Tra le scarpette sportive e gli assi nella manica del Pesarese, la vignetta di Giacomo Cardoni

Sport pesarese di Giacomo Cardoni 3' di lettura 10/04/2012 - Facciamo un salto nel Pesarese contemporaneo, e per farla sembrare più una storia potrei raccontarvi che, di quattro figli di tranquilla famiglia Provinciale, si sono praticati o sperimentati quasi tutti gli sport possibili, perché Pesaro, è una città per gli sport! Come molte d'Italia del resto.

Anche se la situazione è differente in questo caso, come dire, non essendoci una squadra di calcio che giochi nelle più altre categorie, fin da sempre, lo sport, si è diviso atleti e visibilità nelle altre discipline, arrivando ad avere campioni nel Nuoto, nella Pallavolo, nel Basket, nel Rugby e seguendo fino a concludere la lista con Bocce alla lunga.

Si proprio boccia alla lunga, che mi porta a raccontare delle campagne del Pesarese, delle colline bucoliche che circondano la città e farebbero gola pure a Virgilio. Il gioco della boccia alla lunga è una attività sportiva che si esercita nelle strade, prevalentemente dopo le periferie cittadine e con qualsiasi condizione di strada. Consiste nel lanciare la boccia, o boccetta, nella strada in modo che possa compiere un tragitto più lungo possibile. Proprio qualche giorno fa, hanno bloccato la strada davanti casa mia, correndo dietro una boccia di legno e ferro, e gridando: Attenzione.. Boccia! Del resto nelle Marche si contano qualche migliaia tra agonisti, amatoriali e occasionali, in primavere sopratutto ci si può imbattere in uno di questi gruppi, spesso costituiti da nuclei interi di famiglie; donne e bambini inclusi.

Ora, quello che vorrei raccontarvi, si intuisce che non è la notizia scritta sul giornale più venduto d'Italia: “La Gazzetta rosa”. Ma il Pesarese è di certo anche questo. Penso sia interessante rivedere la nostra peculiarità sportiva, dicendo che ci piace lo sport, sì, ma di qualunque tipo esso sia! Per esempio è una città che ospita migliaia di Atleti per tornei estivi, riempendo viale Trieste di gruppi di squadre con divise colorate, oppure ospitando, nel nostro “Scarabeo Azzurro”, gli Europei di danza.

C'è anche la Briscola, soprattutto d'estate, quando sotto gli ombrelloni i veri Pesaresi si allenano con gradi sfide aspettando l'autunno ed il fresco; un vero Pesarese si può riconoscere per esempio, proprio se sa giocare a Briscola, perché se anche non è abile in questa disciplina, sicuro si è fermato almeno una volta a spiare la mano di un giocatore, oppure condivide degli amici che continuamente gli chiedono di fare una partita, mentre cercano il famoso quarto per non sostituirlo con il “morto”: Pur di praticare questo sport, ci siamo ingegnati nell'inventarci anche questa regola.

Magari mi sbaglio, ma credo che indipendentemente dalla scelta, alla fine, sappiamo tutti distinguere l'asso di coppe da quello di bastoni. E anche se per per creare la nostra identità in una relazione o in un discorso con connazionali o stranieri, abbiamo bisogno di dire che Valentino Rossi è di Pesaro, sono poi sicuro che ci piace dimostrare che va più forte la tranquilla serata pesarese con il mazzo di carte, rigorosamente Napoletane, di una moto, la domenica in Panoramica.


   

da Giacomo Cardoni







Questa è una vignetta pubblicata il 10-04-2012 alle 22:38 sul giornale del 12 aprile 2012 - 1662 letture

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