Botti di fine anno, ecco i consigli dell'ENPA per la tutela del nostro amico a quattro zampe

Animali 5' di lettura 29/12/2011 -

Ci siamo quasi, tra pochi giorni festeggeremo l'arrivo del nuovo anno con cenoni, musica, ballo e non solo. Come si usa in questa occasione non mancheranno i fuochi d'artificio e lo scoppio dei petardi, nemici non solo degli uomini ma soprattutto degli animali. I nostri amici a quattro zampe vanno protetti dai botti di capodanno, come ci spiega Silvia Gadani, volontaria ENPA Pesaro.



Il problema più grave causato dai botti agli animali sia d’affezione, come cani, gatti, conigli… sia selvatici, come uccelli, lepri, cinghiali… sia da reddito come mucche, maiali, pecore… è dovuto al fatto che in loro la percezione uditiva è di gran lunga più sviluppata che nell’essere umano. Si stima che l’uomo percepisca ultrasuoni fino a 15.000 Hertz, mentre l’animale fino a 70.000 Hertz (quasi il quintuplo). Questo ci permette di immaginare che quello che per noi è un semplice botto di petardo, per loro equivale all’esplosione di una bomba oltretutto ripetuta per tutta la durata della festa. Ovviamente i soggetti più a rischio sono gli animali anziani e cardiopatici, ma anche quelli selvatici ai quali è impossibile garantire la nostra protezione, come per esempio gli uccelli, che a seguito delle varie detonazioni, schizzano improvvisamente tentando la fuga in branco senza valutare gli ostacoli con l’aggravante del buio (rami, case, pali elettrici, automobili, segnaletiche verticali…), rischiando di ferirsi seriamente e addirittura morire.

Negli allevamenti potrebbe scatenarsi il caos (la paura e l’agitazione sono molto contagiose), con conseguente ferimento del bestiame per movimenti di massa improvvisi fino allo schiacciamento di alcuni sotto il peso della mandria o contro le pareti della stalla. Anche cani e gatti di casa, terrorizzati, potrebbero reagire con la fuga, eludendo recinzioni e chiusure, ritrovandosi così in mezzo al traffico e rischiando di essere investiti. Se non si può fare a meno di lasciare il cane o il gatto solo in casa durante la festa, si deve cercare di metterli nella zona a loro più familiare (cucina, salotto) evitando di chiuderli in stanze isolate (bagno o ripostiglio), cercando di lasciare loro il più possibile “campo libero” spostando di lato i mobili che solitamente campeggiano al centro della stanza, come tavoli e sedie, preparare la loro cuccia ben visibile e raggiungibile con i loro giochi preferiti a disposizione.

Per i cani è opportuno lasciare un osso (finto o vero che sia) da poter sgranocchiare per scaricare lo stress. E’ consigliabile eliminare i passaggi troppo stretti fra la mobilia e schermare le eventuali aperture basse di questa, in modo da non permettere che l’animale ci si infili forzatamente per trovare riparo; lasciare sempre disponibile la ciotola con l’acqua e possibilmente la luce accesa. Non punirlo né rimproverarlo se dovesse sporcare con urine / feci / vomito. Se invece al cane è fatto divieto assoluto l’ingresso in casa, lasciarlo comunque in un luogo sicuro e riparato (non solo la semplice cuccia) come il garage o un ricovero attrezzi, avendo sempre cura di spostare o mettere in sicurezza con paramenti gli oggetti pericolosi, lasciargli sempre un cesto o una brandina con i suoi giochi, il solito osso, la ciotola con l’acqua e possibilmente la luce accesa. Assicurarsi che le porte dei recinti o luoghi di riparo siano ben chiuse e non ci siano vie di fuga. Non lasciare i cani legati a catena, per lo spavento potrebbero strattonare il collare danneggiandosi seriamente la trachea e le vie respiratorie.

Se si decide di organizzare la festa in casa propria, in compagnia di amici e dei nostri animali, bisogna avere sempre cura di schermare i passaggi stretti e angusti ma non quelli dove di solito tendono ad infilarsi per ripararsi (comunque luoghi collaudati) e, se dovessero trovarne uno, non obbligarli ad uscire ma aspettare che lo facciano spontaneamente cercando di chiamarli con dolcezza e tono rassicurante. Parlargli allo stesso modo ogni qualvolta si verifica l’esplosione di un botto e cercare di mantenere un comportamento il più pacato possibile, evitando di schiamazzare, saltellare e correre. Se ci sono bambini cercare di frenare il più possibile il loro entusiasmo soprattutto nelle vicinanze dell’animale. Lasciare luci accese e porte aperte anche nelle altre stanze dove non si svolge la festa e mai rimproverarli qualora dovessero sporcare con urine / feci / vomito. Fare attenzione a balconi e finestre aperte onde evitare che si gettino nel vuoto, soprattutto in caso di gatti che vivono in casa, e, nel caso in cui la lettiera viene tenuta all’esterno, metterla in casa.

Sempre per gatti casalinghi, è consigliabile allestire uno scatolone di cartone con una piccola apertura su un lato, un foro quadrato di circa 15 x 15 cm., per dare la possibilità al micio di trovare rifugio al buio. Se il cane si dimostra molto nervoso e inizia ad abbaiare e ululare insistentemente o inizia a rosicchiare parte dei mobili, occorre richiamarlo cercando di distrarlo con giochi e coccole, facendo sempre attenzione a non avvicinarsi in maniera avventata e improvvisa, ma richiamare il cane, mostrargli le mani e avvicinargliele non sopra la testa ma sotto il muso e massaggiargli il collo, ma sempre in modo naturale, più è ansioso il padrone più accrescerà l’ansia del cane. Visto che i botti all’esterno abbondano, evitare di aggiungerne ulteriori all’interno, quindi avere riguardo nello stappare bottiglie di spumante e simili.

Evitare trombette e moderare il volume di TV e stereo, in ogni caso esistono in commercio dei calmanti di origine vegetale e omeopatici, in compresse o in gocce, e comunque chiedete sempre consiglio al vostro veterinario di fiducia prima della somministrazione. Come associazione ENPA sconsigliamo vivamente l’uso di articoli pirotecnici che possono risultare estremamente dannosi anche per l’uomo, soprattutto se gestiti da mani inesperte, come i ragazzini, d’altra parte la cronaca del primo gennaio ogni anno annovera diversi incidenti talvolta gravissimi.






Questo è un articolo pubblicato il 29-12-2011 alle 14:35 sul giornale del 30 dicembre 2011 - 5208 letture

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