E' arrivata a Pesaro la Clinica Mobile della MotoGP

Clinica Mobile 4' di lettura 17/05/2012 - In concomitanza con il Campionato Europeo di Boccia alla lunga, è giunta in città la Clinica Mobile del Dottor Costa. Sarà presente in tutti i posti gara dalle ore 9.00 alle ore 18.00 con possibilità di visitarla. Dal 1977 è stata la salvezza per tanti piloti.

Il destino si sa è ignoto. Il futuro si sa è ineffabile. I piloti guidando la moto cavalcano una tigre. Non sempre però questa belva dolce amara si lascia docilmente toccare e accarezzare, ma, talora, si può impietosamente ribellare e con i suoi artigli potrebbe ferirli mortalmente. Come curare quelle ferite? Nasce l’idea della Clinica Mobile. Il 3 febbraio 1977 a Bendor, piccola isoletta della Costa Azzurra situata nei pressi del circuito Paul Ricard, la Clinica Mobile fu presentata ai piloti, alla stampa e al mondo. Esordì il primo maggio 1977 a Salisburgo in Austria, e quel giorno salvò la vita a Franco Uncini, regalandogli il respiro e il suo dolce sorriso. Per ricordare quel giorno di sofferenza, di dolore e di speranza ho scritto un capitolo dedicato a quella emozionante vicenda nel libro intitolato “Alex guarda il cielo”. Da questo libro scritto assieme al mio amico campione Alex Zanardi, trascriviamo un brano del capitolo dedicato a Franco Uncini.

“Posai le mie labbra sulle sue, esangui, socchiuse e immobili; sospinsi il mio respiro dentro il suo torace che, gonfiandosi, timidamente si sollevò. Ripetei più volte il gesto spiando il petto che si muoveva col mio respiro, e attesi quel momento meraviglioso che vive ogni donna quando mette al mondo un figlio. Quell’attimo arrivò senza l’urlo che accompagna costantemente il primo respiro del neonato, perché, quando un abitante della terra rinasce la seconda volta, non grida più. Ha già superato il tradimento della nascita naturale e ha già ingoiato quel primo urlo che testimoniava la paura patita, quando era stato gettato per la prima volta in un mondo sconosciuto e inospitale. Mi rialzai dal bordo della curva su cui mi ero inginocchiato e sporco di terra, mi incamminai verso la Clinica Mobile, che esordiva in quel drammatico giorno con onore nel mondo del motociclismo. Dalla curva Fahrerlager del circuito di Salisburgo, il corpo a cui avevo donato un sospiro di vita, si rialzò e camminando sul sentiero del coraggio, si laureò qualche anno più tardi, per la precisione nel 1982, Campione del Mondo. Franco Uncini, questo il nome del pilota rinato nelle praterie del cielo del circuito di Salisburgo, aveva raggiunto finalmente il traguardo sognato aiutato dal respiro dell’amore che la passione per le moto suscita nei motociclisti".

Passano gli anni, nel 1981 nasce la seconda clinica mobile, nell'88 la terza, nel 1996 la quarta fino a giungere all’ultima creatura: la Clinica cinque, che attualmente assiste i piloti del Motomondiale, MotoGP. Quando nella vita capita che tutto ci crolli addosso e sembra impossibile scostare le macerie per uscire a rivedere le stelle, incredibilmente fa capolino dal fondo dell’animo una forza insperata, sconosciuta, fino a quel momento, alla fioca luce della Ragione. Solo quando si cade in un abisso di sofferenza si può conoscere, in quei momenti terribili, la meraviglia del cuore degli esseri umani: il suo stupore. Nel fondo dell’orrore l’uomo conosce se stesso e sprigiona forze immense, quelle delle emozioni che regala all’umanità le opere più belle. Sepolta dalle macerie gravate di morte, la potenza del cuore, come per magia, si rianima e spostando i macigni che l’opprimono esce libera per valere più di prima, sempre di più e oltre.

Immacolata forza dell’animo. Viene alla luce il genio, nasce l’arte come arma insostituibile per sconfiggere il dolore. Forse la creazione della quinta Clinica Mobile assomiglia ad una forma d’arte, una creazione per ricompensare gli eroi del motociclismo per averci insegnato che il dolore può essere sconfitto e il mondo artificiale senza senso che la società di oggi ci impone può essere sostituito con un altro che, pur afflitto dalle stesse macerie, trova sempre un significato nella sventura ed è capace di uscire dalle rovine per scalare la montagna incantata della vita. Dalle rovine e dalle macerie sono usciti tanti piloti.






Questo è un articolo pubblicato il 17-05-2012 alle 12:27 sul giornale del 18 maggio 2012 - 3143 letture

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