Ricci e la Provincia digitale: 'Vogliamo una p.a. più veloce e meno costosa'

3' di lettura 28/06/2012 - Vuole costruire la Provincia 2.0, retta sulla smart community, in grado di rivoluzionare il rapporto tra cittadini e istituzioni.

E allora Matteo Ricci, mentre mette il primo mattone del processo, radunando in Provincia la Silicon Valley locale, non può non esplicitare in tempo reale, con un post su facebook, il suo pensiero: "Voglio una pubblica amministrazione più aperta, più veloce, che costi meno. Una sfida che grazie alla tecnologia si può vincere. Anche perché, in futuro, si dovrà fare meglio con meno".

E' un passaggio dall'analogico al digitale. Qualcuno, sulla Rete, già interagisce e ritwitta, quando il presidente chiarisce in sala il cuore del problema: "I siti sono già preistoria. Fra pochi anni penso che potremo fare tutto con gli smartphone. La relazione tra enti locali e cittadini sta diventando sempre più delocalizzata. Va ridotta la burocrazia, bisogna snellire. Non ci sarà più bisogno, per molti servizi, di andare fisicamente negli uffici. E’ un mutamento epocale e noi vogliamo intercettare il cambiamento, altrimenti il rischio è che la gente si allontani dal livello istituzionale".

Aggiunge Ricci: "Sicuramente saranno ripensati, in futuro, i servizi nei Centri per l’impiego. Non sostituendo la comunicazione calda, fisica. Ma integrandola con quella digitale. Anche sul turismo, si utilizzeranno i social network per incrementare l’appeal e il richiamo, per fare marketing. Nasceranno figure specifiche, manager dei social media e noi stiamo già sostenendo questi processi, a tutti gli effetti".

Esempi: "Con i fondi europei, abbiamo attivato corsi e indagini per supportare le piccole e medie imprese e favorire professionalità nuove nel settore". Tra il pubblico, ci sono i casi concreti. Start-up locali, piccole aziende cresciute in poco tempo, progetti ad hoc. Come Obiettivo Business, Sigma Consulting. MobilitAmi, piattaforme nate nel pesarese che sono già realtà, dove tutto passa dallo smart e dal digitale. Dalla cartografia alle mappature, per finire col trasporto sostenibile.

Per Giovanni Boccia Artieri, docente dell'università di Urbino, "le pubbliche amministrazioni dovranno diventare hub, capaci di veicolare, attraverso la Rete, soggetti diversi, per una comunicazione non più imposta ma originata dal basso". Ossia, dal livello dei cittadini.

"Torniamo a riflettere sulle relazioni, sui nuovi rapporti tra micro e macrolink, tra istituzioni e cittadini - sottolinea Lella Mazzoli, direttore del dipartimento di Scienze della Comunicazione dell' università di Urbino -. E investiamo sulla formazione".

Intervengono anche Giuseppe Granieri (direttore editoriale 40k, esperto di cultura digitale), il giornalista Sergio Maistrello, Stefano Epifani (direttore dell’associazione italiana per l’Open Government), Giovanni Arata (ricercatore e progettista freelance), Alessandro Lòvari (tecnico della comunicazione pubblica e istituzionale), Stefania Geminiani (responsabile Sviluppo organizzativo, comunicazione, Urp della Provincia di Pesaro e Urbino), Gea Ducci (docente di comunicazione pubblica, università di Urbino), Augusto Leggio (già amministratore delegato di Poste italiane), il direttore generale della Provincia Marco Domenicucci e il ceo di Yoyo Comunicazione Martino Bellincampi.

I pionieri della smart community si danno nuovamente appuntamento: "Oggi è solo il primo passo, vogliamo ampliarci e continuare a costruire". Mentre si spengono gli I-Pad, Mazzoli chiude con una battuta: "Ricci non rottama ma innova...".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-06-2012 alle 18:33 sul giornale del 29 giugno 2012 - 1092 letture

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