In.Pu.t: Menù e Bon Ton di Natale

In.Pu.t 2' di lettura 10/12/2011 -

La ricorrenza delle festività natalizie veniva vissuta con grande partecipazione ed intensità emotiva nelle famiglie ed in tutte le comunità marchigiane e pesaresi: il senso di gioiosa festività, come riportano cronache e documentazioni scritte e memorie orali variamente raccolte, riguardava anche la mensa.



Quanto di prezioso e buono andava con episodica abbondanza reperito e cucinato, e non mancava una cura davvero rara nell’imbandire una tavola speciale. Tanti ricordi risalenti a non troppi decenni fa riferiscono di come il cenone della vigilia fosse addirittura più sentito e vissuto del pranzo di Natale stesso: la differenza basilare tra i due sontuosi banchetti era nell’alternanza antichissima e assai rispettata tra l’obbligo del “magro” e la liceità del “grasso”.

Si onorava quindi l’“astinenza” (non certo dalla gola) del pesce per il 24, e si officiava la celebrazione della carne per il 25. Alla vigilia molte testimonianze riportano come una volta fossero innumerevoli le portate con tutte le provviste ittiche possibili (abbinate anche alla polenta) da quelle conservate e caratteristiche quali il baccalà e lo stoccafisso fino alla pescagione guizzante; il senso del “magro” e della continenza era poi scandito dalla presenza dei ceci nella minestra iniziale, e da un dolce privo di latte ed uova come il torrone, che chiudeva il pasto assieme a frutta profumata e rara come le arance, comprate appositamente per l’occasione.

Nel pranzo del 25 si servivano sontuosamente i cappelletti preparati il giorno prima (in una sorta di rituale collettivo) con cura e dovizia di carni ed aromi assortiti, ed oltre al bollito l’arrosto irrinunciabile era il tacchino farcito di castagne, con un contorno caratteristico come cardi o gobbi con besciamella, ed in conclusione il tipico panettone alla pesarese.

E sarà appunto un pesarese “doc” come il sommelier e gastronomo Otello Renzi, a narrare in questo incontro lo spirito ed il valore di queste memorie conviviali locali, e soprattutto ad illustrare, attorno ad un modello di tavola imbandita, consigli su abbinamenti e precetti di bon ton per questi importanti conviti di fine anno. L’ambasciatore dell’enogastronomia Sara Bracci, narrando il senso dell’apparecchiatura natalizia, delineerà le produzioni artigianali più eminenti pesaresi per i corredi da mensa, proponendo così un ulteriore tocco di orgoglio locale per queste speciali imbandigioni.

16 dicembre 2011 ore 18 - PESARO Via Rossini 41

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-12-2011 alle 14:00 sul giornale del 12 dicembre 2011 - 1091 letture

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