Tributo speciale a don Gianfranco Gaudiano a 20 anni dalla scomparsa

Il sindaco Ceriscioli durante la conferenza stampa 3' di lettura 10/10/2013 - A vent’anni dalla scomparsa (10 ottobre 1993), il Comune di Pesaro rivolge un doveroso e sentito tributo a don Gianfranco Gaudiano, figura esemplare che ha lasciato un segno indelebile nella nostra città. Sacerdote, medico, insegnante ha dedicato la vita agli ultimi, dando concretezza alla sua fede con opere che continuano ad essere punto di riferimento per innumerevoli condizioni di disagio sociale. Facendosi interprete di tutta la cittadinanza, esprimiamo gratitudine alla sua memoria e a quanti hanno dato seguito alla sua preziosa eredità.

Sono trascorsi 20 anni dalla scomparsa di don Gianfranco Gaudiano, un periodo significativo per valutare, con la giusta distanza, la sua testimonianza e il suo impegno e capire cosa è rimasto oggi di quella incredibile esperienza che Pesaro ha vissuto fi no alla scomparsa del fondatore del Ceis. Innanzitutto le opere. La gran parte dei “percorsi” da lui avviati sono ancora ben presenti nella nostra città. Le intuizioni che portarono alla loro creazione come risposta ai problemi di sofferenza ed emarginazione, ancora oggi offrono appieno il loro servizio. La cosa paradossale, che forse sta accadendo in questo momento, è che molti pesaresi conoscono più le strutture, le opere che don Gaudiano ci ha lasciato, che non il fondatore del Ceis.

Dopo 20 anni è importante recuperare la sua figura per rendere giustizia e merito a don Gaudiano, che con la sua opera ci ha permesso di avere strutture e servizi a favore degli “ultimi”, delle persone più emarginate della nostra città, attraverso un impegno straordinario. È questo per me l’aspetto più importante perché ci permette di capire che ciò che abbiamo oggi non è scontato, bensì il risultato di un lavoro profondo e dell’amore nei confronti del prossimo. Un cammino che ha saputo mettere in gioco valori consolidati, idee, risorse, l’impegno umano di tante persone che hanno creduto e portato avanti insieme a lui questi progetti. Dietro le intuizioni, quasi profetiche c’era un uomo che non solo riusciva a vedere prima degli altri problemi e contraddizioni, ma anche a mettersi in movimento per dare risposte.

È quindi importante riappropriarsi di questa capacità, di azzardare per fare qualcosa di utile per la propria comunità. Vedo dunque nelle opere di don Gaudiano, un grande messaggio positivo: non trattandosi solo di risultato, bensì di metodo, diventa uno strumento per chi vuole promuovere questa visione. Capire cosa farebbe oggi don Gaudiano, su quali emergenze si impegnerebbe per migliorare la risposta sociale nella nostra città è il compito di ciascuno di noi, di chi opera nelle istituzioni e in luoghi significativi della città. In quest’ottica, l’emergenza sulla quale la città - e il Comune di Pesaro - può e deve fare un ulteriore salto di qualità è quella della casa. La vediamo come una sofferenza crescente che continua ad appesantirsi e aggravarsi con la crisi economica. La nostra volontà, anche in questo caso, è quella di mettere in gioco iniziative nuove e innovative, per rispondere a questo bisogno emergente che pone le famiglie, da un giorno all’altro, in uno stato di prostrazione e in grandissima difficoltà.






Questo è un articolo pubblicato il 10-10-2013 alle 13:52 sul giornale del 11 ottobre 2013 - 993 letture

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