Libri & Cultura: A piè di Parigi, una storia d’altri tempi

A piè di Parigi 25/02/2013 - Con "A piè di Parigi" si apre la nuova rubrica "Libri & Cultura". "La Bellezza di Parigi sta nella consapevolezza che chi l’attraversa, finanche lungo le vie meno battute, sa di ritrovare quella sua poetica e sognante eleganza sempre… e mai e poi mai sarà abbandonato, confortato come dentro l’abbraccio di un immenso teatro".

E' il prologo che dà inzio al romanzo breve "A pié di Parigi" (formato e-book), scritto dall'esordiente Stefano Rossi, autore pesarese, e pubblicato nel Febbraio 2013 dalla casa editrice Giuseppe Meligrana Editore. Siamo nella Parigi del 1929, per le strade suonatori di valse musette che sventagliano, rapiti, il mantice dei loro accordéon (fisarmonica). I Caffè affollati, i Cabaret che tirano fino a notte inoltrata, i vapori ambigui, oscuri, che di notte trasudano dalla Senna… Tutto il fascino della capitale francese, insomma, a disposizione del più discreto passante, se questi, a sua volta, non ne tema le lusinghe e si lasci trasportare, invece, dal richiamo velato che potrebbe nascondersi dietro l’angolo di ogni boulevard.

Il titolo dell’articolo lo dice a chiare lettere: una storia d’altri tempi. Raccontata con un linguaggio lirico che ci consegnerà ad una realtà poetica e sognante. E con uno stile e un intreccio, cari ai vecchi feuilleton (o romanzo d’appendice), genere in voga dal XIX secolo sino agli inizi del secolo successivo. Il giovane protagonista, Julien, giunto dalla non lontana Marsiglia assieme l’amico pittore Michel, non è affatto sordo a questi tipi di richiami. La curiosità scaturita da un’avvenente donna sconosciuta, seduta sola in un Caffè, è solo l’ouverture di un componimento letterario che proseguirà prima leggero, poi agitato, avanzerà con fuoco, e ancora slancio e passione, seguitando in un vortice di tensione con il quale, i due principali protagonisti, Lucie (la donna del Caffè) e Julien, dovranno in ogni modo scontrarsi, legati dal perseguimento di uno scopo comune.

Un’analisi intima dei personaggi e dettagliata delle scene, costituirà il fulcro portante dell’intera narrazione. Materiale necessario per comprendere a pieno il messaggio finale: la vittoria degli istinti più segreti dell’uomo, a scapito di una ragionata padronanza di sé; questo reciterebbe parafrasandolo. Lo troveremo in chiusura del romanzo, riportato a penna e a piè di pagina di un anonimo giornale parigino, dall’amico pittore Michel: l’unico testimone, pare, in grado di trarre una veritiera conclusione dalla vicenda. Senza azzardare sontuosi e inappropriati parallelismi, il conflitto tra l’uomo e la sua metà oscura, è un tema trattato nei più variopinti aspetti dai grandi della letteratura europea e non solo. E richiederebbe solo questo un capitolo a parte. Ma non avremo sempre vittime o feriti di guerra come risultato di questo conflitto.

Nel campo di battaglia, si vedranno anche fiorire dolci visioni della realtà: “Così proseguendo lungo la città, un’ idea elaborava sotto sotto nel ragazzo, in sordina, al pari di un contrabbasso dell’ orchestra. Sembrava che il solo fatto di partecipare all’intenso brulicare di Parigi, fosse anche stato un modesto venditore ambulante di fiori, desse diritto di pensare “ io vivo al centro del mondo, nel più alto punto del mondo, e da qui ne posseggo chiara la forma”. Col pensiero scivolò alla sua casa, al suo paese. E tentò come di prenderne le misure. Guardandosi dietro, cercava in quel momento di capire a quale altezza fosse giunto. Ne gustava il nuovo panorama da lassù.”

Il romanzo breve in formato e-book “A piè di Parigi”, lo trovate nelle maggiori librerie on-line. http://www.meligranaeditore.com/a-pie-di-parigi_2600784.html








Questo è un articolo pubblicato il 25-02-2013 alle 09:57 sul giornale del 26 febbraio 2013 - 14014 letture

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Stefano Rossi

12 marzo, 16:12
il link alla fine dell'articolo non è corretto. Questo è quello corretto:
http://www.meligranaeditore.com/a-pie-di-parigi_2600784.html