Libri & Cultura: Roberto Rovaldi e i suoi 'Appunti di una vita disordinata'

Roberto Rovaldi - Appunti di una vita disordinata 3' di lettura 01/04/2013 - “Appunti di una vita disordinata” è la seconda prova letteraria di Roberto Rovaldi, classe ’66. A distanza di due anni da “Sopra le nuvole non piove mai”, Rovaldi con questo libro mette in scena la Vita, la più grande avventura mai realizzata dall’Uomo.

“La vita è un’avventura e come tale va vissuta, con tutti i dubbi e le incertezze del caso, con l’entusiasmo di un bambino o di un innamorato” ama sottolineare Rovaldi. L’autore prova a disegnare un viaggio dentro l’uomo, catturandone le sue peculiarità, comprese quelle negative. Anzi, molto spesso ci mostra proprio quelle, nella speranza che indicando i lati meno buoni dell’uomo, quest’ultimo possa ravvedersi. Per fare ciò usa se stesso e la propria esperienza di vita, cercando di raccontare com’era e come sta cercando di diventare: “un dannato in odore di santità”, come è stato definito. Siamo tutti dannati, tiene a precisare Rovaldi, ma abbiamo tutti il diritto di vivere una vita meravigliosa.

Ancora una volta l’autore di “Appunti di una vita disordinata” ci porta in giro per il mondo, ci fa sentire l’odore di strade polverose e malfamate e mette a nudo la società moderna con i suoi vizi e le sue virtù. Lo fa con il disincanto che lo contraddistingue sempre, perché Rovaldi è un’inguaribile romantico e un positivo. Crede che l’Uomo alla fine si salverà. Magari dovrà attraversare l’inferno, così come ha fatto lui, uscendone vincitore. In questo secondo libro Rovaldi è più diretto e personale, più intimo. Cerca di raccontare se stesso pur rimanendo un riservato. Lo fa con episodi legati all’adolescenza, alla scuola, raccontando viaggi folli in giro per il mondo, da solo o con i suoi splendidi amici. L’amicizia viene fuori in tutto il suo valore più nobile.


Questo libro è ironico, poetico, visionario perché il suo autore è così. Tutto e il contrario di tutto. Non ha paura di dire quello che sente e che vede girando il mondo o nella sua piccola e amata città di mare. Non teme il giudizio della gente perché lui si è già giudicato da solo e la sentenza che ne esce è lucida e onesta. Rovaldi è un puro che ha sbagliato, che ha peccato ma che vuole redimersi, magari anche scrivendo un libro. Egli si mostra in tutte le sue sfaccettature, a volte sembra un predicatore delirante, altre il solito ragazzaccio a caccia di “prede femminili”, altre ancora il perfetto “compagno di sbronze”, per citare il suo amato Bukowsky.

Tra le tante storie raccontate spicca il viaggio in Siberia, dove quasi per un miracolo entra in contatto con gli sciamani e i bambini di un orfanotrofio. Viaggio dal quale uscirà segnato nell’animo come non mai. I bambini sono sempre al centro del suo pensiero morale e sociale, perché, sostiene l’autore, “sono il futuro del mondo e chi non li ama, non si cura del futuro”. Infatti, come i bambini, Rovaldi si entusiasma per qualunque cosa e lo dimostra pagina dopo pagina, in questo libro condito dello stupore per il paesaggio che il mondo gli mette a disposizione mentre viaggia. Così, col suo sguardo attento al particolare e il suo modo diretto di scrivere, Rovaldi ci regala un altro meraviglioso viaggio nella vita.

Il 18 aprile alle ore 18.00 il libro sarà presentato presso la libreria Il Catalogo, in via Castelfidardo 56/60, Pesaro.






Questo è un articolo pubblicato il 01-04-2013 alle 05:06 sul giornale del 02 aprile 2013 - 10649 letture

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