L'occhio del tifoso: Scavolini Siviglia Vs Montepaschi Siena, ai giocatori biancorossi 'l'onore delle armi'

Scavolini Pesaro 2' di lettura 27/04/2012 - In una partita sempre in equilibrio, ha vinto la Montepaschi Siena per 85 a 81. Sarebbe stato interessante fare un sondaggio “Doxa” (Società di indagine statistica) fra i tifosi del popolo biancorosso per conoscere la percentuale di speranza che nutrivano, in cuor loro, di vincere questa partita.

E’ andata secondo l’ordine naturale delle cose e, questa volta, Davide non ha battuto Golia. Ma Golia, la Montepaschi Siena, ha dovuto sudare le famose sette camicie prima di volgere in proprio favore la partita. Date un’occhiata ai rosters (liste) delle due squadre e vi accorgerete subito che Siena, nonostante fosse arrivata a Pesaro senza Moss, Michelori, Rakocevic e Thornton, è più completa, più pesante e più alta. Badate bene, non ho parlato di qualità, perché i nostri magnifici moschettieri, White, Hickman, Hackett e Jones, non hanno nulla da invidiare ai migliori del quintetto avversario. Ma sono 4, anche se valorosi.

Giovedì sera la Scavolini Siviglia, al pari di altre volte, è scesa in campo con il giusto atteggiamento, l’adeguato impegno, la massima volontà ma non sono stati sufficienti. La squadra, tutta, ci ha provato anche con le retroguardie ed ognuno ha dato il massimo.

Anche il nostro allenatore Luca Dalmonte ha cercato di impiegare quintetti inediti, forse per disorientare coach Pianigiani che si è innervosito fino a farsi chiamare un tecnico. Questa sera occorreva avere un punto di riferimento centrale che, per taglia e stazza, tenesse schiacciata su di lui la difesa quando Siena ha impiegato la zona (3-2 e 2 -3). Purtroppo ci manca Cusin.

Insomma, per dirla con le parole del nostro poeta dialettale Pasqualon: “Sa la forza e sa i quadren, el pesc gros magna chel pcen” (Con la forza e con i soldi, il pesce grosso mangia quello piccolo). La forza dei suoi giocatori ed i soldi della Banca Monte dei Paschi di Siena. A fine partita, è stato bello l’onore delle armi concesso dai giocatori senesi ai nostri, per rendere ossequio al valore dell’avversario sconfitto.

Li hanno salutati uno ad uno, con abbracci e forti pacche sulle spalle. Il popolo biancorosso si è stretto intorno alla sua squadra con un lunghissimo applauso. Il cuore dei tifosi era sereno perché tutti erano consapevoli che la Scavolini Siviglia aveva fatto il possibile.






Questo è un editoriale pubblicato il 27-04-2012 alle 09:31 sul giornale del 28 aprile 2012 - 1497 letture

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