Successo per il convegno sulle dipendenze patologiche

gioco d'azzardo 3' di lettura 02/10/2013 - Un dibattito a tutto campo su nuove dipendenze e nuove strategie per fronteggiarle.

Per la prima volta da molti anni, a Pesaro si è tornati a discutere delle strategie di intervento nei confronti di un problema sociale delicato come quello delle dipendenze patologiche non perché pressati da esigenze di tagli alla spesa sociale e al bilancio dei Comuni e della Sanità, ma semplicemente perché spinti dal desiderio di capire l’evoluzione di questo problema ed individuare le migliori soluzioni per affrontarlo. E’ questo, ancor più della partecipazione di 140 operatori pubblici e privati operanti nel settore, l’aspetto più significativo che testimonia il successo del convegno “Organizzare il cambiamento” promosso dall’Area Socio-sanitaria della Cooperativa sociale Labirinto.

Le dipendenze patologiche attraversano la nostra società con mutamenti che non sono riconducibili solamente allo smercio di nuove sostanze o all’emergere delle cosiddette “nuove dipendenze” (gioco d’azzardo, internet, etc.). Se da una parte assistiamo ad una “geriatrizzazione” dell’utenza delle comunità di recupero che si trovano oggi ad ospitare anche persone ultrasessantenni, assistiamo dall’altra parte all’uso di sostanze in età sempre più giovane con famiglie che, rivolgendosi ai servizi, chiedono un “uso controllato” delle sostanze e programmi di “contenimento della rottura di scatole”. Le sostanze consentono ai giovani di “funzionare” meglio, di superare difficoltà, ma, mentre il loro uso ha effetti reversibili su un adulto, tra i 13 e i 17 anni si incuneano nella personalità ed incidono nella formazione del carattere. Per questo l’intervento sui giovani (e di pari passo quello sulle loro famiglie) sono stati al centro del dibattito, anche se il dirigente regionale Marco Nocchi ha affermato che la Regione non finanzierà più programmi di prevenzione se non sono corredati da evidenze scientifiche. Troppo spesso una supposta “prevenzione” stimola lo spirito di ribellione dei giovani ed ottiene risultati opposti a quelli desiderati.

Il dibattito ha spaziato da aspetti teorici a concrete modalità organizzative, analizzando i cambiamenti in atto nella nostra regione, caratterizzata da un rapporto strettissimo tra servizi pubblici ed interventi del “privato sociale” riunito nel CREA (Coordinamento Regionale Enti Accreditati). Un privato sociale marchigiano, ha concluso Gianfranco Alleruzzo, presidente di Labirinto e di Legacoop Marche, che più che altrove concepisce i propri servizi come “servizi pubblici”.

Al Convegno sono intervenuti
Giancarlo Parasecoli, assessore alla sanità del Comune di Pesaro,
Maria Capalbo, direttrice area vasta ASUR Marche zona 1
Flavio Bonfà, psichiatra direttore del SERT di Piacenza
Michele Sanza, direttore programma dipendenze patologiche USL di Cesena
Giovanna Diotallevi, coordinatrice Dipartimento Dipendenze Patologiche di Pesaro
Dante Comelli, psicoterapeuta di Modena, che ha curato la parte scientifica
Roberto Drago, operatore di servizi per le tossicodipendenze e consulente
Marco Nocchi, Responsabile Area Prevenzione del Disagio Sociale e Dipendenze Patologiche della Regione Marche
Francesco Cicchi, presidente CREA (Coordinamento Regionale Enti Accreditati)
Giuliano Tacchi, Coordinatore Ambito Territoriale Sociale di Pesaro
Gianfranco Alleruzzo, presidente di Labirinto.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-10-2013 alle 09:26 sul giornale del 03 ottobre 2013 - 1687 letture

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