100 giorni di governo Ricci, Arrigoni FdI-An: 'Quali sono i segnali positivi per Pesaro?'

Comune di Pesaro Piazza del Popolo 7' di lettura 04/09/2014 - “Dobbiamo andare verso l'uscita dal provincialismo, perché nella crisi abbiamo bisogno di una città che conta. La dimensione e l’ambizione nazionale da conferire al territorio, intersecata all’impegno locale e al contatto diretto con i cittadini. “ Correva di grazia, il 1° Febbraio 2014, era il discorso alla città dell'allora candidato Sindaco Matteo Ricci.

“Voglio essere un Sindaco che guardi oltre la Chiusa di Ginestreto, con il potere contrattuale di trattare e farsi aprire le porte, per andare a chiedere le risorse, lì dove cisono.” L’immobilismo da combattere, la sindrome del ‘non si può fare’ da sradicare. La burocrazia da radere al suolo. Il lavoro da creare e sostenere.

Sono passati circa tre mesi dalla sua elezione; un plebiscito sicuramente, ma pur non dovendo pagare lo scotto di un cambio della guardia al governo della città e proseguendo nella continuità del Pd locale e quindi nelle stesse politiche perpetrate nel corso di tanti anni, quali sono i segnali positivi per Pesaro? Cosa intendeva il candidato Ricci, quando parlava di uscire dal provincialismo? Mi pare che nessuno l'abbia capito, e nemmeno lui. Quale sarebbe la dimensione a carattere Nazionale che avrebbe conferito a Pesaro, se persino la più rinomata manifestazione culturale legata alla musica e al nostro illustre concittadino Rossini, vive di luce propria? E per fortuna.... Come detto e ripetuto a più riprese, la nostra città potrebbe assumere nell'arco dell'anno, connotati internazionali tanto da poter essere considerata quasi la Salisburgo adriatica, invece? Invece nonostante giungano appassionati da tutto il mondo per assistere al ROF, si continua a vivere la Kermesse come fosse una risorsa inesauribile da sfruttare solo in quel mese. Per uscire dal provincialismo sarebbe necessario promuovere il proprio territorio, le proprie risorse attraverso investimenti, e soprattutto valorizzando il proprio patrimonio paesaggistico, culturale, eno gastronomico investendo sull'accoglienza, fornendo al visitatore un ampio ventaglio di scelte e combinando pacchetti per soddisfare le aspettative dei turisti più esigenti. Invece no, nonostante i proclami e le promesse elettorali,non si guarda più in là del proprio naso con l'unico interesse atto a mantenere il controllo del feudo. Da un altro stralcio del discorso:"Voglio essere un Sindaco che guardi oltre la Chiusa di Ginestreto, con il potere contrattuale di trattare e farsi aprire le porte, per andare a chiedere le risorse, lì dove ci sono.” Quindi supponiamo sia per questo che sono state aumentate immediatamente le tasse comunali? Intendeva questo il Sindaco, quando parlava di andare a prendere le risorse dove ci sono? Dai cittadini? Perché ormai in tre mesi di governo della città questo sembra l'unico provvedimento che questa amministrazione sia stata in grado di mettere in atto: L'aumento della TASI e della TARSU e delle imposte comunali. In merito ai provvedimenti a sostegno delle aziende poi, stenderei un velo pietoso. Il "RipartiPesaro" propagandisticamente è stato presentato alla popolazione prima, e in consiglio comunale poi, rivelandosi un vero e proprio pasticcio che secondo la giunta avrebbe dovuto essere di aiuto alle aziende che andrebbero ad aprire escludendo dal provvedimento quelle storiche presenti sul territorio. Il problema principale, è legato al fatto che probabilmente oggi non vi sono le condizioni, le forze e le risorse necessarie per avviare eventualmente nuove attività, ma qualora ce ne fossero, il provvedimento non sarebbe di alcuna utilità per le aziende che tra mille sacrifici e incertezze cercano strenuamente di resistere ogni giorno conservando il posto di lavoro ai loro dipendenti e anzi; come già detto più volte è decisamente un provvedimento iniquo, ingiusto e inadeguato. Proseguendo sempre con il famoso “discorso alla città” dalla pescheria, ricordo la promessa di ascoltare e comunicare con i cittadini, ma ricorderei al Sindaco che il “contatto” con i cittadini si tiene frequentando le piazze, le strade, i posti di lavoro dove vivono ogni giorno i cittadini, e non attraverso le continue comparsate nelle più disparate televisioni. I cittadini si guardano negli occhi, e guardandoli negli occhi si danno le risposte richieste com'è compreso nei doveri di un Sindaco. Sempre in un passaggio del famoso discorso, il neo Sindaco parlò di Province e di come sarebbero state modificate negli assetti: Peccato che per poter fare il Sindaco a Pesaro rassegnò le dimissioni da Presidente della Provincia dopo essere stato eletto Sindaco e senza aver approvato il bilancio approvato successivamente dal commissario a lui subentrato. Certo agli occhi del cittadino sarebbe stato più apprezzabile rassegnare le dimissioni dopo aver approvato il bilancio, ma tant'è.

“Ceriscioli ha ben governato. Noi pesaresi non ci accontentiamo ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: passi avanti su viabilità, mobilità e servizi nonostante i tagli. Pensiamo al confronto tra i cambiamenti di Pesaro, negli ultimi 10 anni, e quelli di Fano». E allora guardiamo nel dettaglio questi favolosi servizi, i passi avanti riguardo la viabilità pesarese: per viabilità si intendono anche strade, vie, marciapiedi etc? Perché a me l'unica cosa che salta in mente parlando di servizi e viabilità, è l'ignobile spreco di risorse pubbliche riferito ad 1Km di pista ciclabile pagato la bellezza di 770,000€. Certo, qualche via è stata anche rattoppata, ma non credo sia necessario formulare l'elenco delle strade dissestate in città percorse quotidianamente dai cittadini. E poi la sanità e l'ospedale dove al di là dei proclami elettorali, in giunta hanno detto tutto e il contrario di tutto. Dovrebbero far riflettere le nomine stesse in giunta più forti persino dei conflitti d'interesse per il quale in moltissimi si sono strappati le vesti sino a qualche mese prima ma chiusi nel cassetto durante la costituzione della giunta e pronti a esplodere sulle prossime questioni legate all'urbanistica, e ancora i colpevoli silenzi riguardo situazioni di pericolo emersi per lo stato di alcune scuole per il quale vi saranno ulteriori sviluppi nelle prossime settimane. E lasciamo perdere il taglio degli assessori, dei dirigenti promessi e via dicendo; un abito per tutte le stagioni che va sempre di moda mediaticamente ma che ne la giunta precedente, ne quella attuale hanno mai realmente concretizzato se non a parole o sulla carta adottando il sistema delle tre carte ogni volta ce ne fosse stata la necessità. Al di là degli spot propagandistici per gettare fumo negli occhi ai cittadini al fine di mantenere un consenso sempre più fuggente, in pieno delirio di onnipotenza come molti esponenti del suo partito che lo hanno preceduto nel ruolo di Sindaco hanno manifestato attraverso i decenni, il Sindaco Ricci ha ideato e attuato il prolungamento della stagione balneare e l'estensione dell'estate unilateralmente senza il minimo confronto con gli operatori del settore e degli addetti ai lavori incontrandoli solo successivamente, davanti al fatto compiuto e davanti alle proteste degli stessi per i malumori che il provvedimento aveva generato. Davvero il Sindaco pensava di avere il controllo anche sul corso degli eventi naturali e della meteorologia? Oggi viene a dirci che nonostante tutto, questo è stato un ottimo spot per Pesaro perché se n'è parlato in televisione anche se il provvedimento si è dimostrato (come da previsione) fallimentare.

Io direi che è stato uno spot di auto promozione per sé stesso, non per la città che continua ad avere quelle lacune in materia di turismo e di ospitalità dei visitatori mai risolti. La domanda successiva quindi può essere soltanto una: Le risorse urlate ai quattro venti destinata al prolungamento della stagione estiva ricavate dal taglio dei dirigenti (in atto da ottobre secondo quanto promesso dal Sindaco, seppur ancora oggi vi è il più fitto mistero sulle figure che verranno eliminate) a quanto ammontano? Come sono state spese o come verranno reimpiegate? Sarebbe un gesto di estrema trasparenza verso i cittadini rendere pubblica la documentazione affinché possa essere di facile accesso per tutti, nessuno escluso.

Dunque siamo a cento giorni di governo cittadino; cento giorni possono essere tantissimi o pochissimi, dipende se si prediligono i fatti lavorando fianco a fianco con il cittadino e non solo in campagna elettorale o a parole, quelle che non costano nulla nelle ribalte televisive che regalano l'applauso della platea di fedelissimi in attesa di ricompensa.


da Fabio Arrigoni
Coordinamento Provinciale FdI Pesaro Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-09-2014 alle 07:00 sul giornale del 05 settembre 2014 - 1553 letture

In questo articolo si parla di politica, pesaro, alleanza nazionale, Comune di Pesaro, piazza del popolo, Fabio Arrigoni, fratelli d'italia e piace a Fabio71

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/9hH





logoEV