Legamenti crosciati e spalla: le novità dalla prima giornata del Congresso Nazionale di Artroscopia

Rottura del crociato 3' di lettura 02/10/2013 - Spalla e ginocchio, sono questi i focus della prima giornata del XXI Congresso Nazionale SIA dedicato a “Artroscopia e Sport” presieduto da Professor Raul Zini, Responsabile Scientifico Gruppo Villa Maria, in svolgimento da oggi fino al 4 ottobre a Pesaro presso l’Adriatic Arena.

Se il ginocchio è l’articolazione più colpita in assoluto da traumi sportivi, domestici o stradali, tra questi la lesione o rottura del legamento crociato anteriore (LCA) è la più frequente e quella dove l’artroscopia ha fatto, negli ultimi anni, i passi avanti più consistenti, arrivando a poter assicurare a “campioni dello sport” come alle “persone normali” gli stessi standard di intervento.

“Sport popolari come il calcio, calcetto, basket e infortuni domestici o stradali sono le principali cause alla base di una lesione del crociato. Parliamo di numeri importanti – dichiara il Professor Stefano Boschi Direttore Scientifico della Casa di Cura Ospedale Fogliani, Modena – perché l’LCA è un problema ad alta frequenza con circa 15.000 interventi artroscopici all’anno di trapianto e ricostruzione dei legamenti. Le tecniche che abbiamo oggi a disposizione sono molte e il nostro compito è quello di scegliere il giusto tipo di trapianto per le caratteristiche del paziente, le sue aspettative ed il tipo di infortunio subito. Ciò detto la tendenza è quella di preferire trapianti con legamenti di tipo biologico (tendine rotuleo o dei flessori della coscia) perché sono più sicuri, non comportando problemi di rigetto. Per quanto riguarda i tempi di recupero dopo un intervento di LCA, variano in base alla tipologia di persona, ma l’indicazione per tutti, sportivi e non, è quella di un’attesa di circa 5-6 mesi per permettere un corretto recupero biologico.”

Per quanto riguarda la spalla, una delle principali novità illustrate durante la sessione “Spalla e cuffia” è la diffusione di un’eccellenza tutta italiana, la tecnica dei transfer tendinei, che di recente è stata scelta dagli esperti come best practice in tutto il mondo. “Si tratta di una tipologia di interventi particolarmente efficaci nel caso di lesioni non riparabili della cuffia dei rotatori che si riscontrano prevalentemente in persone di mezza età, ancora attive, negli sportivi e in molti lavoratori manuali esposti in maniera prolungata a sollecitazioni. – dichiara il Dottor Roberto Castricini, Responsabile Chirurgia Ortopedica Casa di Cura Villa Verde, Fermo – Un tempo destinati a vedere fortemente compromessa la funzionalità della propria spalla, oggi questi pazienti possono recuperare una buona funzionalità dell’articolazione sottoponendosi ad un intervento mini invasivo con dei tempi di ripresa relativamente brevi. Il più ricorrente tra questi interventi è il transfer tendineo del gran dorsale che prevede l’utilizzo del tendine posteriore del dorso trasferito per assolvere alla funzionalità della cuffia dei rotatori compromessa dalla lesione.”

Ultima novità presentata nella sessione dedicata alla spalla è stata una possibile soluzione per le lussazioni recidive, che fino a pochi anni fa erano trattate unicamente attraverso interventi di chirurgia aperta, mentre oggi è possibile intervenire anche in artroscopia non solo per la ricostruzione dei legamenti ma anche nel caso di lesioni più importanti. Questa tipologia di problemi, che si ascrive nella categoria “instabilità della spalla”, riguarda per lo più persone giovani e gli sportivi in generale.






Questo è un articolo pubblicato il 02-10-2013 alle 13:55 sul giornale del 03 ottobre 2013 - 1759 letture

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