazioni di bonifica e che una delle società autorizzate e in grado di operare in tal senso si era addirittura proposta per un primo esame di ricerca a titolo gratuito. D'altronde questo tipo di operazioni non sono economicamente a carico delle comunità locali ma eventualmente dei ministeri competenti. In materia esistono diverse disposizioni ministeriali e leggi specifiche che ne garantiscono il diritto, la necessità e il finanziamento anche a livello europeo.

La Convenzione sulla Proibizione delle Armi Chimiche di Parigi (OPAC) del 1993 ha sancito definitivamente il bando completo di tali armi. L'Italia ha ratificato la Convenzione nel 1995 e da allora è tenuta a distruggere le armi chimiche di sua proprietà o in suo possesso, o che sono ubicate in qualunque luogo sotto la sua giurisdizione o controllo, in conformità con le disposizioni della Convenzione. Ciascuno Stato, che ha aderito alla convenzione, per quanto riguarda le armi chimiche obsolete e le armi chimiche abbandonate deve dichiarare se ne ha sul suo territorio e fornire tutte le informazioni disponibili.

L'Italia non lo ha fatto e non lo sta facendo, rinunciando così anche agli aiuti e ai finanziamenti internazionali previsti per queste operazioni.

Il testo integrale della Convenzione si può scaricare dal sito del Ministero: http://www.opac496.it/index.php?option=com_content&task=view&id=28


   

da Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche
Pesaro





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-11-2014 alle 18:18 sul giornale del 11 novembre 2014 - 1085 letture

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