Commissariamento di Banca Marche, il parere del presidente dell'Ente Olivieri

Banca Marche 3' di lettura 03/09/2013 - In merito alla situazione di Banca Marche vorrei esprimere un sommesso parere. Che il momento sia grave è chiaro a tutti, sebbene nessun rischio corrano i risparmiatori. Qualche rischio però (anche se credo che l’istituto bancario si riprenderà, e proprio a questo mira l’intervento di Bankitalia) lo stanno correndo gli azionisti e soprattutto le Fondazioni, che della banca detengono il pacchetto azionario maggioritario.

Su questo vorrei soffermarmi. Un caso non dissimile si è verificato sul finire del 2010 alla Cassa di Risparmio di Rimini, e si è da poco concluso positivamente grazie al solidale concorso di tutti. "Se Rimini non apre il portafoglio, Carim rischia la liquidazione" titolavano i giornali. Poi invece, grazie alla fiducia dei clienti, degli azionisti, delle istituzioni, insomma – come usa dirsi – della società civile, l’aumento di capitale c’è stato, la banca ha ripreso a lavorare, la fondazione proprietaria può procedere con le erogazioni. Lo stesso deve accadere a Pesaro e nelle Marche.

Questo non è il momento dei malumori. Niente rimproveri e niente “io l’avevo detto”. È invece il momento della coesione e della compattezza per due grandi ragioni. Anzitutto, perché una grande banca territoriale serve all’economia del territorio, tanto più – come si sente dire – se la crisi si sta spegnendo e ripresa è vicina. In secondo luogo, perché Banca Marche alimenta con i suoi dividendi gli azionisti privati e soprattutto le Fondazioni.

· E la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro – per restringere al campo alla nostra provincia – alimenta a sua volta una quantità di iniziative fondamentali nei settori Salute pubblica (comprese Patologie e disturbi psichici); Volontariato e filantropia; Educazione, istruzione e formazione; Arte e beni culturali; Assistenza agli anziani.

· Nella nostra provincia insomma non c’è un singolo municipio, un ente, una diocesi o una parrocchia che non abbiano ricevuto un sostegno dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro; non c’è stato corso di laurea, premio letterario, festival o mostra d’arte che non abbia ricevuto dalla stessa Fondazione un aiuto; chi va in ospedale ha alte probabilità di essere esaminato o curato con strumentazioni donate dalla Fondazione; le cosiddette “Opere di don Gaudiano”, comunità terapeutiche e diversi centri di reinserimento che affrontano il disagio sociale, derivano dalla Fondazione gran parte delle loro risorse; attività culturali eccellenti, che hanno acquisito la ribalta internazionale come il Rof o che operano su un livello esemplare – dalla Fondazione Rossini all’Ente Concerti o all’Ente Olivieri – sono, o sono stati, variamente sostenuti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. Basta del resto scorrere le pagine di “Fondazione News”, il periodico che dà sistematicamente conto delle erogazioni effettuate, per capire quale continuo sostegno sia stato assegnato negli anni a Comuni grandi e piccoli, a gruppi di volontariato, a scuole, ad associazioni, ecc.

· Se tutto ciò cessasse, l’intera provincia di Pesaro e Urbino vedrebbe collassare attività importanti in tutti i settori. Quindi, nervi saldi. Non è il momento delle recriminazioni, lasciamo da parte l’autolesionismo lamentoso e rimbocchiamoci piuttosto le maniche per difendere un’istituzione che è di tutti, che sostiene con continue azioni sussidiarie il livello di civiltà della nostra terra e che speriamo di vedere presto tornare alla consueta capacità operativa.


   

da Riccardo Paolo Uguccioni
presidente Ente Olivieri





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-09-2013 alle 17:15 sul giornale del 04 settembre 2013 - 5141 letture

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