Acchiappafantasmi in città alla ricerca del Rossini perduto

Francesco Taronna 3' di lettura 12/06/2012 - A febbraio a Pesaro è stato costituito un Comitato per celebrare il compleanno di Rossini. Un compleanno che ricorre ogni quadriennio essendo nato il 29 febbraio, anno bisestile. I limiti del Comitato sono diventati subito palesi e insiti nella stessa programmazione degli eventi, nel loro interesse, nella loro qualità, nella loro pubblicizzazione, piccole cose di provincia che si esauriscono in provincia e la loro lungimiranza non riesce ad oltrepassare il naso dei promotori.

Rossini è una risorsa per la città, una grande risorsa, e deve essere "spesa" nel modo più consono ai suoi interessi. Deve portare benessere, deve essere fonte di occupazione per i giovani musicisti che ogni anno il Conservatorio partorisce e poi abbandona alla buona volontà dei singoli docenti. Lo slogan adatto dovrebbe essere " ROSSINI TUTTO L'ANNO " non solo ROF, di fronte al quale, comunque, mi inchino. Bisogna saper fare, fare, far sapere al mondo come egregiamente fanno altre città che sono riuscite a creare atmosfere incantate intorno al loro personaggio ed a promuore un indotto incredibile, che ha stimolato l'occupazione in tanti altri settori.....turismo, agroalimentare, moda, produzione artistica e culturale, tempo libero.

Pesaro invece bara...tentano di far passare il solito concerto che si tiene ogni anno la sera dell'inaugurazione dell'anno accademico del Conservatorio, al Pedrotti, come iniziativa collegata all'evento. Come la programmazione estiva che riesce a mettere in due cartelloni collegati ad iniziative diverse, ROF e Concerti alla Rocca, gli stessi 3 concerti. Un tentativo un po ingenuo per allargare in qualche modo il programma ed acquisire titoli per divenire Città della musica ". In compenso abbiamo visto gli acchiappafantasmi girare per la città alla ricerca del Rossini perduto.

Io sognavo ad occhi chiusi di essere travolto dalle sinfonie rossiniane e da un turbinio di immagini delle sue Opere. Li ho aperti e mi sono trovato a Salisburgo, le musiche e le immagini erano del repertorio mozartiano. Purtroppo non era Pesaro da noi c'erano ancora gli acchiappafantasmi che si aggiravano con fare furtivo per le vie del centro. Un altro punto secondo me dovrebbe essere affrontato: l'intangibilità di alcuni "santuari " della cultura pesarese. Guai a parlarne specialmente in modo critico ! Invece una bella discussione laica aperta potrebbe riportare il dibattito fuori dagli scaffali impolverati e dalle stanze con le pareti ammuffite...fuori da una vuota cultura aulica....Bisogna violentare il trionfo del ROF per spargerne i semi in altri contesti e farli germogliare....coinvolgere democraticamente la città...i suoi giovani, le forze produttive...non per acquisire il diritto a presenziare ad una prima del ROF...ma per diffondere l'orgoglio dell'appartenenza alla città di Rossini.

Concludo con una affermazione fatta da Bertini ad una lettera dell'avvocato Chiocci, nel Carlino di oggi, il quale ha definito Pesaro, testuale " una metropoli musicalmente leggendaria " "Però adesso Lei non esageri con il riconoscimento ad una metropoli musicalmente leggendaria. E' Pesaro oh! " io aggiungo che Pesaro non è una metropoli, in qualsiasi accezione la si voglia considerare.... in futuro, nell'accezione rossiniana, chissà.....


   

da Francesco Taronna
 





Questo è un articolo pubblicato il 12-06-2012 alle 20:09 sul giornale del 13 giugno 2012 - 1333 letture

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