Minardi in consiglio: 'Bilancio con 10 milioni in meno, ma tuteliamo il sociale e le famiglie'

assessore al Bilancio Renato Claudio Minardi Pesaro e Urbino 4' di lettura 16/04/2012 - Renato Claudio Minardi si trova costretto a fare i conti "con 6 milioni di euro in meno rispetto al 2011", causa manovre e tagli, a cui si aggiungono i "4 milioni spesi per la gestione dell’emergenza neve".

In tutto, per il 2012, fanno 10 milioni che mancano e "non è poco – sottolinea in consiglio –. Emerge tutta la drammatica difficoltà degli enti locali, in questa fase, a fare i bilanci. Ma ormai è una costante, per cui dovremo abituarci a fare meglio con meno". Prima, tuttavia, l’assessore non rinuncia a mandare messaggi: "Reintroduzione della tassa sulla disgrazia? Spero che il governo cambi strada, sarebbe una beffa. Federalismo fiscale? Si è tradotto solo in nuove imposte. Localmente siamo andati avanti con rigore e sobrietà, ma ci saremmo aspettati lo stesso a livello centrale. Invece, sentiamo parlare di 18 miliardi di euro destinati all’acquisto di 131 cacciabombardieri. E di liquidazioni e compensi faraonici per i manager dello Stato". Poi entra nel dettaglio: "I trasferimenti sono stati azzerati, ma contiamo di destinare ugualmente 4 milioni e mezzo di risorse per la manutenzione straordinaria delle strade. Tramite residui di dpcm, non spesi nel 2011 a causa del patto di stabilità. Resta però il fatto che, nel 2002, ci hanno affidato le strade ex Anas, compreso il personale. Ma i fondi, ora, sono scomparsi…". Continua Minardi: "Proseguiamo con la nostra linea: spending review e sobrietà per confermare l’impegno su sociale, servizi e sostegno alle famiglie". Sul personale: "Con il blocco del turnover e non sostituendo i dirigenti in pensione, recuperiamo, anche nel 2011, 840mila euro». L’assessore conferma l’impegno della Provincia sul «fondo regionale anticrisi per le imprese che ha consentito, finora di finanziare 2mila aziende del territorio grazie al meccanismo della garanzia". E quello sul "fondo ad hoc che ha consentito di sostenere 1800 famiglie, grazie all’apporto della fondazione Carisp. Con agevolazioni nelle bollette, 310 pratiche per il microcredito avviate e ulteriori 360mila euro reperiti nel 2012 con il sostegno di Marche Multiservizi".

In apertura di seduta, interpellanza di Roberto Giannotti sull’azienda ospedaliera Marche Nord: "L’atto aziendale – spiega - non compie scelte di fondo. Il problema principale è il mancato avvio dell’unificazione dei servizi dei due presidi. Marche Nord è stata voluta per eliminare doppioni, ma nel documento, in tal senso, non si prendono posizioni". In più, aggiunge il consigliere Pdl, "il budget assegnato è al di sotto delle necessità di avvio del processo e delle esigenze reali; non si affrontano le criticità sui posti letto, sul blocco del personale, sulla riabilitazione, sulle eccellenze sanitarie. Bisogna programmare un coordinamento tra enti locali e dirigenti sanitari, insieme alle fondazioni, per l’adeguamento dei supporti tecnologici, che non devono corrispondere alle forze dei singoli primari". E ancora: "Il nuovo ospedale, se tutto va bene, non si avrà prima del 2020, serve un tavolo tecnico per governare gli interventi di riqualificazione strutturali nei presidi di Pesaro e Fano. La commissione sanità, infine, verifichi l’efficienza e l’efficacia del pronto soccorso". Dall’altra parte, se il presidente della commissione, Silvana Carloni, sottolinea che "sul tema è già stato chiesto un incontro con il direttore generale Aldo Ricci e con il direttore sanitario Lorena Mombello", l’assessore Ciaroni replica: "La Provincia è attenta all’evoluzione dei modelli organizzativi sanitari. Per favorire l’integrazione tra le strutture di Pesaro e Fano, l’azienda Marche Nord ha intrapreso il processo di “budgeting” con la negoziazione, entro settembre, degli obiettivi assegnati ai due presidi. Tesi a individuare percorsi specialistici, sia di ricovero che ambulatoriale integrati".

Ciaroni nota: "L’azienda ospedaliera ha avviato un percorso per la riorganizzazione di un’area a medio-bassa e alta intensità di cura medica e chirurgica. L’obiettivo è superare l’articolazione in reparti differenziati,verso un impianto basato sull’aggregazione per livelli di complessità assistenziale e aree funzionali omogenee. Assegnando al malato il posto letto collocato nel settore appropriato rispetto ai bisogni". Sul personale: "Con le risorse assegnate – osserva l’assessore -, l’azienda ha predisposto un piano di assunzioni per far fronte alle carenze". E ricorda che "nel 2011, sono state fatte 218 assunzioni (120 a Pesaro, 98 a Fano, ndr), puntando alla stabilizzazione degli infermieri. In più, sono stati assunti anche operatori socio-sanitari, ostetriche, tecnici di radiologia e laboratorio, ausiliari e medici per coprire il turnover. Ora si stanno utilizzando le dotazioni originarie riferite ai presidi Santa Croce e San Salvatore, attualmente coperte in ogni profilo professionale, in attesa dell’adozione della dotazione organica effettiva dell’azienda Marche Nord. Nel 2012-2013 è prevista l’implementazione dei modelli gestionali innovativi per la promozione di aree strategiche organizzate per intensità assistenziale e diversa intensità di cura. Con la creazione dei dipartimenti e la nomina dei relativi direttori, su cui, nei rispettivi ruoli, sarà costante il monitoraggio".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-04-2012 alle 21:54 sul giornale del 17 aprile 2012 - 1042 letture

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