Lupi uccisi: Lac e Lupus in Fabula chiedono il divieto di caccia per 10 anni

Lupo ucciso a Belforte all’Isauro Pesaro 2' di lettura 06/11/2012 - Dopo l’ennesimo atto di vile bracconaggio nei confronti di due lupi avvenuto qualche giorno fa a Belforte all’Isauro (PU), la LAC - Lega per l’Abolizione della Caccia e La Lupus in Fabula chiedono ufficialmente alla Regione, alla Provincia di Pesaro e Urbino, ed agli ATC se non sia il momento di adottare misure drastiche per stroncare una volta per tutte questo spregevole fenomeno, che si ripete ormai sistematicamente ad ogni stagione di caccia.

La proposta delle due associazioni ambientaliste è quella di vietare la caccia per almeno 10 anni in tutte quelle aree dove vengono compiute efferate azioni di bracconaggio nei confronti di specie protette e particolarmente vulnerabili, come il lupo appenninico. In particolare, LAC e Lupus in Fabula chiedono il divieto assoluto, in quelle zone, di effettuare le “braccate” al cinghiale, cioè quelle battute di caccia dove vengono utilizzate intere mute di cani e parecchie decine di cacciatori e che proprio per questo risultano essere le meno selettive.

Questo perché il gran baccano provocato dai latrati dei cani spaventa ogni tipo di animale, anche quelli protetti, i quali poi finiscono inevitabilmente con l’essere sparati dai cacciatori appostati, come peraltro ribadito da una recente ordinanza del TAR Marche. Non è escluso, infatti, che i due lupi uccisi nel Montefeltro possano essere finiti nel bel mezzo di una braccata al cinghiale, che è di gran lunga il tipo di caccia più praticato dai cacciatori marchigiani, ma anche il più pericoloso, specie per chi lo pratica o si trovasse per sbaglio in zona.

La proposta, in sostanza, è quella di applicare la stessa legge vigente in caso di incendi boschivi (art. 10 Legge n. 353/2000), dove nelle aree percorse dal fuoco non si può più andare a caccia per almeno 10 anni. Lo scopo, infatti, è quello di scoraggiare altre azioni di bracconaggio, ed al tempo stesso quello di responsabilizzare i cacciatori affinché isolino e denuncino le cosiddette “mele marce” che si nascondono tra le loro fila e che finora hanno potuto godere di forti coperture e dell’omertà di tutto il mondo venatorio. In questo modo crediamo che proprio i cacciatori saranno i primi ad avere tutto l’interesse a far sì che questi spregevoli delitti contro specie rare, protette ed ad alto rischio di estinzione, non abbiano più a ripetersi!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-11-2012 alle 18:25 sul giornale del 07 novembre 2012 - 1357 letture

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