VivereVerde: l'Ibisco, fiore dall'estate sino all'autunno

Ibisco (Hibiscus) 5' di lettura 12/07/2012 - VivereVerde è la nuova rubrica di Vivere Pesaro in collaborazione con Massimiliano Cerri, ideatore del blog ParoleVerdi. In questo 16esimo appuntamento parliamo di Hibiscus o Ibisco, fiore estivo sino all'autunno, pianta sia rampicante che zonale, il colore dei fiori? Disponibili in quasi tutti i colori, buon divertimento!!

Ibisco (Hibiscus)

È un arbusto a foglie caduche, originario dell’Asia, appartenente alla famiglia delle Malvacee ha portamento eretto, ben ramificato, e può raggiunge i 2-3 metri di altezza; la corteccia è grigia, liscia, tende a divenire rugosa e profondamente segnata con il passare degli anni. Il fogliame è di forma ovale, presenta tre lobi, più o meno evidenti secondo l’esemplare; di colore verde medio, le foglie sono seghettate. Dalla primavera inoltrata fino ai freddi autunnali, produce, all’apice dei fusti; i fiori, che compaiono all'ascella delle foglie o all'apice dei rami, sono imbutiformi. Possono essere semplici, doppi, o plurimi. Il calice è costituito da cinque sepali e la corolla è formata da cinque petali nei fiori semplici. Dal centro del fiore fuoriesce la colonna staminale sulla quale sono disposti gli stami e in genere è più lunga della corolla. La colonna staminale porta sul suo prolungamento cinque pistilli. I fiori non sono profumati ad eccezione di poche specie. Ai fiori seguono i frutti, grosse capsule semilegnose, di forma ovale, che contengono i semi. E' coltivato come alberello o come siepe o come rampicante ed è frequente ritrovarlo in quasi tutte le città italiane per la sua resistenza sia agli agenti inquinanti quali gli Ossidi ad Azoto e Anidride solforosa sia ad avverse condizioni climatiche.

Coltivazione

Terreno e Impianto
Queste piante si accontentano di qualsiasi terreno, anche povero e sassoso; prediligono terreni freschi, mediamente ricchi di sostanza organica, con un buon drenaggio; quindi mescolate alla terra del vostro giardino del terriccio universale, o un buon terriccio fertile per rendere in questo modo il terreno ricco e ben drenante poiché non tollera i ristagni idrici. Per trapiantare l’ibisco nel vostro giardino, fate prima una buca profonda circa il doppio del vaso dove si trova la pianta. Sul fondo della buca mettete 15 cm buoni di terriccio universale, mettete la pianta e richiudete la buca e annaffiate, per facilitare la coesione fra la zolla di radici e il suolo. La terra prima dell’impianto va ben lavorata in maniera tale da non creare ristagni idrici.

Esposizione
L’ibisco è una pianta che ama molto il sole e il caldo, predilige posizioni molto luminose, esposte direttamente ai raggi solari e ama le estati molto calde e lunghe. Può sopravvivere anche in condizioni avverse, anche se l’ombra causa scarse fioriture, così come un’estate molto fresca. Queste piante non temono il freddo e possono sopportare senza problemi gelate intense anche di lunga durata, anche se può capitare che alcuni dei rami dissecchino a causa del freddo. Comunque in inverno cerchiamo di proteggerlo dalla neve avvolgendolo con il tessuto non tessuto, nelle zone caratterizzate da clima mite, può essere coltivato in piena terra altrimenti meglio in vaso, in maniera tale da poterlo spostare in un luogo più riparato.

Legatura
Le varietà rampicanti si trovano in commercio legati a un tutore (generalmente delle canne), se vogliamo utilizzarle come rampicante tagliamo tutte le legature e cominciare a legare i primi rami, per lo meno quelli più lunghi, portandoli nella direzione su dove noi vogliamo che cresca la pianta (cancelli, gazebi, pergolati). Non leghiamo stretto per premettere al fusto di crescere in circonferenza, possiamo usare della rafia o un legaccio di gomma. Le legature vanno controllate e se è necessario, sostituite tutti gli anni.

Irrigazione
Queste piante sono moto rustiche e di facile coltivazione: possono sopportare lunghi periodi di siccità, ed anche brevi periodi con presenza di acqua stagnante sulle radici. Per una buona fioritura annaffiamo quando il terreno rimane asciutto. Generalmente le annaffiature dovranno essere abbondanti in estate (pressoché quotidiane) e ridotte in inverno.

Potatura
L'Ibisco è una pianta che va potata regolarmente quando ha raggiunto i 3-4 anni di età. E' importante perché serve per modellare la forma che assumerà, per rinvigorire piante di una certa età e per eliminare parti danneggiate o malate. La potatura va compiuta all'inizio della primavera, alla ripresa vegetativa della pianta. Utilizzare degli attrezzi puliti e disinfettati e il taglio va fatto appena sopra il nodo in maniera netta, senza lasciare sfilacciature e in maniera leggermente inclinata, nella direzione in cui desiderate che il futuro ramo si sviluppi. Una buona consuetudine è la cimatura che consente di incrementare la formazione delle ramificazioni laterali e quindi avere una pianta più ricca. Possiamo intervenire anche a fine inverno, levando i rami rovinati o eccessivamente disordinati; la potatura a fine inverno ha anche il vantaggio di favorire lo sviluppo di nuovi rami, che porteranno i fiori.

Coltivazione in Vaso
Dalla metà della primavera fino tutta l’estate, presso i garden e nei vivai, si trovano in vendita hibiscus in vaso; vi ricordo che in vaso l’esigenza idrica della pianta aumenta di molto rispetto a quando è coltivata in piena terra, quindi controllate spesso lo stato del terriccio soprattutto dalla primavera all’estate. Coltivati in vaso, l’ibisco può abbellire anche una terrazza del centro-nord Italia, purché questa sia soleggiata ed esposta a sud e soprattutto purché in inverno, siano portati dentro casa. L'Hibiscus può crescere anche all'interno delle nostre case. In questo caso va collocato in una posizione molto luminosa, comunque al riparo dalle correnti d'aria. In estate è bene arieggiare il locale in cui è allocato per evitare che la temperatura superi i 25°C. Il rinvaso è una procedura necessaria quando le radici della pianta si sono sviluppate fino a riempire il vaso e spesso fuoriescono dai fori posti sul fondo del contenitore è meglio eseguirlo in primavera utilizzando contenitori più grandi (2-3 misure in più) e nuovo terriccio universale.








Questo è un editoriale pubblicato il 12-07-2012 alle 09:30 sul giornale del 13 luglio 2012 - 15880 letture

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