Confindustria, Pagliano: 'Rallentano le attività commerciali anche all’estero'

Confindustria Pesaro urbino 4' di lettura 29/11/2011 -

“La situazione congiunturale della nostra provincia nel terzo trimestre del 2011 è ancora difficile ed incerta, specie per il prolungarsi nel tempo delle difficoltà economiche nazionali ed internazionali”. Lo ha detto il presidente degli industriali, Claudio Pagliano, presentando i risultati dell'indagine trimestrale realizzata dal Centro Studi di Confindustria Pesaro Urbino su un campione di imprese della provincia. 



La produzione industriale ha registrato un aumento dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente con variazioni positive che hanno interessato tutti i principali settori dell’economia, ad eccezione del mobile. “Il dato va preso con cautela – ha precisato Pagliano -, viste le dinamiche di ristrutturazione che coinvolgono le aziende del territorio e che generano effetti molti differenziati tra imprese, anche in relazione al diverso grado di esposizione all’estero”.

In difficoltà l'attività commerciale complessiva: l’andamento delle vendite in termini reali ha registrato una diminuzione dell’1,4% rispetto allo stesso trimestre del 2010, con andamenti negativi sul mercato interno (- 1,2%), ma anche su quello estero (-1,7%), “che finora è stato la nostra ancora di salvataggio rispetto alla scarsa domanda proveniente dal mercato interno”. Secondo il Centro Studi, le incertezze, che caratterizzano l’attuale fase congiunturale, si associano a una dinamica dei costi sostenuta, con incrementi del 2,1% sull’interno e del 2,7% sull’estero rispetto al trimestre precedente (rispetto l’anno precedente le variazioni rispettivamente si fermano a +0,1% e +0,8%).

I costi di acquisto delle materie prime non si sono riversati sui prezzi, visto che quelli sull’interno sono diminuiti dello 0,3%, mentre quelli all’estero sono aumentati solo del 2,2% (rispetto al trimestre precedente, le variazioni sono state del -0,5% per l’interno e +0,1% per l’estero). “Si tratta di un rallentamento che preoccupa i nostri imprenditori - ha aggiunto Pagliano - , e le previsioni relative alle vendite per i prossimi mesi sembrano improntate ad un certo pessimismo, mentre ci si attende un miglioramento per quanto riguarda il mercato estero”.

Le ore di cassa integrazione nel periodo gennaio – ottobre 2011 sono diminuite del 38% passando da 9,3 milioni circa del 2010 a 5,7 milioni del 2011. In diminuzione sono risultati gli interventi ordinari (-50%) passati da 2,1 milioni di ore del terzo trimestre 2010 a 1 milione di ore e gli interventi in deroga, passati da 5,2 milioni di ore 2,8 milioni. Solo in leggera diminuzione sono risultati, invece, gli interventi straordinari (-2,1%). Per quanto riguarda i singoli settori produttivi, dal campione di imprese analizzato, si rileva che il mobile ha fatto registrare una diminuzione della produzione su base annua dell’8,6%, frutto di un peggioramento in tutti i comparti, su cui ha inciso. Negativa è anche la situazione commerciale (- 11,6%), a cui ha contribuito in particolare l’andamento negativo delle vendite sull’interno (-13,8%), mentre le vendite all’estero hanno fatto registrare solo un -2,9%.

Nella meccanica il terzo trimestre 2011 non è stato del tutto compromesso: la produzione del settore ha goduto un aumento dell’8,6%, grazie ad aumenti avuti in quasi tutti i comparti produttivi, tranne quello dei serramenti in alluminio. Il dato sul fatturato (-1,7%) è frutto di un andamento difficile delle vendite sia sul mercato interno (-2,7%) che quello estero (-1,2%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le variazioni dei costi sono state di segno positivo sia per gli acquisti sul mercato nazionale che internazionale (+5,2%), specie per quanto si verifica sul mercato di approvvigionamento dei casalinghi, denunciando in questo modo la forte tensione esistente nei mercati di approvvigionamento.

Nell’edilizia, sempre secondo le rilevazioni scaturite dal campione preso in esame, è ancora debole il mercato in tutti i principali comparti e tale andamento si è riflesso sui livelli occupazionali che hanno proseguito la tendenza alla flessione rilevata nei trimestri precedenti. Nel terzo trimestre del 2011 le imprese attive sono 6.292; erano 6.363 nello stesso periodo de 2010 (-1,2%). Il settore tessile e abbigliamento riporta risultati positivi dal punto di vista dei livelli produttivi (+2,1%), mentre negativi sono gli andamenti commerciali (-6,6%). Sui risultati commerciali hanno inciso gli andamenti postivi delle esportazioni che son riusciti a controbilanciare la flessione avuta sull’interno.

Per quanto concerne gli altri settori la situazione appare positiva per i livelli produttivi e commerciali, ad eccezione del comparto degli alimentari. E’ sostanzialmente stabile il livello dei prezzi praticato, a fronte di significative variazioni avute sui costi. Le aspettative per il prossimo trimestre non sono positive, specie per quanto riguarda i mercati interni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-11-2011 alle 15:23 sul giornale del 30 novembre 2011 - 857 letture

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