Ospedale unico, Mattioli: 'No a Muraglia'

giacomo mattioli 25/10/2013 - "Apprendiamo con preoccupazione che a Pesaro ci sarebbe chi vuole rimettere in discussione l’area di Fosso Sejore per la localizzazione del nuovo Ospedale Provinciale, e su questa ipotesi si starebbero giocando le alleanze per le prossime elezioni" dichiara il segretario della lista civica "La Tua Fano".

La Lista Civica “La Tua Fano” nel corso degli ultimi anni ha avuto un approccio sempre morbido e costruttivo sulla questione sanità, compreso il progetto del nuovo ospedale, ma non accetta questi giochetti pre-elettorali all’interno delle forze politiche che guidano Provincia e Regione, soprattutto nel PD. Negli ultimi anni sono stati messi alcuni punti fermi, in particolare con i due Consigli Comunali congiunti tra Fano e Pesaro nella Sala del Consiglio Provinciale e in Prefettura, che oggi non possono assolutamente essere rimessi in discussione in maniera unilaterale.

Se questo dovesse avvenire, allora potremmo sentirci legittimati a mettere nuovamente sul tavolo la proposta condivisa nel famoso “patto” dei 22 Sindaci, con quello di Fano in testa, che identificava l’area di Carignano come ottimale; oppure, ancora, la proposta dell’area di Chiaruccia. Temiamo fortemente che questa ipotizzata retromarcia nasconda l’incapacità della Regione e di chi la governa di produrre riforme incisive ed efficaci della sanità nel nostro territorio, aggravata dalla mancanza di fondi per il nuovo ospedale provinciale e dalle incognite sul project financing.

Abbiamo sempre sostenuto la positività dell’adesione all’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord, che ha permesso di mantenere in vita l’Ospedale di Fano: questa però non deve essere una vittoria di Pirro, ma un punto di partenza imprescindibile per contribuire a creare veramente un’Azienda Ospedaliera Provinciale degna di questo nome e non un inutile nuovo ospedale per la città di Pesaro, dove far confluire suo malgrado tutto il resto della Provincia.

Le due cose sono ben diverse, e come sempre la Lista Civica “La Tua Fano” manterrà alta la guardia su qualsiasi tentativo di snaturare, ad uso e consumo di pochi eletti, quel progetto iniziale che vedeva d’accordo tutto il territorio; anzi, mentre il nuovo ospedale resta solo sulla carta, ricordiamo alla Regione che la gente ha bisogno di assistenza e cure nelle stanze degli ospedali esistenti, che vanno dunque tutelati e non trascurati.

In allegato una medaglia di Giorgio Panaroni.


da Giacomo Mattioli
Segretario 'La Tua Fano'







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-10-2013 alle 11:43 sul giornale del 26 ottobre 2013 - 806 letture

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Almeno sarebbe comodo per 90.000 residenti di Pesaro, e per i 60.000 di Fano un po' più scomodo. Oltre al fatto della proprietà del terreno la comodità di unire le funzionalità con il complesso esistente.
Quel mago di Pana lo aveva predetto. Magia o logica?

Uno dei miei nipotini chiede:
- Nonno, ma è vero che il nuovo ospedale, se lo faranno, dovremo poi pagarlo noi nipoti?
- No, non solo voi ma anche i vostri figli!

Consigliere, dia retta, torni "la tua Fano" ad un NO deciso all'ospedale "unico". Promessa (quella del nuovo ospedale) che pare sempre più un alibi, se non proprio giustificazione per le carenti altre "soluzioni pro' salute", come la riorganizzazione delle strutture esistenti (non solo muri, quindi) e le interazioni fra le stesse strutture per le specializzazioni (Romagna docet).

Metauro. Il concetto lo hai sempre ripetuto ma mai così esplicito, efficace e geniale. Poveri nipoti, e se poi fosse per trarne dei vantaggi, invece ne avrebbero solo scomodità. I pazienti diventerebbero sempre più dei numeri, degli anonimi. Poi parlano della cura dell'anima. Se poi potranno arrivare in tempo.
Ha detto bene uno del mestiere: "l'ospedale unico serve a nascondere l'incapacità di far funzionare quelli esistenti."
Parere condiviso fra amici.

Tero,
lo si era detto, lo si era detto.
Mando comunque alla redazione la medaglia che lo ricordava anche di recente... e dove il "Proiect" è scritto con la K anziché con la C, per farlo apparire più estero... Ah, i satiri!
Ovviamente vedrà la stessa redazione se pubblicare (dopo la firma del Consigliere articolista) o no.