Obitorio di Pesaro: 'taglia e cuci' sui cadaveri per estrarre pacemaker. Arrestati 5 necrofori e denunciate 29 persone

Guardia di Finanza 2' di lettura 23/10/2013 - La Guardia di Finanza di Pesaro pone fine a cartello del "Caro estinto". Tratti in arresto 5 necrofori e denunciate 29 persone tra medici, dipendenti pubblici e impresari funebri. Salme sezionate abusivamente per estrarre pacemaker e iniettare formalina.

I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Pesaro, nella giornata di mercoledì 23 ottobre, dopo circa 2 anni di indagini, hanno eseguito 7 ordinanze di misure restrittive, di cui 5 agli arresti domiciliari, 2 riguardanti l’obbligo di presentazione quotidiana davanti alla polizia giudiziaria nonché deferito all’A.G. altre 27 persone tra medici, dipendenti pubblici e impresari funebri.

Le attività investigative hanno consentito di stroncare una prassi di lunga data e un sistema di mala gestio, mediante il quale i cinque soggetti arrestati, all’epoca dei fatti, in servizio presso l’obitorio di Pesaro, procedevano alla vestizione delle salme, incamerando il corrispettivo che doveva essere versato nelle casse dell’Ospedale San Salvatore; tale operazione veniva eseguita anche durante l’orario di servizio, presso le abitazioni private dei soggetti deceduti, ai cui familiari, nella circostanza, i medesimi garantivano, guadagnando oltre 500 euro per volta, il corredo funerario (vestiti, scarpe e altri oggetti). I suddetti, inoltre, per ogni funerale procurato, ricevevano un “premio” in denaro dagli impresari funebri, da 100 a 500 euro, arrivando a percepire mensili extra di oltre 10.000 euro.

Tre dei necrofori in questione, inoltre, eseguivano, abusivamente e direttamente, interventi cc.dd. “taglia e cuci” sui cadaveri, asportando presidi sanitari, come i pacemaker, e praticando persino iniezioni di formalina. I due operatori cimiteriali, sottoposti ad obbligo di dimora, indirizzavano, invece, le attività di riesumazione delle salme, favorendo, dietro ricompensa, imprese compiacenti. I capi d’accusa formulati dalla locale Procura della Repubblica riguardano i reati di peculato, truffa aggravata, rivelazione di segreto d’ufficio ed esercizio abusivo della professione medica.

In caso di condanna, i responsabili rischiano pene severe.






Questo è un articolo pubblicato il 23-10-2013 alle 14:09 sul giornale del 24 ottobre 2013 - 6790 letture

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Solito problema: verrano presi dei provvedimenti oppure continueranno a rubare rubare rubare....?

Pochi anni fa è stato ucciso il custode del cimitero di Ancona, e non l'inchiesta non ha mai portato ad un colpevole. Qualcuno doveva nascondere un traffico non limitato alla sola Pesaro, ma presente anche in quella struttura? La vittima di quel caso era di Foggia: si sa di dove sono gli individui coinvolti in questa spaventosa storia a Pesaro? Si può trovare un filo conduttore?

Giovy

24 ottobre, 08:53
E' possibile che di questi personaggi spregievoli non si possano sapere nomi e cognomi? Se la loro colpevolezza è provata, sarebbe giusto che noi cittadini potessimo guardarci bene dall'avere qualsiasi contatto con questi. Forse si ha paura che vengano linciati dai parenti dei defunti! Bhe non saprei cosa dire se ciò avvenisse, sicuramente sarebbe bene che risarcissero sonoramente le famiglie violentate e oltraggiate.

francesca

24 ottobre, 14:47
Commento sconsigliato, leggilo comunque




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