Porto di Pesaro, si rischia il degrado

porto pesaro 3' di lettura 20/02/2013 - A giorni si concluderanno i lavori contenuti nel primo stralcio di opere previste dal progetto per il nuovo porto di Pesaro (i nuovi moli di levante e ponente, l’escavazione dei fanghi dell’avanporto, la realizzazione di un muro di protezione). Sembra infatti che a giorni l’impresa Cimorelli chiuderà questa prima fase di opere iniziate nel giugno 2009 per consegnare quanto previsto nella prima tranche di lavori per complessivi 13 milioni di euro.

Ma con l’arrivo della nuova stagione, tutto è ancora in alto mare. La denuncia arriva da CNA nautica. “La conclusione dei lavori - denuncia Daniele Volpini, presidente dell’associazione - non risolve minimamente lo stato di paralisi in cui versa tutta l’area portuale. La realizzazione di questi primi lavori lascia infatti a metà gran parte di quanto previsto nel progetto complessivo come ad esempio la sistemazione delle banchine, la messa in sicurezza dell’area, la viabilità, la realizzazione delle infrastrutture accessorie, il dragaggio della vecchia darsena e del porto stesso, etc. Opere che sì, sono contenute nel secondo stralcio - e dunque appartenenti ad un altro capitolo di finanziamenti - ma che sono assolutamente necessarie per far ripartire l’attività commerciale e diportistica dell’intero scalo”.

“Ora - denuncia ancora CNA nautica - tutta l’area appare come una sorta di teatro di guerra. Una volta disallestite anche le attrezzature dell’impresa Cimorelli, il porto apparirà in tutta la sua desolazione come un grande cantiere all’aperto con opere incompiute dando nei fatti una totale immagine di degrado”. “Ma questo sarebbe il meno - aggiunge Moreno Bordoni, responsabile provinciale di CNA nautica - quello che preoccupa di più gli operatori della zona portuale è infatti la quasi totale paralisi dell’attività diportistica e commerciale. Se non verranno ultimati i lavori non si potranno recuperare nemmeno gli oltre 150 posti barca della vecchia darsena. Imbarcazioni che sono state costrette a spostarsi lungo il Foglia ed altre che invece sono “emigrate” verso i porti di Vallugola e Fano e che almeno per il momento non potranno ormeggiare di nuovo a Pesaro”.

A tutto questo si aggiunga la chiusura dei cantieri Navali e di tutta l’area che questi occupavano ed una crisi profonda del settore che ha costretto molti a vendere la propria imbarcazione. Una situazione che a lungo andare rischia di creare una zona in completo stato di abbandono”. Secondo la CNA “Ora serve un’azione forte da parte delle istituzioni e della politica per far rientrare come prioritarie le opere previste nel secondo stralcio di lavori tra gli interventi del Piano Triennale 2013-2015 del Provveditorato per le Opere Marittime di Bologna. Serve però un’azione urgente ed efficace da parte di tutti i soggetti coinvolti: Capitaneria, Comune, Camera di Commercio, Associazioni di categoria, etc”.

Oltre ai lavori per CNA Nautica e per il presidente Volpini infine risulta inspiegabile un’altra vicenda. “Quella del Piano Regolatore portuale. Dello strumento urbanistico, che da tempo aspetta di essere redatto, non si sa infatti più nulla. E dire che si tratta di uno strumento importante per lo sviluppo futuro dell’area e di tutte le attività ad esso connesse.”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-02-2013 alle 14:37 sul giornale del 21 febbraio 2013 - 2525 letture

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