FDI-AN, Arrigoni: 'Stato d'emergenza!!! Piove...'

Fiume Foglia 3' di lettura 03/05/2014 - Sembrerebbe dunque che ad ogni pioggia consistente, ad ogni evento naturale di una certa intensità con forza superiore alla media che viene affrontato senza alcun problema in altre zone italiane e che viene prontamente risolto, diventi una perenne emergenza nelle Marche, e soprattutto nella nostra provincia.

E' inaudito ed inamissibile che ad ogni temporale, ad ogni nevicata, ad ogni mareggiata, Ceriscioli e Ricci chiedano lo stato d'emergenza e i relativi fondi legati ad essi (peraltro versati dai contribuenti nelle imposte) appellandosi alle calamità. Ora: non muoveremmo alcuna obiezione se queste situazioni venissero risolte prontamente, ma i dubbi nascono soprattutto seguendo i fatti e i relativi interventi e annessi costi, e dopo aver tirato oggettivamente le somme.

Da anni la provincia pesarese vede chiedere lo stato di calamità da parte delle amministrazioni locali che si sono succedute e che poi stendono ciclicamente un paio di metri di rete arancione, fanno lavorare per un paio di giorni gli escavatori, ripuliscono alla bene e meglio la zona colpita per far sembrare tutto sistemato con rassicurazioni in pompa magna che fanno passare ai cittadini. Peccato soltanto, che la tanto sbandierata soluzione non è mai quella definitiva. In pochi o meglio: quasi nessuno ha la possibilità di verificare come vengono impiegati i fondi pubblici erogati a seguito della richiesta dello stato d'emergenza.

Poi come per incanto, dopo aver affermato a più riprese che mancano le risorse per intervenire efficacemente sui problemi legati al territorio, succede che la cementificazione dilaga a tempi record in città e fuori. Nascono una miriade di rotonde inutili e talvolta anche pericolose sulle statali, sulle arterie principali, ma anche su quelle percorse da stambecchi e camosci nelle loro migrazioni. Fioriscono strutture che prevedono appartamenti ed esercizi che nessuno si potrà mai permettere e che non servono a nessuno in realtà se non per dare una giustificazione di facciata e mostrare una paventata operatività delle amministrazioni locali....

Nascono i percorsi per la fibbra ottica e il wireless per tutti, ma che le aziende non potranno mai usare per la moria che le costringe a chiudere i battenti, mentre ad ogni autunno ad ogni goccia di pioggia appena oltre il consentito, tornano a rifranare le colline, la pioggia o il sole tornano ad aprire e polverizzare la sede stradale come fosse creta, il maltempo e la pessima manutenzione tornano a far esondare corsi d'acqua normalmente controllabili se fossero fatti correttamente e per tempo gli interventi previsti che dovrebbero essere garantiti per mantenere alto il livello di sicurezza.

Come poi tra l'altro, si potrebbe anche tentare di impedire e di affrontare seriamente l'emergenza idrica che puntualmente si ripresenta ad ogni estate, se l'acquedotto non fosse continuamente rattoppato da pezze che durano lo spazio di una notte, e se si raccogliessero le acque delle piogge dei mesi autunnali e invernali usandole nei periodi più secchi nelle campagne o per le emergenze, invece che lasciarle devastare il nostro territorio.....

Riflettiamo dunque per un attimo su tutto questo, e poi per un attimo rapportiamolo al nostro territorio provinciale, e torniamo a focalizzare l'attenzione sulla nostra città. Prendendo atto che L'attuale presidente della provincia, potrebbe anche diventare il sindaco della nostra città, e ricordando come disse qualcuno che "Ognuno è artefice del proprio destino..." Quale destino meriterebbe Pesaro?


   

da Fabio Arrigoni
Coordinamento Provinciale FdI Pesaro Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-05-2014 alle 18:46 sul giornale del 04 maggio 2014 - 1766 letture

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