Meteo lungo termine: freddo si oppure no?

Termometro freddo inverno 2' di lettura 20/11/2013 - Nel lungo termine (dal 25 novembre al 1° dicembre) la configurazione barica europea vedrà , in un primo momento (tra il 25 ed il 28), l’alta pressione delle Azzorre espandersi verso nord in direzione dell’Atlantico settentrionale ed il nord - Europa, favorendo la discesa di correnti fredde di origine artica verso le basse latitudini in direzione dell’Europa centrale e del Mediterraneo.

Su quest’ultimo tutti i principali centri di calcolo ipotizzano la formazione di una struttura ciclonica centrata proprio sulle nostre regioni centro-meridionali che, oltre a richiamare ulteriormente le correnti settentrionali, determineranno condizioni meteo marcatamente instabili, in particolare lungo il versante adriatico maggiormente esposto a questo tipo di correnti. La nostra regione quindi potrebbe vivere il suo primo vero peggioramento di carattere invernale con possibilità di prime precipitazioni nevose fino a quote collinari. Tuttavia risulta ancora estremamente difficile definire una quota neve vista l’elevata incertezza da parte dei centri di calcolo.

Diciamo che, in linea di massima ad oggi, possiamo formulare due ipotesi:

- La gran parte dei modelli, tra cui l’americano GFS, non vedono una massiccia irruzione di aria artica sull’Italia ma solamente una moderata irruzione di aria fredda. Questa ipotesi vede infatti un anticiclone piuttosto debole sull’Atlantico e non in grado di “reggere” alla spinta delle perturbazioni atlantiche in arrivo da ovest. Tale situazione quindi non garantisce la spinta necessaria alle gelide correnti artiche che rimarranno a latitudini settentrionali. Comunque il vortice garantirà un discreto afflusso di aria fredda dai Balcani che potrà favorire nevicate in Appennino fino a quote medie (900-1200 metri). Dalla giornata di mercoledì tempo che già dovrebbe migliorare almeno parzialmente.

- Una “manciata” di modelli, tra cui l’autorevole modello ECMWF di reading, prevedono invece una decisa irruzione di aria fredda di origine artica che entra direttamente verso l’adriatico sospinte sia dall’espansione anticiclonica verso la Scandinavia che da un bel minimo ciclonico sulle regioni meridionali. Con questa configurazione, viste le termiche, nevicate potrebbero cadere fino a quote di media collina (300-600 metri), in particolare nel settore nord della regione (Pesarese e parte dell’Anconetano). Non sono esclusi locali sconfinamenti più a valle nei settori interni del pesarese, specie dalla giornata di martedì. Escluse dai fenomeni nevosi le quote basso collinari, pianeggianti e costiere dove i fenomeni risulteranno in prevalenza piovosi.

Anche gli ultimi giorni di novembre vedono una situazione estremamente incerta. Tuttavia ritengo probabile il mantenimento di correnti piuttosto fredde dai quadranti orientali, sospinte da un anticiclone posizionato sull’Europa centro-orientale, che manterranno viva una moderata instabilità sulla nostre regione. Le temperature si dovrebbero attestare in genere di poco al di sotto della media.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-11-2013 alle 17:38 sul giornale del 21 novembre 2013 - 1882 letture

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