Esenzione Imu appartamenti invenduti, mentre anche da noi aumentano gli sfratti

imu 2' di lettura 06/06/2012 - Decreto sviluppo: nel minestrone del governo, c'è la polpetta avvelenata, l'esenzione per tre anni dal pagamento dell'imu sull'invenduto delle imprese, una ennesima regalia alla rendita immobiliare. Serve un'altra politica, come in Francia: penalizzare la rendita per una politica sociale della casa.

“Quando si tratta di favorire la rendita immobiliare, la crisi sparisce e i cordoni della borsa si allargano. Un anno fa, già nel pieno conclamarsi della crisi, il governo, allora Berlusconi, aveva avuto la trovata di regalare oltre un miliardo di euro alla rendita immobiliare introducendo la tassa piatta sugli affitti (cedolare secca). Oggi, di nuovo il governo, questa volta Monti, interviene abbonando l’IMU sulle case invendute dalle imprese. La solfa è la solita: l’ipotesi, sempre smentita dalla realtà, che lo sconto “possa” permettere nuovi investimenti. Vorremmo ricordare, per rimanere nel settore abitativo, che, nel mentre si regalano milioni di euro alle lobbies del mattone, è stato completamente azzerato il misero contributo per l’affitto sociale per le famiglie più povere, in una situazione in cui la piaga degli sfratti per morosità incolpevole sta dilagando e non solo nelle grandi aree urbane".

"Nel comune di Pesaro e Fano si supera il centinaio. Sarebbe necessario l’opposto: penalizzare fiscalmente le case sfitte e vuote e vincolare aiuti e sgravi a una trattativa con gli enti locali che permetta l’ingresso nel mercato delle locazioni di questi alloggi a prezzi compatibili con i redditi popolari. Sarebbe una scelta così controcorrente? Vorremmo ricordare, anche a chi sostiene questo governo e ha plaudito alla vittoria di Hollande in Francia, che nel suo programma si trova l’impegno a introdurre una tassazione progressiva sui suoli e gli immobili inutilizzati".

"Penalizzare fiscalmente la rendita immobiliare è la condizione per reperire le risorse necessarie per un piano di edilizia residenziale pubblica, prioritariamente attraverso il recupero e il riuso degli immobili pubblici, ai fini della residenza sociale. Così si darebbe una vera risposta alle 650 mila (a livello nazionale) molte centinaia nella nostra provincia famiglie in attesa di una casa popolare e a centinaia di migliaia di giovani coppie e singoli costretti alla coabitazione. Sarebbe una grande opera che coniuga l’equità sociale alla ripresa economica, all’occupazione, all’ammodernamento del Paese.”


   

da Unione Inquilini
Segreteria prov. Pesaro Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-06-2012 alle 17:30 sul giornale del 07 giugno 2012 - 2134 letture

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