Pane, basket e....peperoncino: Vuelle fiduciosa a Siena, ma si avvicina lo spettro Montegranaro

Vuelle-Granarolo - foto Ciamillo-Castoria 4' di lettura 14/02/2014 - Si ricomincia. Chiusa la parentesi di Coppa Italia con la vittoria di Sassari, un risultato che la dice lunga sul livello attuale del basket tricolore (i sardi stracciati tre giorni dopo in Eurocup da una squadretta turca), riparte il campionato.

Un campionato anch’esso decisamente livellato in basso, visto che fra le prime in classifica c’è anche l’ENEL Brindisi, promossa in serie A1 da appena due anni. E per questo fa doppiamente male vedere sola all’ultimo posto proprio Pesaro, una piazza che per tanti anni è stata una protagonista del basket italiano, ed anche europeo, d’alto livello. Ritrovando Marco Crespi in quel di Siena, prossima trasferta della Vuelle, non potremo non ripensare alla storica impresa del marzo 2005, quando Pesaro, con Crespi in panchina, conquistò le semifinali di Coppa Europa battendo in trasferta il Barcellona per 87-101 e buttando fuori dalla Coppa sia i catalani che il Real Madrid.

Lo sappiamo, addio sogni di gloria. Però da domenica per la nostra Vuelle è come se iniziasse un nuovo campionato, con l’imperativo categorico di cominciare a risalire la china e di togliersi dalla spalla la scimmia di una retrocessione annunciata. La sosta per le Final Eight di Coppa Italia ha dato l’opportunità alla squadra di Sandro Dell’Agnello di serrare i ranghi e di amalgamare al meglio il collettivo, inserendo nei giochi di squadra il nuovo regista Petty, che potrebbe risultare l’ago della bilancia, si spera in positivo, per le prossime prestazioni dei nostri. Specie se troverà sul parquet una maggiore concretezza e continuità di rendimento, evitando certe giocate da “Harlem Globetrotter” che vanno bene solo per il basket-spettacolo, e non per le partite vere.

La brillante vittoria dei biancorossi contro Cantù ha dato inoltre dimostrazione della giusta mentalità di un gruppo che crede in se stesso e nelle proprie possibilità, al di là del livello tecnico non esaltante: affrontare quest’ultima parte della stagione con la faccia giusta sarà decisivo per centrare l’obiettivo salvezza, anche più dei miglioramenti assicurati dal rafforzamento del roster. Se poi si riuscisse a spremere qualche goccia di buon succo anche dal limone appassito Ravern Johnson (più che appassito, mai maturato), allora ci sarebbe davvero da pensare in positivo per il finale di campionato.

Certo, la trasferta contro una Montepaschi imbufalita per l’amara sconfitta di Coppa Italia non sembra proprio l’occasione migliore per fare bottino, ma giocarsela alla pari con un avversario così tosto e affamato di riscatto vorrebbe dire per la Vuelle confermare comunque i segnali di riscossa forniti contro Cantù, anche se non dovessero arrivare da Siena altri due punti in classifica.

La formazione senese, nonostante il momento di certo non esaltante (incassate due brutte sconfitte contro Cremona e Bologna nelle ultime tre gare), è un collettivo comunque ben attrezzato in tutti i ruoli, anche se privo di un vero leader in campo, visto che nessun giocatore di Siena compare ai primi posti delle statistiche del campionato. Sotto canestro, la Montepaschi può contare sull’altetismo di Hunter e di Ortner, veri boscaioli dell’area pitturata anche se non certo di tecnica sopraffina, mentre le ali Carter e Nelson vantano maggiore mobilità e pure un discreto tiro dalla distanza.

Nel settore esterni, la formazione di coach Crespi può contare su due playmaker di sicuro affidamento come Haynes e Green e può sfruttare le doti offensive delle guardie Janning, Cournooh e Udom, questi ultimi due inseriti in squadra come passaportati italiani. Ma gli italiani “veri”? Sono i soli Viggiano e Ress. E poi lo chiamano campionato “italiano”…

Comunque finirà la gara con Siena, per la Vuelle però una cosa è certa: all’orizzonte si vede già la sfida da non poter assolutamente perdere, quella che da sola, fra due settimane, potrà decidere le sorti di un’intera stagione. Montegranaro, mai battuta dai nostri all’Adriatic Arena, è già lì che attende minacciosa come uno spettro. Vade retro Satana!






Questo è un articolo pubblicato il 14-02-2014 alle 08:58 sul giornale del 15 febbraio 2014 - 2508 letture

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