L'Ardizio sta cedendo, non si può più rincorrere il problema

Frana sul Colle Ardizio 2' di lettura 15/03/2013 - L'Ardizio sta cedendo. Purtroppo i segnali che ci sta mandando sono a dir poco preoccupanti. Non sono più piccole frane o smottamenti che si possono tollerare e tenere sotto controllo, ma si tratta proprio di cedimenti strutturali (massi di decine di tonnellate).

I messaggi quindi sono inequivocabili e precisi. Se da una parte la natura invoca aiuto e denuncia l'incuria umana, dall'altra c'è l'inadeguatezza del sistema Italia. C'è bisogno di una vera e propria opera di contenimento, ma non ci sono i soldi ovvero ci sarebbero, ma il patto di stabilità li blocca. Oggi non siamo a criticare tanto per farlo, facile sparare sul mucchio, ma siamo solo a lanciare un monito che speriamo venga preso nella dovuta considerazione da chi di dovere.

Non si può più rincorrere il problema, sperando nella buona sorte, bisogna sedersi ad un tavolo e capire che cosa si vuole fare da grandi. In questi giorni franosi, non aiutati neanche da un tempo benevolo, abbiamo assistito all'ottima professionalità di chi deve far fronte all'emergenza (Vigili Urbani, Centro Operativo, Assessore Pascucci, Protezione Civile) ma abbiamo preso coscienza che, colpevolmente, fino ad oggi nulla è stato fatto.

Di sicuro ora inizierà il rimpallo delle responsabilità, il balletto squallido dello “scaricabarile”, le giustificazioni di rito, ma tutto questo non ci importa più, anzi ci fa ulteriormente arrabbiare. Su questa strada passano migliaia di persone ogni giorno, ci sono attività economiche, c'è una ferrovia, un liceo e tutto ciò ha bisogno di essere messo in sicurezza. E' un DOVERE delle istituzioni farlo, non una possibilità futuribile.

E' un dovere della nostra Amministrazione mettere in sicurezza anche le strade e coprire, non bitumare, le voragini che si stanno aprendo sui manti stradali nelle varie zone cittadine. E' vero che c'è un Piano, ed è altrettanto vero che il tempo non è sicuramente amico, ma non si può più vivere con i se e con i ma o alzare gli occhi al cielo sperando nel bel sole. Chi guida una città non può più vivere alla giornata, ma deve conoscere perfettamente quali sono i problemi, cercare le soluzioni, attivarsi celermente e programmare piano organici (non a compartimenti stagni) nel breve e nel lungo periodo. Bisogna prevenire piuttosto che rincorrere per curare. Si eviteranno i disagi e si vivrà con più serenità e dignità.


   

da Davide Ippaso





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-03-2013 alle 09:53 sul giornale del 16 marzo 2013 - 1354 letture

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