Patto di stabilità e credito alle imprese, CNA lancia l'allarme

incontro cna 4' di lettura 18/05/2012 - Patto di stabilità e credito alle imprese sono stati gli argomenti cardine dell'incontro tenuto questa mattina nella Sala Adele Bei dell'Amministrazione provinciale. Un'iniziativa pubblica fortemente voluta da CNA in collaborazione con la Provincia di Pesaro e Urbino.

"Un Patto per Sopravvivere" è il titolo dell'incontro di questa mattina, che racchiude in se dubbi, incertezze e paure che le imprese pesaresi stanno vivendo in questo periodo. Si è parlato di come e quanto sia difficile oggi mantenere un'azienda, anche a fronte degli oltre 20 milioni di euro che le imprese della provincia di Pesaro e Urbino vantano nei confronti delle Amministrazioni pubbliche: Provincia, Comuni, Aziende sanitarie, Amministrazioni dello Stato, etc. Un'ulteriore difficoltà per tante imprese sane che rischiano di chiudere a causa del patto di stabilità. Al convegno erano presenti Giorgio Aguzzi, vicepresidente nazionale CNA, Camilla Fabbri, segretario provinciale CNA di Pesaro e Urbino, Pietro Marcolini, Assessore al bilancio Regione Marche, gli Assessori provinciali Massimo Galuzzi e Renato Claudio Minardi, il presidente della Camera di Commercio Alberto Drudi, oltre ai sindaci della provincia, le Confederazioni sindacali e tanti imprenditori.

Ad aprire l'incontro il presidente provinciale Giorgio Aguzzi "La crisi morde sempre di più le nostre imprese che oltre a fronteggiare un momento terribile dal punto di vista dei mercati, sono costrette a fare i conti con una tassazione insopportabile. Da tre anni a questa parte la nostra associazione ha lanciato avvertimenti al sistema economico e alle istituzioni, abbiamo sottolineato con forza le torture indicando gli sprechi e lanciato un SOS sul pessimo stato di salute del sistema economico provinciale. Qualche ente locale ha persino ridicolizzato le nostre analisi, purtroppo non c'eravamo sbagliati, il polso della situazione era quello giusto, le nostre richieste di attenzione hanno un sistema quello delle piccole-piccolissime imprese che in questa provincia rappresentano il 93% del tessuto economico provinciale. Abbiamo organizzato questo incontro con gli enti locali maggiormente interessati al patto di stabilita, ci auguriamo che dal confronto di stamattina possano emergere indicazioni e consigli per trovare una strada che aiuti il nostro sistema delle imprese non solo a sopravvivere ma a trovare nuovi stimoli per il futuro".

Una situazione difficile peggiorata dal patto di stabilità e dal rapporto con il sistema bancario "Sono temi vitali per la sopravvivenza dell'impresa - commenta Camilla Fabbri - le imprese sono dentro una crisi che perdura, a questi imprenditori abbiamo chiesto di resistere ma senza soldi sono destinati a chiudere. La sola Provincia deve agli imprenditori nel 2011, 10 milioni di euro. Ci sono soldi nelle casse delle pubbliche amministrazioni che con il patto di stabilità non possono essere spesi. Ricorreremo ai decreti ingiuntivi, che nascono come provocazione seria ma che possono diventare un'azione concreta. È una guerra, ma siamo vittime di un sistema, paghiamo per risanare le casse dello Stato ma la famosa fase due di crescita e sviluppo dovè? Non abbiamo la soluzione dei problemi, ma questa associazione si impegnerà con tutte le forze".

Assente Matteo Ricci, chiamato a Roma per la questione della Fano-Grosseto, è toccato all'assessore Galuzzi evidenziare le problematiche legate al Patto di stabilità "Trenta milioni di danni nella provincia per l'alluvione del 2011, 15 milioni di danni per la neve e nessun euro ricevuto. Le conseguenze del Patto di stabilità sono i pagamenti impediti e ritardati, la Provincia a 25milioni di euro di disponibilità, da un anno e mezzo, per le opere pubbliche, strade, fiumi ed edilizia scolastica, e non è possibile programmare gli investimenti di crescita nel territorio provinciale. Abbiamo cercato di sbloccare questa situazione, attivare meccanismi di incrocio con le banche, sul bilancio corrente faremo fronte per 3 milioni di euro al pagamento degli interventi sulla neve. Investimenti non legati al patto di stabilita".

Pietro Marcolini, Assessore al bilancio Regione Marche "La situazione e molto grave abbiamo raggiunto il massimo della svalutazione borsistica. Patto di stabilità e il mancato credito, portano un impoverimeto strutturale. La riduzione della spesa pubblica è in aumento, consegnandoci una sanità in riduzione di stanziamenti. Le manovre ultime del Governo portano a una riduzione di oltre 1350 milioni nei prossimi 2 anni. Cancella una parte dei servizi a cui siamo abituati, la manutenzione delle strade passa da 28milioni a 0, il fondo per la piccola media impresa passa da 26milioni a zero, i finanziamenti per le risorse trasferite dallo Stato passano da 200 milioni a 24. Bisogna evitare di aggravare la situazione. Quello che i governi non hanno capito e che un conto e ridurre le spese improduttive, un conto e ridurre la capacità di consumo. I primi investitori sul piano nazionale sono i comuni, 5000 comuni in Italia sarebbero in grado di investire, bisogna liberare gli investimenti. Molte amministrazioni hanno soldi in cassa. Correzione del patto e immissione di 40 miliardi di crediti o si rischia un collasso da cui sarà molto difficile riprendersi".






Questo è un articolo pubblicato il 18-05-2012 alle 14:31 sul giornale del 19 maggio 2012 - 1012 letture

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