Canone, libri da leggere (possibilmente)

Biblioteca Oliveriana Pesaro Canone 6' di lettura 05/03/2012 - In campo letterario la parola canone deve il suo corso attualmente diffuso a un brillante professore emerito dell’università di Yale, Harold Bloom, il cui voluminoso saggio Canone occidentale pubblicato per la prima volta in Italia nel 1996 divulga le posizioni sostanzialmente tradizionaliste che ispirano l’autore.

C’è una regola, prescrizione, modello (canone) da seguire e questa consiste nel non perdere tempo nella lettura di testi di scarso valore: contano Dante e Shakespeare e una schiera abbastanza ristretta di eletti prescelti tra l’Europa e gli Stati Uniti (il mondo antico merita un discorso a parte). Ecco cosa dice Bloom nel primo capitolo della sua opera, intitolato Un’ elegia per il Canone: “in origine il Canone designava la scelta dei libri nelle nostre istituzioni didattiche [statunitensi] e, nonostante la recente politica del multiculturalismo, resta vera la domanda del Canone: che cosa dovrà tentare di leggere, in questo tardo momento storico, l’individuo che ancora desideri leggere?”. Siamo di fronte alla base di una nuova versione della ratio studiorum che merita ogni rispetto, ma, come ne è espressamente consapevole Bloom, non esaurisce l’ambito delle letture che è possibile leggere e approfondire con utilità fuori e dentro la scuola.
L’esperimento che propone la Biblioteca Oliveriana è quello di associare a dei testi dei “maestri” che cooperano nella loro comprensione e godimento.

Domenica 15 aprile 2012, ore 17.00
FRANCA D’AGOSTINI, Il quarto libro della Metafisica di Aristotele
Si potrebbe dire con una battuta che qui (siamo nel quarto secolo a. C.) la filosofia comincia a fare veramente sul serio: il quarto libro della Metafisica è quello che fonda il principio di non contraddizione, cioè quel principio che segna l’identità degli esseri viventi e costituisce la regola prima di ogni comunicazione. Franca D’Agostini (Università di Torino), nota anche per la sua categorizzazione bipartita della filosofia occidentale in “analitica” e “continentale”, si cimenta qui con il tema che oggi le è particolarmente caro: quello del significato della parola “verità”.

Domenica 22 aprile 2012, ore 17.00
PIERO BOITANI, Il Decamerone di Giovanni Boccaccio
L’opera, scritta intorno al 1350, che fonda la letteratura italiana, in prosa e in volgare, un capolavoro assoluto di tutti i tempi, fonte di ispirazione per innumerevoli tentativi imitativi è qui sottoposta al commento di un grande studioso di letteratura medievale, comparatista e notevole anglista: sarà interessante osservare le novelle del Boccaccio dal punto di vista dei Canterbury Tales (1388 ca.) di Geoffrey Chaucer tanto studiati da Boitani (Università La Sapienza di Roma).

Domenica 29 aprile 2012, ore 17.00
GIANFRANCO FABI, Trattato sulla moneta
(1930) di John Maynard Keynes
Di John Maynard Keynes si parla tanto ma spesso con grandi approssimazioni. Keynes non è soltanto l’economista che pensa che non necessariamente l’interesse egoistico porti verso soluzioni illuminate (la “mano invisibile”). E la moneta peraltro è qualcosa di più concreto del libero mercato. Così osserva Gianfranco Fabi, economista e giornalista di notevole livello, già vice direttore de “Il Sole 24 ore” e di “Mondo economico”e direttore di Radio 24.

Domenica 6 maggio 2012, ore 17.00
YAMINA OUDAI CELSO, L’interpretazione dei sogni
(1900) di Sigmund Freud
I sogni hanno un significato, ricavabile all’interno di un paradigma scientifico. Questa è la scoperta di Freud documentata anche filologicamente nel suo libro che apre il nuovo secolo. La materia, considerata di pertinenza del pensiero superstizioso e campo di ampie esercitazioni per ciarlatani, viene riconsiderata da Freud in tutti i suoi aspetti, fisiologici, psicologici e, infine, nel quadro della sua ormai ampia esperienza psicopatologica. Ne parla una giovane filosofa che si è occupata lungamente di Freud, anche dal punto di vista classicistico.

Domenica 13 maggio 2012, ore 17.00
ROBERTO BERTINETTI, Grandi speranze
(1861) di Charles Dickens
Il Regno Unito - che celebra il secondo centenario della sua nascita, avvenuta il 7 febbraio 1812 - lo ritiene in maniera unanime il padre del romanzo moderno. Dickens non solo ha inventato accorgimenti tecnici più volte impiegati in seguito; a lui si devono poi la creazione dell'editoria di massa e di giochi di destrezza nelle trame che sono stati largamente impiegati dal cinema (a iniziare da Chaplin) e dalla tv. Uscito nel 1861, "Grandi speranze" è tra le opere migliori della maturità di Dickens e offre un mirabile ritratto dell'epoca vittoriana. Il commento è affidato a un anglista affermato, come Roberto Bertinetti, docente nella Università di Trieste.

Domenica 20 maggio 2012, ore 17.00
PAOLO TEOBALDI,
La cognizione del dolore (1963) di Carlo Emilio Gadda
A suo tempo giudicato non più di tanto per la supposta eccentricità di scrittura, l’ing. Carlo Emilio Gadda, classe 1893, è oggi da molti considerato il più grande scrittore italiano del Novecento dove La cognizione del dolore si colloca ben oltre il tracciato vagamente, o fortemente autobiografico. Siamo di fronte a una sorta di romanzo filosofico di grande impatto letterario e emotivo, dove la lingua usa tutti i registri possibili per riflettere il dire e il pensare dei vari soggetti che entrano in scena. Ne parla uno scrittore, Paolo Teobaldi la cui conoscenza e amore per il Gran Lombardo sono ampiamente testimoniate dai suoi commenti pubblici apprezzatissimi.

Domenica 27 maggio 2012, ore 17.00
ARMANDO MASSARENTI, Allegro ma non troppo (1988) di Carlo Cipolla
Si tratta di un libretto, piccolo per dimensioni e pagine che passa per un "divertissement", un guizzo anarchico dell'intelligenza. Due brevi saggi le cui vicende editoriali sono abbastanza complicate: il primo, una ilare parodia della storia economica e sociale del Medioevo; il secondo, una sorta di scherzosa teoria generale della stupidità umana. Ora poi l'editore (Il Mulino), consapevole che la stupidità, per dirla con Cipolla, è «una delle più potenti e oscure forze che impediscono la crescita del benessere e della felicità umana», ha deciso di rendere disponibile al vasto pubblico dei lettori la versione originale di The Basic Laws of Human Stupidity che in realtà risale al 1976. Ce ne parla un filosofo, Armando Massarenti, che attualmente è a capo del supplemento culturale della domenica de “Il Sole 24 ore”.

Le lezioni avranno luogo nei locali del Museo Archeologico Oliveriano, via Mazza 97, Pesaro
Il ciclo è a numero chiuso con un massimo di 65 iscritti (e un minimo di 40).
L'iscrizione (da giovedì 1 marzo a giovedì 5 aprile 2012) è subordinata al versamento di una quota individuale di euro 50 (40 per gli “Amici della Biblioteca Oliveriana”, 30 per studenti) a titolo contributo spese. Sarà rilasciato a richiesta un attestato di frequenza.

Le iscrizioni si raccolgono presso la Biblioteca Oliveriana, via Mazza 97, Pesaro tel. 0721 33344 www.oliveriana.pu.it biblio.oliveriana@provincia.ps.it








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2012 alle 17:43 sul giornale del 06 marzo 2012 - 1003 letture

In questo articolo si parla di cultura, pesaro, vivere pesaro, autori, Biblioteca Oliveriana, canone, cultura pesaro, paolo teobaldi, roberto bertinetti, Armando Massarenti, libri da leggere, franca d'agostini, yamina oudai celso, gianfranco fabi, piero boitani

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/v6k





logoEV
logoEV