Adriabus: la crisi ha cambiato la mobilità, ma le priorità restano studenti e anziani

3' di lettura 14/01/2014 - Quando il signor Luigi Bianchi - a proposito del trasporto pubblico locale - scrive che "una volta da Urbania si poteva..." sostiene una sacrosanta verità: ha ragione, ma la crisi ha rivoltato completamente anche il sistema dei collegamenti tra città.

Dobbiamo, con grande concretezza, fare i conti con almeno due elementi, perché non si può fare finta che non sia successo nulla.

Il primo è che, giocoforza, dobbiamo cambiare le nostre abitudini, anche quelle legate agli spostamenti. E' impensabile che ci possano essere dei 'trasporti a chiamata' (se non a costi insostenibili per la clientela): non si può uscire di casa e attendere non più di un minuto per salire su un autobus. Come azienda abbiamo lavorato duramente per garantire un numero di corse adeguato alle esigenze del territorio e agli orari dei flussi di spostamento. Non pensiamo si possa fare molto meglio se si vuole continuare a tutelare la collettività e non le esigenze (pur legittime) di singoli cittadini. Insomma, così come sono cambiati in questi anni gli usi alimentari, gli acquisti dei vestiti e tante altre abitudini quotidiane, la crisi impone anche delle forti novità sul tema della mobilità.

Il secondo elemento è una pura questione di bilancio: la colonna degli aumenti riguarda carburanti, assicurazioni, manutenzione e rinnovamento dei mezzi e tante altre voci, mentre quella dei tagli riguarda la parte del finanziamento pubblico, in perenne discesa.

Come un buon padre di famiglia, anche chi gestisce un'azienda ha l'obbligo di rivedere la parte improduttiva, e una volta fissate le priorità, le gestisce con logica, attenzione e rispetto. Si tenga presente, infatti, che le attuali norme di ripartizione del fondo trasporti penalizzano tutte le gestioni che hanno una scarsa efficacia, cioè gestiscano servizi con scarsa utenza. Per questo motivo, la Regione Marche ha inserito tali criteri nel momento in cui ha indicato le guide per effettuare i tagli e questi criteri abbiamo l'obbligo di rispettare. Le categorie che ci hanno indicato di tenere in considerazione sono studenti ed anziani.

Infine, che i tagli, significativi e verticali per le imprese del trasporto pubblico su gomma, avrebbero colpito proprio le fasce più deboli lo dicemmo oltre un anno fa, di fronte ai primi sussurri sulle risorse che sarebbero venute a mancare. Non trovammo, allora, molti consensi, nemmeno fra l'opinione pubblica. Ora che le conseguenze di quei tagli si fanno sentire c'è chi alza la voce e, magari, se la prende con l'interlocutore sbagliato. Ma è purtroppo forte la sensazione che 'i buoi siano già fuggiti dalla stalla'.

Teniamo a precisare, però, che i collegamenti tra la Valle del Foglia e quella del Metauro sono garantiti, con una sosta di 5' ad Urbino, tra le Circolari Dx e Sx e la linea 15, purtroppo entrambe presenti solo nei giorni feriali. Per quel che riguarda l'ospedale, è necessario considerare che far transitare mezzi di grandi dimensioni (minimo 14 mt) su percorsi urbani, oltre che essere doppioni rispetto a quelli urbani, provocherebbero un traffico inutile ed un inquinamento non necessario a garantire il genere servizi per il raggiungimento appunto di un presidio sanitario.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-01-2014 alle 15:58 sul giornale del 15 gennaio 2014 - 1112 letture

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