Qualità ambientale dei comuni italiani: in stallo Pesaro

Goletta Verde di Legambiente 4' di lettura 28/10/2013 - Presentato il XX rapporto di Legambiente, Ambiente Italia e Sole24Ore sulla qualità ambientale dei comuni italiani capoluogo di Provincia. Lieve calo di Ascoli Piceno e Macerata, migliora Ancona, in stallo Pesaro; tutti si confermano comunque in buona posizione nella classifica nazionale.

Pesaro e Ancona si piazzano rispettivamente al 10° e all’11° posto tra le 44 città italiane di media dimensione mentre Macerata è in 11° posizione e Ascoli Piceno in 16° nella categoria delle città piccole. È questo il risultato di Ecosistema Urbano, il rapporto di Legambiente, Ambiente Italia e Sole24Ore, che stato presentato questa mattina a Bologna per valutare la qualità delle politiche ambientali messe in campo dagli amministratori pubblici nei capoluoghi di Provincia. Pesaro, Ancona, Macerata e Ascoli Piceno, i quattro i capoluoghi marchigiani coinvolti nello studio che suddivide le città in grandi, medie e piccole, risultano mediamente virtuosi dal confronto con le altre città italiane della loro categoria, ma in un ambito in cui le prime della classe raggiungono a malapena la sufficienza, ovvero il punteggio di 60/100.

Il quadro che Ecosistema urbano traccia, nel compimento del suo ventesimo anno, è infatti quello di un’Italia in stallo che non riesce a immaginare il cambiamento necessario. Rispetto allo scorso anno, si è registrato un lieve calo di Ascoli Piceno e Macerata, migliora Ancona, in stallo Pesaro; tutti si confermano comunque in buona posizione nella classifica nazionale. I dati indicano ancora una preoccupante presenza di polveri sottili, con una concentrazione di pm 10, rispettivamente di 32,4 a Pesaro e 36,0 mg/mc ad Ancona, al di sopra della media nazionale di 30,8 microgrammi per metro cubo. Le emissioni di ossidi di azoto sono invece piuttosto basse in tutte le Marche rispetto al dato nazionale (34,92 mg/mc): con 16, 1 mg/mc Macerata si colloca al terzo posto nella classifica nazionale, mentre Ascoli (17,6) e Ancona (22,0) sono quarte e Pesaro (27,9) ottava. Pesaro ha compiuto un importante balzo in avanti nella raccolta differenziata portando il capoluogo dal 23° al 9° posto nella classifica nazionale.

Il passo successivo per la città dovrà essere una significativa riduzione della produzione di rifiuti solidi urbani. Il capoluogo pesarese deve fare i conti con un elevatissimo tasso di motocicli circolanti e l'elevato tasso di incidentalità stradale, indicatori per i quali si colloca penultimo in Italia. Dall’altro lato, però, in questi anni sono state portate avanti buone politiche in tema di mobilità alternativa e la città vanta 8 metri eq./abitante di piste ciclabili, una vasta isola pedonale e la ztl.

Ancona e Pesaro si collocano rispettivamente al 10° e all'11° posto nella classifica nazionale per quantità di aree verdi fruibili. Ad Ancona sono, infatti, 2.810 mq di aree verdi per ettaro di superficie comunale mentre a Pesaro sono 2.605 mq. Per quanto riguarda Ascoli Piceno e Macerata, lo studio di Legambiente mostra una situazione di lieve peggioramento per entrambi, seppure restino tra i migliori piccoli capoluoghi in Italia per bassa dispersione nella rete idrica e le basse concentrazioni di biossido di azoto e ozono. Macerata si distingue per le politiche energetiche adottate, che la posizionano al terzo posto tra i piccoli comuni per il solare fotovoltaico.

Ad Ascoli Piceno, invece, rileviamo il dato positivo della pianificazione e partecipazione ambientale ma desta preoccupazione la concentrazione di ozono che si è praticamente raddoppiata e attualmente registra 81 giorni all’anno di sforamento dei limiti di 120 mg/mc, valore tre volte superiore al limite di 25 giorni previsto per la protezione della salute. Inoltre, entrambe le città hanno problemi di depurazione: solo il 62,1% della popolazione ad Ascoli Piceno viene servita dal depuratore e a Macerata il 70%.

“Amministrazioni, cittadini e associazioni possono lavorare insieme per costruire città migliori e più desiderabili – commenta Luigino Quarchioni, presidente di Legambiente Marche -. Il cambiamento dei nostri centri urbani è la grande sfida che ci aspetta nei prossimi anni; un cambiamento fatto di mobilità pubblica, piste ciclabili, raccolta differenziata spinta, edifici efficienti senza consumo di suolo. Molto dipenderà dalla collaborazione tra istituzioni e cittadini, insieme ideatori e protagonisti di questo processo. Pensare e realizzare città più moderne non è un sogno . L'esempio della bicipolitana è un esempio concreto di come sia possibile ridurre l'impatto ambientale rendendo la città più competitiva. A tutte le istituzioni, Regione, Province e Comuni, chiediamo di avere più coraggio e di puntare su politiche ambientali avanzate – conclude Quarchioni - come la metropolitana di superficie che non è mai andata oltre gli slogan e su strumenti concreti per abbattere il consumo di suolo. Soprattutto in questo momento di crisi, le politiche ambientali possono essere la bussola per orientare processi sani di innovazione e ammodernamento, elementi strategici per uscire dalla crisi”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-10-2013 alle 21:45 sul giornale del 29 ottobre 2013 - 849 letture

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