Il 18 ottobre a Pesaro sarà Sciopero Sociale

Sciopero Sociale a Pesaro 18 ottobre 2013 Rete Disoccupati, precari, lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse 3' di lettura 07/10/2013 - Il 18 ottobre, giornata di sciopero generale indetta dai sindacati di base, a Pesaro sarà Sciopero Sociale; a mobilitarsi sarà l'opposizione sociale!

Abbiamo costruito questa giornata insieme a disoccupati e precari, hanno aderito gli studenti medi sottoposti a un caro-vita asfissiante per un futuro di precariato, gli studenti universitari massacrati dalle ultime riforme che durante e dopo il loro percorso formativo non troveranno altro che stage non pagati e decenni di precarietà, le associazioni che si occupano del dramma degli sfratti generati dall'impoverimento generale, gli autoproduttori agricoli colpiti dalle politiche dell'UE ed altre associazioni presenti sul territorio che hanno sentito l'esigenza di mobilitarsi. Una rete con soggetti diversi, ma con bisogni comuni!

Mentre in Italia il 13% della popolazione non ha un lavoro e la disoccupazione giovanile tocca il 40%, c'è un esercito di precari che tocca i 3 milioni e mezzo di persone, senza contare gli statisti che sono considerati occupati seppur non ricevano neanche un rimborso spese. I fondi per il diritto allo studio sono il 95% in meno rispetto al 2009, tant’è che migliaia di giovani sono costretti ad abbandonare gli studi per motivi economici. Le nostre condizioni materiali peggiorano: solo nel territorio Pesarese avvengono 70 sfratti esecutivi al mese e la riorganizzazione sociale in atto prevede una riduzione dei redditi, del welfare, delle garanzie.

La politica di stato parla una lingua diversa da quella dei settori sociali più poveri della nostra società; mentre il parlamento e Giorgio Napolitano si chiedono quanto sia responsabile far cadere questo governo di larghe intese, ma di dubbia democraticità, noi ci chiediamo: responsabile nei confronti di chi? Dei mercati o della popolazione? È questa la domanda da porsi, e la risposta è nell’impoverimento di ampie fasce della popolazione. Le distinzioni tra i maggiori sindacati e tra i partiti che compongono la classe di governo sono del tutto inutili, non se ne salva nessuno, sono tutti responsabili. La parola “stabilità”, invocata come un dogma, non è altro che il paravento ad una progressiva svendita dei diritti sul posto di lavoro, alla spoliazione delle risorse sociali e alla dequalificazione dei territori in nome del rafforzamento dei profitti; è evidente che la “responsabilità” di cui parlano la sentono solo verso l’UE e le sue logiche finanziarie.

In un contesto come questo non c'è spazio per le riforme; per rimettere l'essere umano e la propria dignità al centro dell'azione politica bisogna avere un progetto alternativo di società e sappiamo che è possibile ma solo al di fuori dal parlamento, ormai occupato da rappresentanti dell’elite finanziaria internazionale.

Contro la disoccupazione, per la fine della precarietà su larga scala generata dalla “legge Biagi”, per la riqualificazione dei territori, per una scuola pubblica e libera ed una sanità garantita a tutti, per il diritto inalienabile all'abitare, per un reddito garantito che ci permetta di vivere con dignità!

Scenderemo quindi in piazza partendo dal campus scolastico da dove alle 8 partirà il corteo studentesco che in piazza Lazzarini si congiungerà con precari/e e disoccupati/e per la partenza della manifestazione che porterà nelle strade di Pesaro lo sciopero sociale.

Scendiamo in strada, scioperiamo, produciamo conflitto; organizziamo l’opposizione sociale. Questo è quello che dobbiamo fare senza esitazione alcuna. Costruire lo sciopero sociale è solo un primo passaggio per affermare la nostra determinazione, per costruire un modello sociale più giusto!

Soggetti diversi, bisogni comuni!

Rete Disoccupati, precari, lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-10-2013 alle 17:37 sul giornale del 08 ottobre 2013 - 1663 letture

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