Concorso Avis 'In vena di cinema': premiate le scuole Cecchi, Raffaello e Olivetti

Concorso Avis 'In vena di cinema' 2' di lettura 15/06/2013 - Cinema e dono del sangue: due universi apparentemente lontani che hanno dato vita al concorso “Sei in vena di cinema?” promosso dall'Avis Provinciale di Pesaro e Urbino tra le 24 scuole secondarie superiori della provincia, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche-Ufficio VII Ambito Territoriale Pesaro-Urbino, per la realizzazione di video-clip della durata tra i 2 ed i 4 minuti attraverso i quali promuovere l’attività di raccolta di sangue.

La giuria presieduta da Giovanni Pelonghini, vice presidente vicario Avis Provinciale di Pesaro e Urbino, dopo aver valutato i 3 filmati pervenuti ha assegnato i tre premi ex-equo che questa mattina sono stati consegnati ai ragazzi nella sala del Consiglio comunale di Pesaro.

I riconoscimenti sono andati all'Istituto Professionale per il Commercio “Adriano Olivetti” per aver realizzato un video, intitolato “Non serve un super-eroe per salvare una vita”, con un messaggio significativo e molto ironico. “Finalmente maggiorenni” è il titolo del filmato realizzato dagli studenti del Liceo Raffaello di Urbino, mentre i ragazzi l'Agrario Cecchi di Pesaro sono stati premiati “per la cura dimostrata nella realizzazione del video e per il messaggio chiaro ed innovativo” trasmesso dal lavoro intitolato “Donare per sempre”.

Adesso l’Avis acquisirà la proprietà delle tre opere premiate e le utilizzerà a scopi promozionali. Il presidente provinciale Avis, Daniele Ragnetti, ha ringraziato i partecipanti sottolineando la varietà delle attività avisine. Attività accumunate però da un'unico obiettivo, quello della solidarietà.

“La scuola è il nostro principale serbatoio di nuovi soci– ha aggiunto Pelonghini – I giovani sono molto sensibili al messaggio donazionali e hanno compreso che nella vita pochi gesti così piccoli, come il dono del sangue, danno risultati così grandi. Non mi stancherò mai di ricordare che senza sangue non funzionerebbero gli ospedali, e che il prodotto ematico non è riproducibile”.

Ed è proprio grazie ai giovani che negli ultimi tre anni si è registrata una notevole crescita sia sul fronte dei donatori (+1300 su base provinciale), sia per le donazioni (+6,5%).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-06-2013 alle 10:07 sul giornale del 17 giugno 2013 - 1491 letture

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