VivereVerde: Afide Verde e Nero, Lotta biologica

Afide Verde e Nero: Lotta biologica 5' di lettura 09/08/2012 - VivereVerde è la rubrica di Vivere Pesaro in collaborazione con Massimiliano Cerri, ideatore del blog ParoleVerdi. Arrivati al 20esimo appuntamento, parliamo della lotta biologica che possiamo fare in casa contro gli afidi. Sapevate che tabacco, peperoncino, ortica possono essere usati contro gli afidi? Provare per credere!!!

Introduzione

L’afide attacca diverse specie sia ornamentali, ortive che fruttifere (Aphis pomi, per il melo; Myzus persicae, per albicocco e pesco) e appartengono alla famiglia dei Rincoti. I danni che producono sono simili tra i due tipi di afidi, solo che nel caso dell’afide verde l’attacco avviene solamente sulla parti epigee della pianta(fusti e foglie); mentre l’afide nero attacca sia le parti ipogee che epigee. Hanno un apparato boccale pungente- succhiante, attraverso il quale perforano la superficie colpendo i germogli della pianta deformandoli, attraverso la loro salva sono vettori di virosi passandole da pianta a pianta, inoltre, formano la melata, che è una secrezione zuccherina costituita dagli escrementi liquidi degli afidi, si riconosce perché la foglia appare lucida e appiccicosa al tatto; questa sostanza crea le condizioni idonee all’instaurarsi dei funghi agenti fumaggine. Attaccano i fusti semilegnosi; le foglie preferendo la pagina inferiore provocandone l’arricciamento e il conseguente disseccamento, ipertrofia delle radici (aumento del volume delle cellule) e riducendo l’intera pianta in uno stato di deperimento generale.

Ciclo vitale

L’afide verde è una specie dioica (esistono quindi esemplari maschili e femminili della stessa specie) che completa il ciclo vitale su piante del genere Prunus (ospite primario), e su numerose specie dei rami dei fruttiferi come uovo durevole. In primavera inizia a migrare (trasportato anche dal vento) sulle piante erbacee e in autunno ritorna sull’ospite primario. L’afide nero sverna sia come uovo durevole sia come femmina attera (senza ali) sulle radici.

Lotta Biologica con prodotti di origine vegetale

Assenzio: è un’erba perenne, con fusti sottili che raggiungono 100-150 cm di altezza, dotata di foglie finemente dentellate di colore verde- grigiastro; il fiore è costituito da grappoli di piccoli capolini pendenti quasi sferici e di colore giallo.
Proprietà: contiene tannini, resine e oli eterici (tujone) che svolgono un’azione repellente nei confronti di afidi e di svariati lepidotteri (es. farfalla cavolaia) e di formiche.
Dose e utilizzo: 3 Kg di pianta fresca (300 gr se essiccata) in 100 lt (litri)d’acqua. Si usano l’intera pianta e i fiori, il periodo più indicato per la raccolta è giugno-settembre. Si crea un macerato, non diluito, da spruzzare direttamente sulle piante.

Felce: si tratta della Pteridium acquilum ha foglie grandissime e triangolari con margine completamente dentellato, è una pianta ricca di azoto, fosforo, potassio e magnesio.
Proprietà: è attiva come repellente e per contatto contro gli afidi.
Dose e utilizzo: 10 Kg di pianta fresca (o 1 kg di pianta essiccata) in 100 lt d’acqua. Si usano le foglie, con le quali si crea un macerato, diluito 10 volte direttamente sulle piante, in primavera, contro gli afidi.

Nicotina: Nicotiana tabacum o tabacco è una solanacea coltivata in tutto il mondo per la produzione di tabacco da fumo. La nicotina è un alcaloide contenuta nella pianta in percentuali dal 2% al 6%.
Proprietà: Sugli insetti agisce principalmente per asfissia, per ingestione e contatto. L’azione letale è estremamente rapida. È impiegata principalmente contro attacchi di afidi, aleurodidi, tripidi, tentredini e psille.
Dose e utilizzo: 150 g di nicotina/ hl (ettolitro) d’acqua, il preparato si spruzza direttamente sulla pianta. In alternativa si può utilizzare anche il tabacco da fumo; si mette un ciuffo di tabacco in un bicchiere pieno d’acqua e si lascia a macerare per una notte; poi si filtra l’acqua per togliere il tabacco e si spruzza sulla pianta.

Ortica: Urtica dioica e Urtica urens, conosciuta per la sua famosa azione urticante che ha la pianta al contatto con la nostra pelle, foglie ovali seghettate, verde scuro; i fiori sono riuniti in grappoli.
Dose e utilizzo: 1 kg di pianta fresca / 10 lt d’acqua; si crea un macerato di 1-2 giorni, non diluito e distribuito sulla pianta. Si possono aggiungere 100 g di zucchero ogni 2 lt d’acqua e del’1% di sapone neutro di Marsiglia che migliora l’adesività e l’efficacia del macerato a scopo curativo.

Peperoncino: Capsicum annuum, solanacea coltivata soprattutto in Italia meridionale, ricco di sostanze azotate e oli, ma anche di capsaicina e capsicina.
Proprietà: frazioni idrosolubili contenute nei semi hanno dimostrato, sperimentalmente, un elevato potere deterrente nei confronti degli afidi.
Dose e utilizzo: 200 g di polvere/ hl d’acqua; si spruzza nelle dosi consigliate, direttamente sulla pianta, tutto l’anno, una volta alla settimana con tempo asciutto.

Contro la melata:

Sapone: conosciuto meglio come Sapone di Marsiglia è il sapone potassico ottenuto dalla saponificazione con potassa di oli vegetali estratti dai semi di alcune piante (colza, girasole, soia, ecc.).
Proprietà: abbinato agli insetticidi, svolge un’azione bagnante e adesivante, favorendo la diffusione e la persistenza dei principi attivi naturali distribuiti. Esercita anche un’azione insetticida per contatto danneggiando la cuticola cerosa di alcuni insetti a tegumento molle (aleurodidi, acari, tripidi) e lavando la melata degli afidi o di altri insetti succhiatori che attaccano i fruttiferi, le piante ortive e quelle ornamentali.
Dose e utilizzo: per il sapone solido si usano 150 g/ 1 lt d’acqua; per quello liquido, basta un tappo scarso per un litro d’acqua; la miscela ottenuta si spruzza sulla pianta.

Consiglio di fare tutti i trattamenti alla sera

Lotta Biologica con insetti utili

In agricoltura biologica si combattono molto efficacemente gli afidi introducendone i predatori naturali: coleotteri coccinellidi, soprattutto quelle della specie Adalia bipunctata, che si cibano di afidi adulti, o Cryptolaemus montrouzieri per la difesa delle piante da appartamento. In alternativa si usano anche piccole vespe, della specie Chrysoperla carnea; questi imenotteri depongono le uova nelle larve e negli adulti di afide, di cui si cibano. Si utilizzano anche Ditteri cecidomi come l’Aphidoletes aphidimyza nelle colture di cocomero, melanzana, peperone e pomodoro.








Questo è un editoriale pubblicato il 09-08-2012 alle 09:12 sul giornale del 10 agosto 2012 - 4718 letture

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