VivereVerde: Orchidea, una pianta dalla splendida fioritura

Orchidea 4' di lettura 27/02/2013 - VivereVerde 49° appuntamento. Le orchidee sono piante che spesso vengono regalate o comprate per abbellire le nostre abitazioni e uffici grazie alla loro splendida fioritura, ma poi cosa fare? ecco i consigli per farle sopravvivere e farle rifiorire nuovamente.

Orchidea (Phalaenopsis sp.)

Le orchidee hanno fama si essere piante difficili da mantenere e da coltivare all’interno del nostro appartamento, ma se si fanno le scelte giuste, tuttavia, sono poco esigenti. L’inconveniente delle orchidee è il contrasto tra la bellezza dei fiori con il fogliame, con cui bisogna conviverci per alcuni mesi prima della rifioritura. Le phalaenopsis contano circa 15 specie di orchidee sempreverdi, appartenenti alla famiglie delle Orchidaceae e originarie dell'India, dell'Indonesia, delle Filippine della Nuova Guinea e dell'Australia settentrionale. Le foglie (circa 4-6) sono su un fusto breve e sono larghe, succulenti, la forma può essere: oblunga, lanceolata o nastriforme disposte su due file. La maggior parte delle orchidee sono piante epifite cioè le radici non affondano nel terreno ma in natura vivono appese su altre piante (tra i rami di alberi) nei residui di foglie e corteccia, infatti, le radici hanno bisogno di ricevere luce poiché come le foglie partecipano alla sintesi clorofilliana. Le infiorescenze della phalaenopsis sono portate da steli che possono essere semplici o ramificati, sottili e rigidi e di lunghezza variabile, portano generalmente 8-12 fiori di forma e colore variabile.

Coltivazione

Terreno e Rinvaso

In commercio, quando compriamo le orchidee, queste si trovano già su porzioni di corteccia in vasi trasparenti, dove possono rimanere per molto tempo. Generalmente il rinvaso si esegue, quando la pianta è cresciuta troppo e quindi il vaso è diventato troppo piccolo ed è pieno di radici. Al limite possiamo intervenire velocemente quando il substrato sta marcendo o è deteriorato e rimane sempre troppo umido, o quando è infestato da parassiti o da muffe. Il periodo migliore per il rinvaso è normalmente alla ripresa vegetativa in primavera, come substrato potete usare un terriccio già pronto, specifico per orchidee facilmente reperibile nei garden o in un vivaio (come al Giardino S.Maria, nei due punti vendita di via S.Maria delle Fabbrecce 29 e via Barignani 2) costituito da torba, fibre vegetali sminuzzate e parti di corteccia. Utilizziamo un vaso di 1-2 misure più grandi.

Esposizione

Come ogni pianta da appartamento ama il caldo. Il miglior modo per coltivarle è mettere le piante in un posto riparato, senza luce solare diretta e intensa; parzialmente ombreggiato durante l’estate. Nei mesi invernali necessitano sempre di posizioni calde e umide alla temperatura minima di 15°C (non porre la nostra orchidea vicino a termosifoni). Amano gli ambienti leggermente arieggiati ma evitiamo gli spifferi e le correnti d'aria che non sono graditi.

Annaffiature

Annaffiare solo quando il compost (terriccio da vaso) è quasi secco, giustamente durante il periodo di crescita (primavera) e la stagione estiva controllare lo stato del terriccio e si annaffiano abbondantemente e più frequentemente. Quando le piante sono in riposo, da novembre a marzo, non abbandoniamo l’annaffiatura ma controlliamo sempre lo stato del terriccio. E' buona norma, nelle stanze, dove abbiamo orchidee dotare i termosifoni di umidificatori per non permettere all'aria della stanza di diventare troppo secca. Ci sono due metodi per annaffiare: Uno è quello di fargli un “bagnetto” ovvero si prende la pianta, immergiamo tutto il vaso in una bacinella o in una vasca grande lasciamo far uscire tutte le bolle dalla terra, quando vediamo che non escono più bolle di aria togliamo la pianta dall’acqua e la facciamo scolare.

Questo metodo bagna tutta la terra del vaso e permette di stare più tranquilli per un po’ più di tempo. L’altro è quello di nebulizzare acqua sulle foglie con uno spruzzino, queste, infatti, sono in grado di assorbire l’acqua e l’umidità, quindi possiamo procedere anche in questo modo. Evitiamo di bagnare i fiori poiché con l’acqua si possono macchiare. Cerchiamo di non usare acqua di rubinetto (eccessivo calcare e cloro), al massimo anche acqua piovana oppure seguire questo consiglio: Se avete un’acqua ricca di calcare; prima mettete l’acqua di rubinetto in una pentola, fate bollire, in questo modo il calcare si deposita sul fondo e il cloro presente nelle nostre acque evapora. Dopo 5-10 minuti di ebollizione, travasiamo l’acqua in un altro contenitore e lasciamo raffreddare.

Cure particolari

Eliminiamo sempre le foglie e i fiori secchi, dopo la fioritura non tagliamo gli steli floreali poiché la successiva fioritura avverrà sullo stesso stelo. Se accade che lo stelo si secchi allora andiamo a eliminarlo, in questo caso alla pianta servirà più tempo (anche mesi) per farlo ricrescere e fiorire.








Questo è un articolo pubblicato il 27-02-2013 alle 21:15 sul giornale del 01 marzo 2013 - 3947 letture

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