Donne, attenzione ai tacchi alti, causa principale di tendinopatie e distorsioni

Tacchi alti 03/10/2013 - Traumi alla caviglia, tendinopatie, nuove metodiche d’intervento e consigli per tutti i giorni, sono questi i temi della seconda giornata del XXI Congresso Nazionale SIA dedicato a “Artroscopia e Sport” presieduto da Professor Raul Zini, Responsabile Scientifico Gruppo Villa Maria, in svolgimento da ieri fino al 4 ottobre a Pesaro presso l’Adriatic Arena.

Se Se per l’artroscopia del ginocchio, esiste una consolidata Evidence Base Medicine, e gli esperti discutono di nuove piccole migliorie delle tecniche d’intervento, la caviglia è per alcuni versi ancora un campo tutto da scoprire che riserverà nei prossimi 7-8 anni grandi sorprese. “E’ stato solo a partire dal 2003 – dichiara il Prof Francesco Lijoi, Direttore U.O. Ortopedia e Traumatologia, Forlì – che per primi gli italiani sono riusciti a confermare che è possibile operare per via artroscopica la caviglia anche dalla parte posteriore, riuscendo in questo modo a “vedere” l’articolazione nella sua interezza, a 360 gradi. Quel momento di svolta, permette oggi ad alcuni centri di eccellenza in Italia, di intervenire con efficacia anche sull’articolazione sotto-astragalica, che comanda i movimenti laterali. Teniamo presente che gli infortuni che interessano questa funzione della caviglia, sono frequentissimi e questi interventi possono rappresentare ad esempio una soluzione per tutte quelle persone che sono soggette a distorsioni a ripetizione.”

Per l’85 per centro di tutte le tipologie di lesioni della cartilagine della caviglia, che rimangono entro il 1 cm, 1 cm e mezzo, gli esperti sono concordi sul fatto che la metodica, forse più banale, la pulizia artroscopica della lesione è ancora il trattamento migliore, perché i risultati si confermano buoni nel tempo, fino ad 8-10 anni di distanza. Questi tipi di lesioni sono molto comuni e possono essere sia post-traumatiche sia spontanee. Dalla sessione “artroscopia e caviglia” si evince anche un'altra notizia. Spesso il progresso scientifico, non procede linea retta, se come riportato gli esperti, in una decade dal (2003 ad oggi) la medicina ha cambiato idea tre volte sulla necessità di operare sempre o meno le lesioni della caviglia.

“Le ultime evidenze scientifiche presentate in questi giorni – continua Lijoi – stanno dimostrando come le lesioni non operate, soprattutto in casi di atleti di alto livello, possono portare ad una alterazione della cinematica del movimento, ed ad un alterazione del gesto sportivo dannoso a lungo andare per l’atleta, con danni di tipo artrosico e cartilagineo.” Per le donne infine, un consiglio concreto: attenzione ai tacchi alti. Usare queste scarpe tutti i giorni, per molte ore, può dare seri problemi ai tendini della caviglia e al tendine d’Achille in particolare.

Ma i danni da tacchi alti per le signore, oltre che da usura possono essere anche acuti. Si tratta delle distorsioni alla caviglia. Più il tacco è alto e il tallone lontano da terra e l'appoggio ridotto (tacchi a spillo), più è alta l'incidenza di distorsioni della caviglia. Nei casi lievi si può avere una lesione di primo grado di uno dei legamenti, risolvibile con l'uso di una cavigliera elastica e riposo per circa 10-15 giorni, nei casi più gravi invece, può servire il chirurgo, artroscopico.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-10-2013 alle 15:01 sul giornale del 04 ottobre 2013 - 2186 letture

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