Sassocorvaro: Ottaviano degli Ubaldini e la Rocca dei misteri

Sassocorvaro 3' di lettura 05/09/2014 - Si terrà domenica 7 settembre, nel Teatro settecentesco della Rocca di Sassocorvaro, il convegno sulle tematiche esoteriche organizzato dal Gruppo Telesma con il patrocinio di Comune e Pro Loco.

La Rocca di Sassocorvaro, dal passato misterioso, venne eretta per volere di Ottaviano degli Ubaldini, il famoso saggio esperto di alchimia e di magia che con Federico da Montefeltro resse la famosa corte rinascimentale urbinate. La forma di tartaruga ed altre evidenti simbologie esoteriche, così come le segnalazioni di apparizioni ed altri fenomeni, hanno ispirato ricerche specifiche, coordinate dal Gruppo Telesma, che promosse negli anni Ottanta i famosi convegni nel Teatrino settecentesco, punto di incontro di esperti e studiosi provenienti da tutta Italia. Quest’anno il tema dell’incontro riguarda proprio Ottaviano degli Ubaldini, il “principe mago” che con il fortilizio di Sassocorvaro ebbe uno strettissimo legame. Così idealmente tornerà nella costruzione che lui stesso progettò, “rievocato” dagli studi e dalle ricerche, di eccezionale rilievo, dello studioso e scrittore Andrea Aromatico, che tra l’altro ha curato la catalogazione dell'Archivio Ubaldini di Urbino.

Nell’incontro, dal titolo “Ottaviano degli Ubaldini e la Flagellazione di Piero della Francesca”, che inizierà alle 17.30, Aromatico presenterà il suo ultimo lavoro: "La Flagellazione – Il romanzo, i codici, il mistero" (Petruzzi Editore 2012). La celebre tavola di Piero della Francesca, custodita nel Palazzo Ducale di Urbino, sarà il mezzo per ripercorrere la storia e i segreti della Corte rinascimentale dei Montefeltro. Aromatico parlerà di una sua particolare scoperta, nel Palazzo ducale, che lo ha portato a svelare il vero significato e la vera funzione del famoso dipinto. Un incontro molto atteso, dove si tratterà anche di Ottaviano degli Ubaldini, il principe filosofo che ideò la Rocca di Sassocorvaro e che nella “Flagellazione” di Piero della Francesca risulta proprio tra i personaggi ritratti.

Ottaviano, prima di essere investito del possesso della Contea di Sassocorvaro, era stato il braccio destro del duca e il reggitore dello stato in assenza di Federico. Amministrava ingenti somme di denaro, riceveva a corte ospiti e personaggi illustri e contribuiva in modo sostanziale alla gestione della corte urbinate (stimata composta di circa cinquecento persone). A quell’epoca, Federico e Ottaviano formavano di fatto una diarchia, come riconobbe Leon Battista Alberti, che li definì "i due principi dell’Umbria". Secondo l’ipotesi di alcuni studiosi, confermata da alcuni documenti, i due sarebbero stati fratelli. Sappiamo che l’Ubaldini era considerato ai suoi tempi come un dotto filosofo ermetico, cultore della magia (“grande mago”), dell’astrologia ( “il principe degli astrologi”) e, soprattutto, dell’alchimia. Nel quadro Astrologia attribuito a Giusto di Gand e perduto dopo l'incendio del Museo di Berlino, il personaggio ritratto è Ottaviano, nell'atto di ricevere la sfera armillare dell'Arte e sotto di lui è presente una corona con sette punte, che ci riporta alla sua qualifica di "principe dell'Astrologia". Alcuni segni degli interessi di Ottaviano per le scienze ermetiche li troviamo in misteriosi segni scolpiti sui camini di alcune sue proprietà, in alcune sue ricette manoscritte e, probabilmente, proprio nella Rocca di Sassocorvaro, il luogo ideale per parlare di questa figura di eccezionale rilievo che ancora oggi custodisce affascinanti misteri.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-09-2014 alle 18:10 sul giornale del 06 settembre 2014 - 2573 letture

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