Banca Marche....C'è un tempo per la filantropia ed uno per l'economia! Il punto......di Francesco Taronna

Banca Marche 22/10/2013 - Ancora Banca Marche al centro della ribalta, in particolare fanno discutere le opposte visioni della Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata e di quella di Pesaro.

Macerata fa come la formichina laboriosa e previdente, dei sei milioni di euro investiti per sostenere le iniziative del territorio degli anni passati ne ha tagliati addirittura 5, riducendo l'intervento ad un solo milione. Pesaro invece ha deciso di operare un taglio della metà continuando a distribuire nel territorio per il prossimo triennio 7.5 milioni di euro, raschiando il barile ed adottando la politica delle cicale. Qualche malizioso ha commentato, per Pesaro, che non si poteva operare un taglio superiore causa le prossime elezioni amministrative. Infatti le iniziative finanziate sono spesso messe in piedi dagli enti locali che se ne ascrivono il merito con fasce tricolori, tagli di nastri e fanfare. Qualcuno sostiene che le attuali risorse andrebbero riservate per l'aumento di capitale per salvaguardare la Banca, gli azionisti ed anche i dipendenti. C'è un tempo per la filantropia ed uno per l'economia. Se salta l'economia addio per sempre anche alla filantropia.

Macerata ha ritenuto opportuno accantonare risorse per salvaguardare il futuro del sitema bancario del territorio. Infatti poichè diventa sempre più evidente la decisione, anche dei Commissari della Banca d'Italia, di cedere la Carilo, questi fanno economia. Potrebbe sempre far comodo un pacchetto di milioni in più da utilizzare alla bisogna.

Intanto, come anticipato in tempi non sospetti da Vivere Pesaro, la cordata di imprenditori, messa in piedi dal governatore della regione Spacca, che doveva fungere da cavalleria per la salvezza di Banca Marche, diventa ogni giorno che passa sempre più evanescente. Dopo le dimissioni a grappolo dei componenti gli organismi dirigenti, due elementi diventano evidenti. Il primo... la volontà anche dei commissari di continuare ad ancorare per il futuro la banca al territorio; il secondo... la scelta di Banca d'Italia di trasformare il commissariamento da intervento limitato nel tempo a senza scadenza( almeno tutto il 2014) con la concessione agli stessi del potere di gestione.

I Commissari lavorarano e per la prima volta in Italia trapelano solo le dichiarazioni rilasciate dagli stessi. Da non credersi. L'Italia, il paese dalle intercettazioni facili, dei giornalisti amici, delle indiscrezioni pilotate!!!

La Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, intanto, ha convocata per il 25 p.v. l'Assemblea dei Soci con all'odg.:
1 Comunicazioni del Presidente;
2 Esame del Piano Programmatico Pluriennale 2014-2016 e del Documento Programmatico Previsionale 2014.

Ovviamente le comunicazioni del Presidente, almeno in parte, verteranno sulla stato dell'arte di Banca delle Marche, quindi, a giorni avremo qualche notizia aggiuntiva.

A presto!






Questo è un articolo pubblicato il 22-10-2013 alle 07:30 sul giornale del 23 ottobre 2013 - 4403 letture

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Luca Benzi

23 ottobre, 12:41
Ma questo, giornalista, si informa prima di arrivare a conclusioni infondate e destituite di ogni fondamento sia giuridico che di fatto?
Per una corretta informazione vi invito, Tarrona in primis, a leggere il seguente articolo (http://www.formiche.net/2013/10/02/saccomanni-tesoro-fondazioni-acri-banche/ ) dove si evidenzia che la volontà dello Stato è quella di ridimensionare la presenza delle Fondazioni nell'assetto societario delle banche, altro che "...Fare la formichina per rilanciarsi nel prossimo aumento di capitale..."!!!

Quindi il mistero è presto risolto: la Fondazione di Pesaro con le sue erogazioni continua a perseguire esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo sociale o umanitario o culturale del territorio, cioè il suo compito istituzionale.

La Fondazione di Macerata, che chiude queste erogazioni, che cosa persegue?
Ai posteri l'ardua sentenza.

Francesco Taronna

24 ottobre, 09:22
concordo sui compiti.....ma quei compiti potranno essere svolti in futuro se si preserva il capitale e questo è formato per la gran parte da azioni della Banca.....il tutto nel rispetto, ovviamente, della legislazione vigente....poi la volontà dello stato deve sempre confrontarsi con le singole realtà...Signor Benzi la calma è più congeniale al dibattito. Le auguro una buona giornata.