Ospedale Unico: la casta contro la società civile

 convegno del 26 gennaio, organizzato a Fano dal Coordinamento "La salute ci riguarda" 3' di lettura 24/01/2012 - La casta contro la società civile; le scelte oligarchiche calate dall’alto contro la democrazia diretta dei cittadini. L’aut-aut adesso è molto semplice. Con la scelta della Regione Marche di avallare Fosso Sejore come sede dell’ospedale unico di Pesaro-Fano, si chiude il cerchio di una classe politico-amministrativa arrogante ed autoreferenziale (di centro-destra, centro-sinistra e centro-centro).

La quale, incurante del crollo verticale di credibilità della politica di Palazzo e del commissariamento subito dai partiti a livello nazionale, continua imperterrita a prendere decisioni nelle segrete stanze senza tenere in nessuna considerazione la voce, il parere, le opinioni, le critiche dei cittadini.

Per realizzare un’opera enormemente costosa per le finanze pubbliche e per l’ambiente – in un momento storico che presenta ben altre emergenze economiche! – si riunisce e delibera un pugno ristrettissimo di politici e amministratori. Sceglie il sito più assurdo dal punto di vista sia ambientale sia dei collegamenti (un budello che in estate prevede un limite di velocità di 30 km orari, ed è così intasato e caotico che è una fortuna raggiungerla quella velocità!), solo perché sarebbe “baricentrico” tra Pesaro e Fano (e l’entroterra???), ed è – incredibile ma vero – l’unico terreno a non essere di proprietà pubblica tra quelli ipotizzati. E le cattedrali nel deserto non sarebbero neppure finite, in questa megalomania anni 80 (quelli di tangentopoli per intenderci), anzi una tira l’altra: così mentre da cinquant’anni giacciono nei cassetti progetti di arretramento della ferrovia per fare dell’Adriatica un unico bellissimo lungomare (il turismo è da sempre la maggiore risorsa del nostro territorio) – e mentre per ragioni di costi vengono tagliati drasticamente treni e fermate – a “lor signori” viene in mente di piazzare una nuova stazione proprio a Fosso Sejore, per coronare l’ingombro di una zona che oggi è ancora un’oasi ecologica e che si vuole trasformare invece in una nuova, gigantesca colata di cemento.

I comitati e le associazioni che vogliono salvare il salvabile ( o quel che resta) dallo scempio edilizio e speculativo in atto da anni, sono sprezzantemente definiti “quelli del no”. Sarebbe motivo di vanto, pensando a quanti altri “no” sarebbero stati auspicabili, a suo tempo, per scongiurare l’attuale degrado economico, sociale ed ambientale. Eppure – siccome crediamo nella democrazia diretta – di fronte ai loro oligarchici “sì” non opponiamo affatto i nostri “no” ma la chiara, semplice, elementare richiesta che sia la popolazione a decidere. Con un referendum provinciale sul sì oppure no a Fosso Sejore, o magari un sì oppure no allo stesso ospedale unico, affinché i suoi dogmatici propugnatori siano finalmente costretti a spiegare alla gente la sua presunta utilità in termini di costi-benefici per la sanità e per i cittadini, per i medici e per i malati.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-01-2012 alle 18:29 sul giornale del 25 gennaio 2012 - 1425 letture

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