Il giudice ammette la Cgil come parte civile nel processo contro il 'caporalato'

autostrada A14 1' di lettura 14/10/2013 - L'8 ottobre scorso è stata fissata l'udienza in Tribunale a Pesaro sulla vicenda, denunciata dalla CGIL con un esposto alla Procura a gennaio 2011 riguardante un presunto reato di estorsione e caporalato a danno di alcuni lavoratori dei cantieri per la costruzione della terza corsia dell'A14.

La CGIL di Pesaro fece anche richiesta di costituirsi come parte civile nel processo. Il Giudice non solo ha accolto la richiesta della CGIL, che sarà quindi parte lesa nel processo, ma ha anche disposto il rinvio a giudizio di tutti e tre gli imputati con fissazione dell'inizio del processo a loro carico per il 12 dicembre prossimo.

"Per noi, nonostante i tempi lunghi trascorsi dagli eventi che non abbiamo esitato a denunciare – dichiarano la segretaria generale Simona Ricci e il segretario Fillea Fausto Vertenzi - è comunque un riconoscimento importante di una scelta che sempre va fatta, anche assumendosi tutti i rischi del caso, e cioè quella di denunciare chi rende le persone, i lavoratori, oggetto di scambio,di ricatti, merce da utilizzare, calpestando diritti e dignità. Continueremo in questo senso a vigilare, a fare il nostro mestiere, in particolare in tutti quei settori come le opere pubbliche che, come è noto, è uno di quelli più a rischio infiltrazioni da parte della criminalità organizzata e continueremo a sollecitare le autorità di vigilanza a fare altrettanto".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-10-2013 alle 08:36 sul giornale del 15 ottobre 2013 - 971 letture

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