Processo di fusione tra i Comuni di Sant'Angelo in Lizzola e Colbordolo...

Vallefoglia, fusione tra i Comuni di Colbordolo e Sant'Angelo in Lizzola 29/10/2013 - Ci sono momenti in cui, per sopravvivere, bisogna adottare dei cambiamenti nei propri stili di vita, prendere decisioni innovative che fino a ieri sembravano lontane anni luce da noi. La crisi che attanaglia il nostro Paese è lampante, concreta, si “sente” e ognuno la percepisce e la vive quotidianamente sulla propria pelle.

Mentre le famiglie convivono con inequivocabili difficoltà ad arrivare a fine mese e le imprese non riescono a pagare gli stipendi ai propri dipendenti o peggio devono chiudere i battenti, ci sono le Amministrazioni Comunali invece che si trovano con “strani” problemi finanziari da gestire e per noi difficili da comprendere.

Infatti molti Comuni hanno chiuso con avanzi in Bilancio, ossia con molti soldi da spendere, ma impossibilitati a farlo causa i limiti imposti dal Patto di Stabilità voluto dal Governo.

Il Comune di Pesaro ha 11 milioni di euro da spendere e non lo può fare. Con quei soldi si potrebbe fare molto per la nostra città (asfaltare strade, dare inizio a lavori di riqualificazione urbanistica...) e soddisfare finalmente le esigenze richieste a gran voce dai cittadini. Ma per usare quel tesoro è necessario attivare la procedura di fusione con un Comune vicino. Tra quelli viciniori, uno dei meno distanti, non soltanto dal punto di vista chilometrico, ma principalmente perchè ha iniziato un ottimo rapporto di collaborazione con la nostra Amministrazione, è Mombaroccio.

La fusione fra due Comuni porta benefici tangibili e importanti sia nel breve, che nel lungo periodo: per tre anni si è fuori dal Patto di Stabilità, per 10 anni si ricevono contributi statali di non piccola entità e l'unificazione delle due strutture porta sicuramente ad una ottimizzazione dei costi.

Assistere in prima persona ad un processo di fusione come quello fra i Comuni di Sant'Angelo in Lizzola e Colbordolo e vedere che certi Amministratori iniziano finalmente a fare ragionamenti su larga scala cercando, prima di tutto, di sopravvivere ma, principalmente, di mantenere i servizi necessari per la collettività, fa capire che è ora di fare certe scelte e di lasciarsi alle spalle i personalismi e i deleteri campanilismi.

E' proprio la collettività che deve essere la molla per questi processi di fusione. Quella collettività alla quale il nostro Governo non pensa più, se non per aumentare tasse, tributi e imposte. Muovere quei “tesori nascosti” vuol dire dare risposte, dare lavoro, smuovere finalmente una economia piuttosto ferma e ridare un minimo di ottimismo alle persone. Crediamo ne valga la pena...


da Davide Ippaso
Segretario Confcommercio Pesaro





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-10-2013 alle 16:22 sul giornale del 30 ottobre 2013 - 1389 letture

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