VivereVerde: il Giglio di Rospo, dal fiore simile all'orchidea

Giglio di Rospo 4' di lettura 03/10/2013 - Questa volta ho scelto una pianta che fiorisce in questo periodo, molto resistente e altrettanto stupenda, resiste fino a -25°C ed ha un fiore simile a un'orchidea....

Giglio di Rospo (Tricyrtis spp.)
Pianta erbacea perenne, bulbosa appartenente alla famiglia delle Convallariaceae (Liliaceae), è originaria delle foreste himalayane ed è giunta in Europa nella metà dell’800. Le tricyrtis sono piante che oggi si vanno lentamente rivalutando e riscoprendo; sono piante molto rustiche a portamento eretto o talvolta hanno gli steli arcuati, possono raggiungere un’altezza di 80/90 cm. Le foglie sono alterne, ovate o lanceolate di un bel colore verde chiaro o medio, a volte maculato. Solo Tricyrtis latifolia fiorisce d’estate mentre la maggior parte delle cultivar fiorisce da fine estate all’autunno (da Agosto a ottobre); il loro fiore molto caratteristico assomiglia a quello dell’orchidea, possono essere a forma di stella, di campanella o di piccolo imbuto e sono composti di tre tepali interni e tre esterni. I primi sono nastriformi e divergenti nella porzione superiore, mentre i secondi terminano in basso con una piccola sacca rigonfia. Resistono molto bene al freddo più intenso e durante l’inverno possono scomparire anche completamente, rispuntano poi in primavera. Queste piante sono più apprezzate se poste in un luogo, dove possiamo vederle da vicino: o all’esterno nelle bordature e aiuole oppure in vaso, anche insieme con altre erbacee, ad esempio in compagnia di Hosta, felci, crochi autunnali, colchici, graminacee e Heuchera, inoltre possono essere utilizzati anche come particolari fiori recisi.

Coltivazione

Terreno e Impianto
Generalmente per avere uno sviluppo ottimale si preferisce un terreno fertile sciolto, costantemente umido, abbastanza ricco di materia organica, si può coltivare quindi, utilizzando un buon terriccio universale, in cui il pH deve essere tendenzialmente neutro o un po’ acido. Preoccupatevi di lavorare il terreno per una profondità di 20 cm e per una larghezza molto superiore al diametro della pianta in modo che le radici, una volta messa la pianta a dimora, possano sistemarsi senza problemi. La piantagione in giardino può cominciare dalla fine di Marzo o inizio di Aprile, secondo il clima. Per l’impianto del rizoma è sufficiente che sia posto a una profondità di circa 7,5 cm dalla superficie. La distanza tra i rizomi varia secondo la varietà scelta: per le più possono essere piantati alla distanza minima di 40 cm uno dall'altro. Nel caso si voglia trapiantare la canna acquistata in vaso, è necessaria scavare una buca grande, il doppio della dimensione del contenitore. Quindi è sufficiente metterla a terra tenendo presente che la pianta si troverà ad una fase di sviluppo più avanzata. Anche in questo caso è necessario mantenere il terreno drenato ed evitare il ristagno idrico.

Esposizione
Sono piante che vanno poste nella mezz’ombra o anche in ombra assoluta, dove fioriscono per lunghi periodi. Se il terreno è adeguatamente umido e non fradicio, possono tollerare anche alcune ore di sole pieno, specialmente tricyrtis hirta. Come scritto nell’introduzione sono piante rustiche, tollerando temperature invernali anche fino a -25°C: sono quindi coltivabili in quasi tutto il nostro territorio nazionale. Un buon consiglio è comunque durante il periodo più freddo, di riparare le radici con uno strato di pacciamatura organica.

Annaffiatura
Annaffiare abbondantemente ogni volta che il terreno è asciutto, soprattutto in estate innaffiate con grande cura il terreno, stando bene attenti a inumidire a sufficienza il terreno seguendo la linea generale del non esagerare, perché la troppa umidità è sempre causa di marciume nei bulbi. Quando cominciano le piogge autunnali, sospendete l'irrigazione e limitatevi ad annaffiare solo in caso di periodi prolungati senza pioggia.

Coltivazione in vaso e Cure colturali
Per quanto riguarda gli esemplari coltivati in vaso, ricordiamo che in genere richiedono maggiori annaffiature, rispetto agli stessi posti in piena terra. Il rinvaso si realizza ogni anno in considerazione del fatto che i tuberi vanno messi a dimora ogni anno, dopo la pausa invernale. Si usa un buon terriccio ricco di sostanza organica con l'aggiunta di un po' di sabbia per renderlo più soffice. Sono piante che non si potano, ma si eliminano solo le foglie e i fiori che si seccano per evitare che diventino veicolo di malattie fungine.






Questo è un articolo pubblicato il 03-10-2013 alle 08:38 sul giornale del 04 ottobre 2013 - 9344 letture

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