Basket: Markovski, 'Orgoglioso di aver allenato a Pesaro'

Markovski - Foto di Luca Toni 2' di lettura 15/04/2013 - Accolto con un lungo applauso Zare Markovski al suo ingresso in sala stampa nel dopo-partita. La vittoria conquistata contro Cremona ha decretato il successo della sua avventura pesarese, portando alla sospirata salvezza una Vuelle decisamente cresciuta alla distanza dopo un disastroso inizio di stagione.

“La conquista della salvezza è merito di tutta la squadra, e non certo del solo allenatore” esordisce Zare “per me è stato un grande motivo di orgoglio guidare una formazione come la Vuelle, e mi fa enorme piacere che una pagina del mio curriculum professionale sia stata scritta su una piazza storica del basket italiano come Pesaro, che da sempre vive di passione per questo sport. Contro Cremona abbiamo iniziato la gara senza la giusta cattiveria agonistica, concedendo troppo in difesa ai lunghi avversari. Poi però, dopo l’intervallo, siamo tornati in campo con ben altro spirito combattivo, e anche grazie ad adattamenti difensivi che hanno chiuso a Peric le vie di penetrazione a canestro, siamo riusciti a girare a nostro favore le sorti dell’incontro, tenendo duro fino al termine e conquistando finalmente questa agognata salvezza”.

Che sotto la guida di Markovski la Vuelle abbia fatto sostanziali passi avanti come organizzazione di gioco e come rendimento agonistico del collettivo lo dicono chiaro le cifre della stagione: negli ultimi tre mesi di campionato, la Scavolini ha messo a segno il 60% di vittorie nelle partite disputate, diventando un’avversaria temibile anche per le squadre d’alto livello di classifica.

“Gigio” Gresta, ben consapevole di tale realtà, aveva preparato la gara con la massima attenzione, ma evidentemente qualcosa non deve aver funzionato a dovere negli schemi di gioco della sua squadra: “Troppa fragilità in difesa e troppe palle perse contro l’aggressività agonistica della Vuelle” spiega il pesaresissimo coach della Vanoli, che se la ride di cuore quando gli diciamo: Gigio, parlèm bsarès! “In più, l’assenza di Harris e l’infortunio occorso a Johnson durante la gara ci hanno condizionato in negativo, riducendo drasticamente le nostre rotazioni. E i nostri raddoppi difensivi sui portatori di palla lasciavano troppi spazi sul lato debole, spazi che i biancorossi hanno puntualmente sfruttato costruendo buoni tiri aperti da tre punti".

"Però con l’orgoglio siamo riusciti alla fine a dare dignità ad una sconfitta che poteva diventare pesantissima, e di questo ringrazio comunque i miei giocatori. Come pesarese puro sangue, non ho potuto non provare una forte emozione scendendo da avversario sul parquet dell’Adriatic Arena. Se verrò mai ad allenare a Pesaro? Per ora sono accasato a Cremona, dove mi trovo benissimo, ma non è detto che alla lunga non possa… cambiar moglie!”.


   

di Alberto Pisani





Questo è un articolo pubblicato il 15-04-2013 alle 09:11 sul giornale del 16 aprile 2013 - 1209 letture

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