Economia: la provincia di Pesaro e Urbino è la peggiore

4' di lettura 06/09/2013 - Arrivano i primi dati. Il 60% delle aziende in difficoltà e solo l’8% con attività produttiva in crescita. Crollano gli investimenti. Segnali discordanti per il mobile, mentre è ancora in forte affanno l’edilizia e l’autotrasporto. Tutti gli indicatori più bassi rispetto alle medie regionali.

La ripresa dell’attività dopo le ferie non ha portato nessuna buona notizia per le imprese della provincia di Pesaro e Urbino. Anzi. Secondo prime stime almeno una trentina di imprese non ha ancora ripreso l’attività e non si sa nemmeno se qualcuna di queste riaprirà i battenti nei prossimi giorni.

“Una situazione che, come annunciavamo prima delle ferie, permane estremamente difficile - commenta il segretario provinciale della CNA di Pesaro e Urbino, Moreno Bordoni - soprattutto per le piccole e piccolissime imprese che continuano a registrare nel corso della prima metà dell’anno una situazione difficile, ancor più di quella regionale”. Secondo dati elaborati dalla Cna delle Marche la percentuale di imprese artigiane con attività produttiva in crescita in provincia di Pesaro e Urbino non supera l’8% dei casi mentre per la regione nel suo complesso tale quota è pari al 10%.

“Nella provincia, inoltre - aggiunge Bordoni - le imprese in condizioni di difficoltà crescente (cioè con attività produttiva in diminuzione) sfiorano il 60% dei casi, una quota superiore a quella regionale (55%)”.

Un dato significativo è anche quello degli investimenti. “Le microimprese della provincia - aggiunge il presidente provinciale della CNA, Alberto Barilari - investono in misura largamente inferiore a quella regionale: solo il 3% delle imprese hanno realizzato investimenti nella prima parte dell’anno e solo il 4% prevede di effettuarne nella seconda parte. Per la regione nel suo complesso tali quote sono sensibilmente superiori e si approssimano al 6% sia per i dati a consuntivo sia per quelli attesi”.

Tra i settori manifatturieri artigiani in maggiore difficoltà, d’altra parte, quello che caratterizza maggiormente la provincia - l’artigianato del legno e del mobile - risulta caratterizzato dalla più marcata polarizzazione tra casi di miglioramento e di difficoltà. In altri termini, nessun altro settore manifatturiero come il legno-mobile presenta la maggior quota di imprese in miglioramento (oltre il 15%) e in difficoltà (oltre il 65%). “Come si vede, la preponderanza dei casi di difficoltà su quelli di miglioramento - commenta Bordoni - è particolarmente elevata; tuttavia la quota non trascurabile di casi di aumento dell’attività produttiva segnala che una risposta alla crisi è possibile e non poche imprese riescono a trovarne la possibilità. Un altro aspetto che merita di essere sottolineato per questo settore è quello dell’attività di investimento, relativamente scarsa nella prima parte dell’anno ma prevista in aumento per la seconda parte”.

Ma sullo sfondo, secondo l’analisi della CNA, rimangono dati devastanti.

L’artigianato della provincia ha perduto in 12 mesi (i dati sono aggiornati alla fine del primo semestre 2013) ben 423 imprese rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. 112 delle imprese in meno (il 26,5%) appartengono ai settori di attività manifatturieri. Tra questi, le perdite maggiori di imprese in termini assoluti si concentrano nei settori legno (-25), mobili (-27), prodotti in metallo (-22).

Il settore delle costruzioni perde da solo 220 imprese (il 52 % delle perdite) e quello dei trasporti (gli autotrasportatori) 55 imprese (il 13%).

“Facile comprendere - commentano Bordoni e Barilari - come questi dati lascino ben poco margine a previsioni ottimistiche. Secondo tutti gli analisti per l’Italia potrebbe a breve intravedersi una piccola ripresa. Purtroppo non sarà così - almeno a brevissimo tempo - per la provincia di Pesaro che sconta più di altre la sua alta vocazione manifatturiera. Non ci facciamo per questo facili illusioni ed indichiamo ancora la necessità per le microimprese di fare rete, di cercare di aderire ad un sistema associativo che consenta loro di aprirsi a nuove opportunità di internazionalizzazione e di poter accedere ad un sistema di servizi, di convenzioni e di finanziamenti agevolati che consenta loro di avviare una nuova fase”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-09-2013 alle 15:37 sul giornale del 07 settembre 2013 - 1743 letture

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